Non si esce vivi dagli anni ’80 (5)

Tolte alcune recensioni degli Smiths e qualche frecciata a Springsteen, l’articolo che mi guadagnò più lettere di insulti. Credo di averle ancora.

21 commenti

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21 risposte a “Non si esce vivi dagli anni ’80 (5)

  1. Roby

    ..e infatti futuro non ne ha avuto e la cosa mi ha sempre fatto incazzare.

  2. Andrea Peviani

    Altro esempio che denotava la tua superiore caratura. Sulla loro fine repentina avevi previsto molto bene. Mentre spero ti sia ricreduto sui toni scandalizzati per la ripresa dei singoli sull’album. Davi veramente l’idea dello snob fuori dal mondo: quanti lettori pensavi che potessero averne più di un paio di quei singoli? Un album ancora oggi tra i miei culti assoluti.

  3. stefano piredda

    Suona ancora benissimo, sì. Un tiro da paura.

    E ha ragione peviani: ci prendesti perché già allora eri bravo…
    Tra le altre cose, ma che fine ha fatto Julie Burchill?

    • Ha seguito esattamente il percorso che ci si poteva immaginare da una così: è diventata cioè una sorta di Oriana Fallaci britannica. Sfortunatamente tuttora fra noi, e prevedibilmente lo sarà ancora per molto visto che non ha che cinquantadue anni, al contrario di quell’altra lì – di cui salutai con grande soddisfazione la dipartita – ogni tanto ha dei colpi di genio che mi fanno ridere istericamente e me la fanno rivalutare per circa cinque secondi. Tipo quella volta, piuttosto di recente, in cui a un intervistatore che le chiedeva “Are you solipsistic?” rispose ineffabile: “I don’t know. I didn’t go to university”. Ecco, mi ha fatto ridere di nuovo…

      • giuliano

        ci sei andato giù duro sulla fallaci…
        è indubbio, però, che le sue prese di posizione degli ultimi anni sono state un incubo (per non parlare dei suoi pamphlet senza capo né coda, che solo in un paese senza capo né coda come l’italia potevano essere presi sul serio). quando un giornale inqualificabile come libero ti propone come senatore a vita facendo una raccolta di firme, vuol dire che hai toccato il fondo.
        ma la fallaci, in passato, era stata anche altro.
        per me la sua metamorfosi finale, veramente agghiacciante, rimane un mistero.

      • Purtroppo la Fallaci era presa parecchio sul serio non solo in Italia. Stiamo del resto parlando di una scrittrice tradotta in mezzo mondo e che, soprattutto negli Stati Uniti dove del resto ha anche vissuto a lungo, aveva una grande visibilità. A parte che non è morta nel fiore degli anni (settantasette) penso che non meritasse pietà esattamente perché la pietà era un sentimento a lei ignoto.

  4. Johnny Lo ZIngaro

    Grande disco quello dei Redskin, anche se il tuo giudizioall’epoca e’ stato molto duro. Giusto per curiosita’, venisti insultato per il contenuto politico non in linea o per ragioni musicali?

    PS Mi trovi d’accordo nel giudizio sulla Fallaci.

  5. stefano piredda

    Mi piacciono i comunisti quando ti danno del socialdemocratico…
    Quanto alla Fallaci, era soprattutto una donna molto ridicola, via…

  6. Giancarlo Turra

    socialdemocrazia in senso “Severiniano” ? ;D

  7. Henry Trave

    ah, che band!
    li adoravo letteralmente, nell’estate dell’86 un mio caro amico del mare mi fece una cassetta con Psychocandy da un lato e Neither Washington sull’altro…
    la consumai.
    se non sbaglio, però, fosti tu a dire “i Redskins erano, bando alle ciance, una grande band!”

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