Weird Dreams – Choreography (Tough Love)

Che brutta copertina che ha questo “Choreography” o, per meglio dire, quanto fuorviante ed è un autentico peccato trattandosi di album d’esordio. Con tutto quello che esce, dei debuttanti dovrebbero curarsi di più dell’immagine che offrono, badare maggiormente al tipo di attenzioni che possono attirare. Pena l’oblio immediato. Lo guardi, questo quadretto boschivo, e scommetteresti qualsiasi cifra che, nel caso non fosse metal estremo, sarà per forza post-folk del più inacidato e sperimentale ciò che – ahem – alligna nei solchi del disco. Assolutamente no. Mi chiedessero quale collocazione ideale dare ai Weird Dreams – dei quali null’altro so se non che sono londinesi, quattro e con all’attivo un paio di EP – risponderei: da qualche parte fra i Beach Boys e i Soft Boys. Vi ho incuriositi?

A ben pensarci un altro paio di cose di costoro le so: che li ha fondati e ne è indiscusso leader tal Doran Edwards e che costui, se riconosce certamente un maestro in Brian Wilson, individua in David Lynch l’influenza formativa nettamente più caratterizzante. E forse allora quegli alberi da selva oscura di Twin Peaks un senso ce l’hanno, mentre invece finisce per averne meno che i primi recensori abbiano parlato di power pop, salvo contestualmente sottolineare la natura alquanto disturbante dei testi, a partire dall’ode al masochismo di Hurt So Bad. Poi, certo, gli intrecci vocali insieme elaborati e di grande immediatezza, le chitarre janglesche, la ritmica squadrata sono gli elementi fondanti di un sound, marcatamente ’60 ma pure con influssi wave, che con il power pop ha elementi di contatto. Casella nella quale nondimeno mai sistemerei i Go-Betweens prima maniera che mi è parso di cogliere in Vague Hotel, i Feelies alle prese con la scoperta del math-rock di Faceless, gli Smiths alle prese con la scoperta dei Beatles di Little Girl e i R.E.M. in attesa di diventare… i R.E.M. di 666.66. Ancora meno, il Robyn Hitchcock giovane di Suburban Coated Creatures, i Verve austeri di Velvet Morning, il Robert Smith indeciso se darsi al pop o al gotico di Summer Black. Non possedendo la proverbiale sfera di cristallo non ho naturalmente idea se, al di là di un po’ di curiosità sul web, i Weird Dreams riusciranno a farsi notare – almeno un altro possibile singolo di successo, oltre a Little Girl, c’è ed è Holding Nails – da platee importanti. Per ora mi sono in ogni caso fatto persuaso che quest’album una qualche traccia la lascerà.

“Choreography” sarà nei negozi da lunedì prossimo, 2 aprile.

4 commenti

Archiviato in anteprime, recensioni

4 risposte a “Weird Dreams – Choreography (Tough Love)

  1. Lucas

    Hurt so bad e’ stupenda! nella mia mente bacata mi pare gli stems suonati dai monochrome set… eh…sono proprio restato agli anni 80 😦

  2. in effetti la copertina rimanda all’immaginario weird-folk di gente tipo questa:
    http://savagingspires.bandcamp.com/

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