Non si esce vivi dagli anni ’80 (9)

Avere riascoltato I’m Shakin’ da Jack White (a proposito: “Blunderbuss” esce martedì) mi ha fatto venir voglia di rimettere mano ai Blasters. Se pensate che i loro dischi in studio fossero… siano favolosi, be’, forse non li avete mai visti dal vivo: non so di preciso quanti anni dopo (ventisei o ventisette), restano uno dei miei Top 10 di sempre.

11 commenti

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11 risposte a “Non si esce vivi dagli anni ’80 (9)

  1. Anonimo

    E non era ancora uscito il capolavoro prodotto dal piccolo bastardo…
    Non so se tu sei nel forum del Mucchio, io al momento sì e mi chiedevo come mai, a proposito di American Music, il decesso di Levon Helm stia passando sotto, quasi completo, silenzio. Non voglio imporre nulla, ci mancherebbe, ma non sarebbe bene onorarne la memoria in qualche modo? Ho visto alcuni video su YT che mi hanno commosso fino alle lacrime. Era già malato e ci dava dentro come non so che cosa. E che meraviglia l’intesa che aveva con la figlia!

    • Anonimo

      Non so che cosa sia successo, comunque non sono anonimo, sono Giacomo…

    • Immagino ci sarà almeno qualche riga sul prossimo “Classic Rock”, purtroppo non quello di maggio (vista la data in cui il nostro uomo ci ha lasciati), bensì su giugno. Per il resto, che posso dire? È un po’ il destino dei gregari o meglio, nel caso di Levon Helm, di quelli che sembrano gregari.

  2. stefano piredda

    Un giorno ci racconterai cos’altro c’è nella tua Top 10 dei concerti?
    (dei Blasters ho tutto, cosa siano stati dal vivo posso solo immaginarlo)

    • Il primo posto direi che se lo giocano Peter Gabriel (Torino, settembre 1980) e Ry Cooder (Milano, maggio 1982). Roba dell’altro ieri, insomma.

      • david mariotti

        Peter Gabriel nell’80 lo vidi anch’io, alle Cascine a Firenze. Bel concerto, ma non lo ricordo come una cosa memorabile. Era pieno di fricchettoni che chiedevano le canzoni dei Ggggenesis e si misero a contestare i Simple Minds che facevano da spalla. Gabriel finì con una versione grandiosa di Biko, se ricordo bene.
        Pochi mesi dopo fu la volta dei Clash, sempre a Firenze, tour di Sandinista. Quello sì che fu un concerto memorabile…

      • A Torino i Simple Minds (che furono eccellenti: io lo scoprii anni dopo che erano i Simple Minds) raccolsero più che altro indifferenza, non ricordo contestazioni. Per Gabriel fu un trionfo e sì, le canzoni dei Genesis gliele chiesero ma nemmeno troppo.
        Quanto ai Clash, l’unica volta che li vidi non erano purtroppo più i Clash ma la versione apocrifa senza Mick Jones: una roba imbarazzante.

  3. stefano piredda

    E il fatto che sia dell’altro ieri direi che è significativo.
    Ma tu sei ancora giovane, eh…
    E anch’io.

    (and may we stay forever young)

  4. giuliano

    senti eddy, ma a uno che i blasters li conosce abbastanza superficialmente (come me, ahimé), qual è il disco imprescindibile che oggi gli consiglieresti?

    • Non contando il primo (“American Music”), al tempo più che clandestino, non fecero che tre album. Durissima scegliere. Ma perché farlo, quando comprandoti il doppio CD “Testament” puoi avere “The Complete Slash Recordings”? Reperibilità non facilissima, ma vale la pena di provarci. Se proprio mi puntassero una pistola alla tempia opterei forse per l’omonimo, oppure estrarrei a sorte.

  5. giuliano

    preso nota…

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