Non si esce vivi dagli anni ’80 (11)

Un omaggio a un gruppo straordinario, artefice di una neo-psichedelia tutt’altro che revivalistica. Oggi Guy Kyser fa il botanico. Di tanti si dice che sono “braccia rubate all’agricoltura”. Nel suo caso, e purtroppo per noi, sono “braccia rubate al rock’n’roll”.

 

13 commenti

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13 risposte a “Non si esce vivi dagli anni ’80 (11)

  1. Anonimo

    Antonio,
    Molto bello l’articolo che scrivesti, ci avevi gia’ visto bene circa la statura artistica della Band. Io Eddy dei Thin White Rope ho 3 dischi in studio (Sack full of silver, Exploring the axis e Moonhead) oltre al live con cui hanno chiuso la loro atività e raramente ho ascoltato un gruppo con un livello compositivo tanto alto, un suono riconoscibilissimo. Tra i miei gruppi preferiti. Grazie dell’articolo.
    Antonio

    • E quindi ti mancano “In The Spanish Cave” e “The Ruby Sea”… Non valgono i quattro che già hai, sia chiaro, ma io al posto tuo qualche eurello lo investirei ancora.

      • david mariotti

        Per me In the Spanish cave suona da dio e contiene diversi classici del gruppo (Red sun, July, Astronomy…). Lo metterei tra gli indispensabili insieme a Moonhead.

  2. posilliposonica

    Una band che venne in Italia diverse volte dando vita a prestazioni
    “visionarie” che confermarono la tua definizione di Quicksilver degli
    anni Ottanta.

    • Io ebbi occasione di vederli una sola volta, di sicuro in data posteriore a questo articolo ma non saprei dire oggi esattamente quando, e ne rimasi assolutamente soddisfatto.

  3. david mariotti

    Quando scrivesti quest’articolo li avevi già visti dal vivo? Te lo chiedo perché quando li ho visti io i pezzi di Exploring the axis funzionavano molto meglio live che su disco, proprio non c’era paragone. Questo per dire che se avevi colto la grandezza del gruppo solo dal disco ci avevi visto molto bene.

  4. stefano campodonico

    ricordo come fosse ieri quando lessi questo articolo durante la naia
    e ricordo che approfittai della prima licenza per andare a comprare
    MOONHEAD. grande lp,il mio preferito di quel 1987 assieme a
    DOCUMENT ed HUEVOS.
    li ho visti un paio di volte dal vivo, ed erano grandiosi
    le chitarre più belle del mondo,almeno tra quelle che ho visto live

  5. kingink27

    L’ho scoperti ai tempi di Ruby Sea, che non è proprio il loro album migliore, ma mi sono rifatto andando a ritroso nella loro discografia. Sono riuscito ad intercettarli anche dal vivo, a Roma all’Alpheus, nella loro ultima di tournè del 92. Grandi.

    • Certo, non il loro disco migliore e anzi quello cui eventualmente si può rinunciare, se proprio si deve, con una metaforica pistola puntata alla tempia. Ma quanta gente che è in giro oggi, a anche ai loro tempi, può solo sognarselo un album come “The Ruby Sea”?

      • Giorgio

        Li ho amati moltissimo anch’io credo di averli tutti o quasi i loro dischi anche svariati ep. Per fortuna sono anche riuscito a vederli dal vivo a Siracusa al teatro greco… grande scenario, grande musica…

  6. DaDa

    Li conobbi proprio grazie a questo articolo. Grazie VMO ….. Divennero (e sono) uno dei miei gruppi preferiti. Il mio disco preferito del gruppo è il live, The one that got away, che ha chiuso in maniera tellurica la loro discografia. La loro cover di You doo right è devastante! Mommy this part sounds like goats.

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