Non si esce vivi dagli anni ’80 (16)

OK. Prima o poi dovevo arrivarci. Conto alla rovescia nella trilogia degli orrori con la quale si aprì la mia carriera di kritiko. Questo è il terzo pezzo che scrissi e il secondo che pubblicai, nello stesso numero del “Mucchio Selvaggio” in cui vedeva la luce  (ma in una versione accorciata rispetto a quella originale) anche il primo. Non so se mi sono capito. Nonostante questo articolo gli Stray Cats continuarono – meritatamente – ad avere molto successo nel Bel Paese.

7 commenti

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7 risposte a “Non si esce vivi dagli anni ’80 (16)

  1. Orgio

    Sei stato troppo ingeneroso con te stesso: a conti fatti, quella dell’articolo resta una posizione condivisibile anche a distanza di decenni. Peccato solo per i dischi successivi, che avrebbero dovuto inaugurare il salto di qualità del gruppo e invece si sono rivelati un flop. Meglio riscoprire “This Knife Feels Like Justice” di Brian Setzer (“Live Nude Guitars”, invece, lo trovo un po’ sotto tono).
    Comunque grazie per l’articolo: per quanto mi riguarda è un caso di telepatia, visto che desideravo chiederti di parlare dei Randagi già da quando hai messo l’articolo sui Police.

    • A risultare imbarazzante oggi è il mio articolo: scolastico, un compitino. Non gli Stray Cats, i cui dischi restano freschi e divertentissimi. Sono d’accordo con te sul primo Setzer solista.

  2. Orgio

    Correva l’anno millenovecentottantatrè, Maestro: credo che tu possa chiedere ai lettori un po’ di lassez faire…:-)
    Ad ogni modo, questa carrellata di articoli storici è per me, classe ’85, fonte di grande interesse, dunque mi raccomando di continuare a proporli, scolastici o meno che fossero allora o appaiano adesso! E, se posso confessare una perversione, sarei curioso di leggere un tuo pezzo dell’epoca sui Def Leppard: non dirmi che non esiste ché non ci credo! 🙂
    ciao

    • Dei Def Leppard all’epoca del liceo misi su un lato di una c90 un album prestatomi da un amico di un amico. Credo poi che lo cancellai per registrare altro, visto che al tempo anche una cassetta era preziosa. Fine dei miei rapporti con i Def Leppard.

      • Orgio

        Che dire? Mi toccherà immaginarlo da solo, un simile articolo. D’altra parte, perversione è immaginazione… 🙂
        Ciao, buon lavoro

  3. Orgio

    Per inciso, sento solo io la “somiglianza” di “Stray Cat Strut” con l’inno “Blank Generation”?

    • Luca

      La somiglianza c’è. ..visto che anche Setzer è di new york 🙂 ma quel giro fa parte della cultura americana, ripreso nelle più svariate canzoni….penso a Merle Travis con il classico Sixteen Tons! A me piace molto l’articolo maestro. .il discorso sulla democrazia nei gruppi è molto illuminante 🙂
      Comunque rimane che gatti hanno rivitalizzato una musica che era finita da parecchio..in un periodo storico dove solo parlare di rock’n’roll era una bestemmia! Basta pensare che tutti i gruppi new Wave si dichiaravano anti-rock 😀
      Grazie Stray Cats. ..e grazie Setzer per averci ricordato che la buona musica non finisce mai….a dispetto dell’anagrafe!

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