Liars – WIXIW (Mute)

Di sicuro con i Liars non ci si annoia. Di sicuro, quando metti su un loro nuovo disco, dubbi riguardo a quello che hanno ascoltato nel periodo trascorso dalla pubblicazione del precedente puoi averne pochi o punto. Riepilogando: nel 2001 “They Threw All Us In A Trench And Stuck A Monument On Top” declinava funk-punk alla Gang Of Four, salvo chiudersi con trenta interminabili minuti di caos in loop che è in tutta evidenza una contraddizione in termini; un po’ ponte verso il successivo, del 2004, “They Were Wrong, So We Drowned”, nel quale a dispetto dell’assenza del basso un referente evidentissimo erano i P.I.L. del “Metal Box”; nel 2006 “Drum’s Not Dead” mandava in collisione Amon Düül (rigorosamente la versione I) e Can; nel 2007 un lavoro omonimo si porgeva come una rilettura “pop” (aggiungere virgolette a piacere) dei primi Sonic Youth; nel 2010 “Sisterworld” pareva una versione 2.0 (anche 3.0) dei Jane’s Addiction più contorti e fragorosi. E nel 2012 “WIXIW”… vi ricordavate che nel 2008 i Liars fecero un tour come spalla dei Radiohead? E che di “Sisterworld” esiste un’edizione espansa con un secondo CD di remix cui contribuisce anche Thom Yorke? Ecco, a occhio e orecchio direi che Aaron, Angus e Julian un paio di giri a “Kid A”, ad “Amnesiac”, a “Hail To The Thief”, a “In Rainbows”, a “The King Of Limbs” ultimamente devono averglieli fatti fare.

Spesso ascoltati in passato dei Liars altrettanto ipnotici, altrettanto melodici raramente, così soffici mai ma proprio mai. Qui a “pop” di virgolette ne metti massimo due e sovente manco una: è il caso dell’inaugurale The Exact Colour Of Doubt, voce seducente in una cornice di archi ed elettronica tangeriniana tonda e ragionevole; è il caso di una No. 1 Against The Rush svelta e sbarazzina (il Bowie “by the Wall” delle canzoni) e difatti non a caso scelta come singolo; o di una III Valley Prodigies clamorosamente pinkfloydiana, senza discussioni; e ancora e almeno dell’orientaleggiante psichedelia di Flood To Flood e dei Fleet Foxes virati kraut di Annual Moon Words. Né risultano meno ammiccanti i Talking Heads scarnificati di una gassosa e corale A Ring On Every Finger o la electro post-rock di Brats. Candidati alle classifiche e non “solo” più alle playlist di fine anno questi Liars? Toglie ogni dubbio al riguardo che anche i due episodi più “sperimentali” (aggiungere virgolette a piacere) e più marcatamente Radiohead, ossia Octagon (qui anche più di un’eco di Aphex Twin) e His And Mine Sensations, si porgano come tutt’altro che ostici.

6 commenti

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6 risposte a “Liars – WIXIW (Mute)

  1. posilliposonica

    Sono anni che provo a trovare qualcosa che non mi garbi riguardo i primi
    tre dischi dei Liars: un “effetto”,una schitarrata,una rullata,un borbottio,un
    sospiro.Niente da fare,tutto funziona a meraviglia.
    Una delle mie tazze da te’ preferite del decennio.
    Tristemente sottovalutati.

    • Be’, no, dai, sottovalutati… Ne saranno senz’altro uscite ma io a memoria non ricordo di avere letto MAI una recensione negativa dei Liars.

      • Giancarlo Turra

        Mutanti in mutazione che stanno “invecchiando” meglio degli Oneida.

      • posilliposonica

        Recensioni negative praticamente mai,ma parlandone in giro ( con
        persone “scafate” musicalmente) ho notato una certa freddezza.

  2. posilliposonica

    Triste scriverlo,ma gli Oneida si sono un poco persi per strada.

    • Giancarlo Turra

      Decisamente: sebbene “Rated O” non fosse male, secondo me. E’ che – per come la vedo io – non sono riusciti a trovare una deriva sperimentale che uscisse da una certa autoreferenzialità. A restare solidi mentre mutano abito, insomma, come stanno facendo per l’appunto i Liars.

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