Non si esce vivi dagli anni ’80 (22)

Piccolo orgoglio di allora giovane critico:  l’essere stato il primo in Italia a recensire Jesus And Mary Chain (il singolo Upside Down). E annunciandoli come una sorta di – ahem – Secondo Avvento.

The Jesus And Mary Chain 1

 

The Jesus And Mary Chain 2

The Jesus And Mery Chain 3

 

 

16 commenti

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16 risposte a “Non si esce vivi dagli anni ’80 (22)

  1. Visionary

    Me lo ricordo questo articolo, altroché. Così come rimembro l’autentico “sconcerto” al loro primo ascolto. E anche al secondo. Poi dal terzo ho cominciato a vedere la luce. Dopo il quarto avevo una cassettina da 46 minuti pronta per loro …. 😉

  2. Grande orgoglio, Eddy. E ricordo benissimo quella recensione del primo singolo Upside Down: è lì forse che è scattata definitivamente la fiducia in te. Non avevo ancora sentito nulla, ma avevo capito che non stavi sparando cazzate.
    In queste pagine si sente ancora il gusto per la scoperta di un modo diverso di suonare, il bisogno che avevamo di “musica che fa venire voglia di spaccare la faccia alle teste di cazzo”. Che è esattamente quello che manca al rock da parecchi anni.

  3. se Boyle non li ha messi in cerimonia d’apertura non sono importanti 🙂

  4. Francesco Manca

    Quanto mi trovo d’accordo pure sui Cocteau Twins…

  5. regolo

    Non ricordo se fu a seguito di quest’articolo oppure di un altro che comprai “a scatola chiusa” il disco in questione.
    Lo considerai, e lo considero tuttora, una delle peggio “sole” che ho preso, musicalmente parlando, nella mia vita.
    Scusatemi, ma i JMC non sono mai riusciti a piacermi. In pratica una sorta di Ramones + feedback. Solo che le canzoni dei Ramones sono di gran lunga migliori.

  6. Giancarlo Turra

    I fatti, Watson, i fatti! (cit.)

  7. riccardo

    quando vidi il video di “just like honey” trovai il pezzo favoloso. cazzo, corro a comprare il 33. all’epoca leggevo rockstar e la recensione, di cui non ricordo l’autore (sisti? vigorito?) stroncava il disco come un blando pasticcio cacofonico. visto quanto costavano i dischi all’epoca, ci si andava cauti con gli acquisti “al volo” e un disco di merda sarebbe stato una disgrazia. decisi di soprassedere.
    pochi mesi dopo, visto che i miei gusti ormai erano lontani da quella rivista, decisi di cambiare fonte e comprai il mucchio selvaggio. nella recensione dei concerti trovo la tua del concerto dei JAMC a Torino. ricordo ancora a memoria questo passo “il concerto dei JAMC doveva essere l’avvenimento dell’anno. lo è stato”. ero in vacanza con i miei in trentino. praticamente passai il resto dei giorni aspettando solo di tornare a casa per fiondarmi in un negozio a comprare psychocandy. avevo 35 mila lire. volevo comprare anche l’album bianco. il tempo di posare le valigie e corro in centro, giro 5 negozi, e trovo Psychocandy a 14 mila lire in uno e l’album bianco (versione dmm tedesca, vinile bianco) a 21 mila in un altro. ricordo quel giorno come uno dei più belli della mia vita.
    l’estate dopo leggo la tua rubrica sui 45 giri, che nel frattempo è diventato un punto di riferimento. anche lì ero in vacanza con i miei in sardegna. nel preambolo parlavi di come i 45/12″ fossero sempre meno richiesti etc. concludendo con, cito a braccio “peccato perché al cinemino dell’analogico questo mese si proiettano pellicole niente male” singolo del mese: “april skies”.
    ri-cito a braccio, quasi convinto di sbagliare di pochissimo:
    ” i JAMC mettono a tacere definitivamente chi li aveva considerati una meteora o peggio un fenomeno da baraccone. sin dalle prime battute, invero memorabili, april skies si presenta come un classico destinato a durare… se avete presente un incrocio tra gli stooges e i monkees avete una chiara idea di cosa siano … sul retro una cover devastata ( e devastante) di Who do you love..”
    insomma, altri giorni spesi nell’attesa fino al reperire il 12 pollici, che letteralmente divorai fino all’uscita di Darklands.

    mi scuso per la lungaggine del mio personale racconto. consideralo un (minimo) tributo per tutto quello che hai scritto e per la musica che grazie a te ho conosciuto. sto leggendo tutto il tuo blog da giorni e vedere alcune pagine del mucchio e di velvet che hai riportato mi ha emozionato e non poco. grazie ancora.
    ciao
    Riccardo

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