Non si esce vivi dagli anni ’80 (23)

Passeggiata su una corda con Leonard Cohen a un capo, all’altro Neil Young, in mezzo Townes Van Zandt: così raccontavo anni fa – e avessi aggiunto Dylan e un’ipotesi di Lou Reed campagnolo avrei racchiuso in una frase più o meno tutto Howe Gelb – un piccolo capolavoro chiamato “Chore Of Enchantment”. Certamente uno degli apici di una produzione ineguale e nondimeno prodiga di momenti memorabili e opere notevoli in toto fra le due dozzine abbondanti date alle stampe dall’85 a oggi. L’ultima una deliziosa faccenda di giusto due mesi fa di cui ho finito per non occuparmi su VMO e me ne dolgo. Provo a fare ammenda recuperando un omaggio ai Giant Sand confezionato un quarto di secolo fa, quando certo non immaginavo che nel 2012 Gelb ancora avrebbe fatto dischi e io ancora – cercando di esserne all’altezza – ne avrei scritto.

7 commenti

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7 risposte a “Non si esce vivi dagli anni ’80 (23)

  1. Orgio

    Saperti anche lettore di Tex acuisce ulteriormente la mia stima nei tuoi confronti, tizzone d’inferno!

    • Ormai compro solo più gli speciali. Per mancanza di spazio, di tempo e perché a un certo punto la serie regolare cominciò a mostrare vistosamente la corda e non mi andava di spendere per episodi che avrei potuto scrivere meglio io. Sempre fedele invece, finora, a Dylan Dog e Nathan Never.

      • Orgio

        Io, invece, batto fiere e mercatini, tenendo in portafoglio un gualcito e pluriripiegato A4 con segnati i numeri mancanti, perché non riesco a concepire Tex a colori. I colori del West uno deve immaginarseli. Nathan Never mi sa di troppo fantascientifico, e questo mi ha sempre tenuto a distanza; Dylan Dog lo leggo occasionalmente, perché a fronte di storie stupende ne ha altre deludenti, forse proprio per la qualità eccelsa delle migliori: per stare a un paragone musicale, nel mio immaginario Nathan Never è come Sun Ra e Dylan Dog come i Van Halen.

      • Ma povero Dylan Dog!

  2. Anonimo

    Immaginavo un commento del genere… dai, dopotutto “Runnin’ With The Devil” gli si addice…:-)

  3. Francesco

    Van Halen?? dai un disco è più che sufficiente (il primo, va da se) il resto molto prescindibile, se non inascoltabile. E comunque meglio Dylan Dog, di sicuro. Per Sun Ra ho un grande amore, ma l’iperproduzione (incasinatissima) ne ha danneggiato il lascito. Il DVD from the outer space è invece un folle mix tra avant jazz, blaxploitation e psichedelia, e scusate se è poco. Per quel che vale, a mia moglie non piace..

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