101 canzoni per le quali vale la pena vivere (40)

Bert Jansch – Needle Of Death (da “Bert Jansch”, Transatlantic, 1965)

3 commenti

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3 risposte a “101 canzoni per le quali vale la pena vivere (40)

  1. umile discepolo

    Ho scoperto la discografia solista di Jansch grazie ad un tuo articolo per “Classic Rock”, recuperai in pochi giorni tutti e tre i dischi di cui parlavi – tanto mi avevano colpito le tue parole – e, nonostante i molti altri ottimi acquisti fatti su tuo consiglio, li ritengo ancora fra i soldi meglio spesi nella mia vita.
    Grazie, dunque, anche per non esserti dimenticato del grande Bert.

  2. Rusty

    Fra gli estimatori di Jansch da ricordare Neil Young che per la sua altrettanto strepitosa Ambulance Blues si ispirò ai limiti del plagio (dichiarandolo peraltro in molte interviste) a Needle of Death.

  3. Veramente una bella scoperta: lo confesso, me l’ero perso; grazie a questi giorni di malattia, appena ho ricominciato a essere in condizione sufficiente, ho riascoltato un sacco di musica, soprattutto relativa ad autori e album che non avevo ancora esplorato o che avevo semplicemente trascurato. Mi sono a messo leggere 1000 dischi…, divertendomi anche talora a confrontare le descizioni con la “consunta” Velvet gallery (!) e sto gustandomi tanta musica… Con l’occasione ho stranamente anche apprezzato una opportunità tecnologica che consiste nella riproduzione di video youtube aperti tramite telefono e meglio pc sulla tv (a sua volte collegata all’impianto hi-fi). So bene che molti aborriranno e anch’io non vedo l’ora di riascoltare taluni brani e album da una sorgente migliore; ma vi assicuro che è stata una opportunità eccezionale per sperimentare subito l’ascolto degli album proposti.
    Così è andata anche per questo e leggendo l’articolo, ho potuto apprezzare direttamente la dolcezza di questo disco; davvero Bert Jansch riesce a comunicare dolcezza anche dove il cuore duole, anzi forse ancora di più. Con questa ennesima scoperta mi confermo ancora di più che molta musica che si scrive oggi non potrebbe essere mai stata composta senza questa straorniaria storia, senza questo bagaglio culturale.
    Grazie ancora Eddy (sono lo stesso che ti ha da poco ringraziato per email per un consiglio di giradischi…)

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