101 canzoni per le quali vale la pena vivere (11)

Bruce Springsteen – Thunder Road (da “Born To Run”, Columbia, 1975)

29 commenti

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29 risposte a “101 canzoni per le quali vale la pena vivere (11)

  1. Orgio

    Assieme agli U2, il più sopravvalutato musicista del XX secolo.

    • “If you don’t like Bruce Springsteen you don’t understand rock’n’roll.” (Joe Strummer)
      E questo è quanto.

      • Orgio

        Capirlo e amarlo sono due cose diverse. Sempre che Springsteen sia “rock n roll”: dov’è la sensazione di pericolo? Dove la rottura con la tradizione?

      • Questa francamente mi sembra un’enormità. Springsteen E’ la tradizione. Accusarlo di non avere mai rotto con la suddetta (cosa che d’altro canto non si sogna di fare il 99,99% di chi si muove in un ambito definibile anche in senso lato come rock) è inconsequenziale e, semplicemente, insensato. E quanto alla “sensazione di pericolo” le volte in cui l’ho avvertita in oltre trent’anni si contano sulle dita di una mano e mi sa che qualcuna avanza pure.

    • Romano

      Non è la prima volta che nei vari blog o forum leggo stroncature senza appello verso Springsteen senza neanche che si diano motivazioni.Lo considero uno dei più grandi del xx secolo ma non è questo il punto,il punto è perchè tanti rockettari italiani lo diprezzano?

      • Alfonso

        A mio modestissimo parere, è perché dentro Springsteen c’è dentro tanto rock’n’roll e tanto soul, musiche che tanto pubblico italiano per qualche motivo non ha mai amato. Aggiungiamo pure il suo fare a meno di intellettualismi nel porgersi e nel comporre (eppure quanto lavoro e rigore c’è nella costruzione delle sue musiche e dei suoi testi!) che tanto piacciono ai rockettari di casa nostra.

      • Orgio

        Parlo per me, non so se valga per (gli) altri: è l’eccessiva pretenziosità di una proposta che vorrebbe apparire come essenziale e scarna, fedele alle radici e scevra di qualsiasi fronzolo, pulsante di vita nel senso più essenziale del termine, e invece è il solito circo del rock ‘n’ roll, con tanto di mimica da rockstar proletaria e autenticamente popolana (da uno che accetta da trent’anni di farsi chiamare Boss…). E poi lo sdilinquirsi di fan e critica, persino quella non operante in ambito musicale, sul risultato fortemente “poetico” della combinazione tra parole e musica nell’opera di Springsteen: a me paiono, invece, monotoni giri di accordi sui quali si innestano testi che cercano di replicare, perlopiù riuscendoci male, l’epos e il senso di ineluttabilità della migliore letteratura americana.
        Poco sopra Eddy citava Joe Strummer: ebbene, se il 1977 è stato tale, non è certo per la presenza di gente come Springsteen, reazionario musicale quant’altri mai.

  2. Ok, e’ una classifica personale, non e’ una classifica di merito, la posizione non ha altre valenze, ecc…
    Pero’ trovare Thunder Road appena fuori dalla top ten… Non riesco a non restarci un po’ male…
    Ma l’importante e’ che ci sia!
    Condivido estratto dai miei 45 45s at 45, dove ricordo l’epifania di Thunder Road per me 30 anni fa: c’è qualcun altro che si ricorda quella puntata di Mister Fantasy?
    https://conventionalrecords.wordpress.com/2012/08/26/45-45s-at-45-atlantic-city-bruce-springsteen-1982-545/

    • stefano campodonico

      Come no? All’epoca per me esistevano “solo” il Boss i Clash e gli Stones e in quella puntata vidi finalmente Bruce e la e.street all’opera su un palcoscenico. Ricordo anche un eccitatissimo Massarini ansioso di far conoscere a tutti questo fenomeno.Certe cose non si dimenticano!

  3. Michael Rove

    Di sicuro il Boss è uno dei più grandi, ma per me è un conservatore fatto e finito: nei seventies fa dei ricchi e bellissimi arrangiamenti come suggeriva il periodo, negli anni ottanta la rock song mainstream perde notevolmente in fantasia diffondendo il morbo 4/4 e il boss fa uguale, nei novanta sbanda un po’ e nel 2000 ritrova un banalissimo sound FM. A me lui piace tantissimo sino a Nebraska, già il “Born in the USA” di due anni dopo, per esempio, lo trovo inferiore al contemporaneo “Scarecrow” di Mellencamp.

    • Romano

      Con qualche differenza sono d’accordo con te ma credo per tutti i grandi valga lo stesso discorso,dopo alcuni dischi irripetibili l’ispirazione non è più la stessa.Nel suo caso il recente(discreto) WB è stato il primo disco che ho apprezzato dai tempi di Tunnel of love.

  4. Michael Rove

    Ah… e secondo me l’artista più sopravvalutato del XX secolo è Nick Cave.

    • kingink27

      Così tanto per sparare un nome.
      A questo punto è giusto, visto che era stata richiesta per le stoncature di Spristi, che se ne dia la motivazione anche per Cave.

      • Michael Rove

        Ma certo, figurati: Nick Cave, uno, non sa cantare, mai una volta che abbia consapevolmente accompagnato della musica (non conosce il tempo nè le battute e non mi meraviglierei un coppino dal maestro di solfeggio). Due, le sue canzoni, the music I mean, sono banali giretti di Do (ma questo talvolta lo facevano anche i Pink Floyd, e passi). Tre, la voce potrebbe riscattare i punti uno e due: ma è terribilmente noiosa, a meno che non gli si molli un calcio negli zebedei. Quattro, i testi: velleitari. Cinque: l’ego, così smisurato da permettergli di definire Charles Bukowsky un cretino (parole sue: e con cretino intendeva dire: ignorante e povero di spirito… Bukowsky!). Sei: le poesie, lasciamo perdere.
        Ciao!

  5. Rusty

    Credo che fra i “ridimensionatori” ci sia anche Bertoncelli, che non è la bibbia, ma un pò se ne intende. Visto a giugno, devo dire che Bruce è un animale da palcoscenico impressionante, come è noto. Probabilmente è vero che musicalmente è stato un pò sopravvalutato, ma la sua grandezza dal vivo lo emenda da qualsiasi peccato.

    • Michael Rove

      Io quando viene in Italia lo vado sempre a vedere dal vivo. La sua dedizione, la sua energia, i suoi omaggi alla tradizione americana sono commoventi…

    • Romano

      L’antipatia di Bertoncelli verso Springsteen (e Bowie) è arcinota,la sua opinione, quindi ,non mi sembra attendibile.

      • Orgio

        Quindi se uno ha un’opinionre contraria alla tua, questa non è attendibile? Non mi sembra, peraltro, che Bertoncelli non motivi la sua.

      • Romano

        X Orgio.Mai affermato che un’opinione diversa dalla mia non è attendibile,ho detto che Bertoncelli lo odia personalmente e quindi non lo reputo un giudizio critico.In una vecchia intervista che ho visto su un canale musicale affermò di non aver mai sopportato Bowie per la sua altezzosità! Ammiro l’onestà nel confessare antipatia personale ma è chiaro che non si tratta di giudizi critici e nel caso di Springsteen l’odio mi sembra ancora più palese.

  6. Anonimo

    Sì, comunque, per Michael Rove:

    – gli arrangiamenti di bruce nei ’70 non erano affatto “da anni ’70”
    – il 4/4 nel rock data ben prima che gli anni ’80 (cioè sempre)
    – i testi di Cave velleitari?
    – la musica rock è musica suonata da gente capacissima di suonare? Allora cortesemente il VM è pregato di chiudere il suo blog e di dedicarsi alla raccolta delle figurine Panini
    – Bukowski (e non Bukowsky) sarebbe un grande scrittore? Caruccio e simpatico, ma da qui a pensarlo come un grande ce ne corre
    – non è obbligatorio postare; il tempo libero si può impiegare anche facendo passeggiate, mangiando gelati al limone e persino trombando con costanza e dedizione alla causa

    saluti

    • Posso anche essere d’accordo (lo sono) sui punti 1, 2, 3, 4 e 5, ma sull’ultimo assolutamente no. Chiunque esprima i suoi pareri, per quanto discutibili (come del resto lo sono i miei), rispettando gli interlocutori e mantenendo la discussione nei confini della buona educazione è benvenuto. Se poi cortesemente mette in calce anche un nome, ancora meglio.

    • Michael Rove

      Ciao,
      Veloce: per anni 70, in riferimento al boss, non intendo certo gli Yes come pietra di paragone. L’altra sera ho visto un filmato di Chuck Berry in cui passava dai tempi pari ai tempi dispari con disarmante semplicità. I testi di Cave li ritengo velleitari, ovvero: in funzione dei modelli dichiarati (leggi: ambizioni) non vi sono le capacità per raggiungere l’obiettivo, ma siccome della poesia (come lui ha una volta definito i propri testi) ormai si dice che è una robetta soggettiva, allora mi adeguo: bei testi, Nick. “Panino al prosciutto” è uno dei più bei romanzi che abbia mai letto. Non hai capito quanto scritto sopra: io non ho mai detto né pensato che la musica rock è fatta di gente capacissima di suonare (al terzo vinile comprato sapevamo già che non era così). Mi riferivo semplicemente a Nick Cave, nel modo in cui potrei riferirmi a qualsiasi altro: cercando i motivi, oggettivi e/o soggettivi, che determinano un piacere/dispiacere (il tipo sa suonare/cantare? può essere uno di questi, non credi?). E poi, che altro? L’atto sessuale, sì: una piccola consolazione, in questi tempi magri. Spero vada bene anche a te.
      Saluti.

      • kingink27

        Premetto che aprrezzo sia Springsteen (almeno fino a Nebraska) che Bukowski (‘Panino al prosciutto’ non è che sia la opera migliore).
        Hai perfettamente centrato il punto dicendo che riferendoti a Cave potresti riferirti a qualsiasi altro (Springsteen incluso), perchè quando si cominciano a tirare in ballo doti tecniche e virtù poetiche salta subito all’occhio come nel rock di Mozart e Dylan Thomas proprio non ve ne siano.
        Dopotutto It’only rock’n’roll but I like it

  7. Romano

    Vorrei far notare che anche Mozart non è passato alla storia per le sue doti tecniche anzi odiava gli assoli!

  8. Paolo

    D’accordo con Orgio su critica, fan, santificazione ecc., ma direi chi se ne importa. ho avuto un’adolescenza piuttosto schizofrenica nel senso che mi piacevano i jesus and mary chain (maledetto cilia), quelli vestiti di nero (soprattutto le loro fidanzate), qualunque inglese un po’ alternativo ecc., ma springsteen, ascoltato a oltranza in concerti memorabili, i discorsi tra una canzone e l’altra, quindici minuti di twist and shout, il prigioniero del rock n roll sono stati un vero nutrimento, coltivato solitariamente e assolutamente sconveniente per un giovanotto a la page. poi se proprio si vuole parlare d’altro credo si tratti di un solido narratore, democratico e popolare, qualità che più passano gli anni e più apprezzo…e thunder road comunque la devo ascoltare almeno una volta a settimana (avendo diminuito le dosi). saluti cari al maestro venerato

  9. Romano

    Comunque nel chiedere quale fosse il motivo dell’odio nei suoi confronti mi riferivo all’antipatia nei confronti della persona più che alla musica.Ricordo che sul finire degli anni ’80 la rivista Metal schock avviò quasi una campagna denigratoria nei suoi confronti.Credo dipenda dall’aver fatto “Born in the USA” che venne vista come una ruffianata.

    • Orgio

      Ah, ok. Ma scusa, chiedere a Metal Shock di valutare l’opera di Springsteen non è un po’ troppo? Già hard rock e heavy metal sono materia sufficientemente vasta e intricata, che richiede intenso approfondimento per evitare di fermarsi ai soliti luoghi comuni; se poi uno si mette a discettare anche di Springsteen, è difficile che abbia sufficiente oggettività per dare un giudizio musicale.
      E te lo dico da metallaro e scribacchino di Classix Metal.

      • Romano

        Ricordo sul filo della memoria che nelle news di un Metal shock(rivista che segnò la mia miserabile adolescenza) di fine anni ’80 riportarono qualcosa tipo “Springsteen ha acquistato una casa del valore di (non ricordo la cifra) tradendo il suo ruolo di portavoce del proletariato americano”.La mia carriera di metallaro era già al termine ma quella buffonata accellerò la mia dipartita…e non avevo ancora ascoltato una sola canzone di Bruce.

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