The Coal Porters – Find The One (Prima)

Ci sono quattro anni fra la fine della breve quanto intensa e pregna epopea dei Long Ryders e l’inizio della vicenda apparentemente minore e in ogni caso pochissimo considerata dai media, svoltasi a oggi tutta sottotraccia, dei Coal Porters. I primi si sciolgono ufficialmente nel dicembre 1987, in rotta con una Island accusata di non averli promossi adeguatamente e avendo perso per strada nei mesi immediatamente precedenti prima il bassista Tom Stevens, quindi il chitarrista Stephen McCarthy. È un congedo amaro e dimesso, ultimo lascito l’ancora discreto ma testimone di un’ispirazione calante “Two Fisted Tales”, canto del cigno per un Paisley Underground cui i ragazzi ad ogni buon conto non sono mai appartenuti totalmente. Nessuna traccia di psichedelia, casomai uno spiritello punk più annata ’77 che non ’65, nel loro robusto country-rock in scia ai Byrds (da costoro la “y” nella ragione sociale) di “Sweetheart Of The Rodeo”, non certo a quelli di “Fifth Dimension” e poi di “Younger Than Yesterday”. Ancora più defilato rispetto alle attenzioni di una stampa che ha ben altro cui badare nell’anno di strepitosa grazia per il rock 1991 è il primo atto di una vicenda che inizialmente pare porsi in totale continuità artistica rispetto ai Long Ryders. Bravo a reinventarsi critico, mettendo così a buon frutto una notevole cultura musicale, Sid Griffin si è nel frattempo trasferito a Londra ma, in un disco cui contribuisce anche un altro ex-Long Ryders, il batterista Greg Sowders, nulla lo dice inciso all’ombra del Big Ben invece che a Los Angeles, o a Nashville. È un EP, “Rebels Without A Pause”. Il primo album vero, “Land Of Hope And Crosby”, non giunge che nel ’94, seguito l’anno dopo da “Los London” e soltanto nel ’99 da un “Gram Parsons Tribute Concert”. Da sempre cultore dell’uomo che portò i Byrds sulle strade del country, Griffin ne è divenuto il biografo.

Mai continuità parve tanto discontinua: due anni più tardi, il secondo live consecutivo, il secondo omaggio di fila a uno dei Byrds racconta dei Coal Porters nuovi di zecca e anzi il contrario, antichissimi. In “Chris Hillman Tribute Concerts” i Long Ryders non ci sono più, la strumentazione è acustica e il country inverte la sua curva evolutiva e addirittura, ricollocandosi in un’era pre-rock’n’roll, torna a farsi bluegrass. Terzo lavoro in studio del nuovo corso, “Find The One” seguita a muoversi in quel solco e qualcuno fra chi mi legge potrebbe sbadigliare: quale il senso di suonare nel 2012 una musica che le “Sun Sessions” consegnavano alla Storia e ai musei sin dal ’54? Ma io vi dico: dategli una possibilità a quest’album e sul subito vi divertirete; poi, magari, vi ci appassionerete anche. Impossibile non sorridere e soprattutto non applaudire al cospetto della clamorosa ucronia di una Heroes reinventata come se a scriverla fosse stato Bill Monroe invece che David Bowie. È un autentico colpo di genio questo che fa capolino quasi a metà scaletta, laddove l’altra cover, una Paint It Black sistemata a suggello, osa parecchio meno ancorandosi nella sostanza al raga originale. A dire “Find The One” un disco del nostro tempo, con una sua ragione di esistere in esso eguale a qualunque altro titolo possa venirvi in mente, non sono tuttavia le reinterpretazioni di due brani che hanno rispettivamente trentacinque e quarantasei anni bensì la prodigiosa freschezza di tutto il resto. Da una Never Right His Wrong di spumeggiante epicità alla serenatona al femminile Red-Eyed And Blue, da una Gospel Shore dall’incedere felino a una You Only Miss Her When She’s Gone travolgente con un sorriso. Detto con rispetto: meglio dei Mumford & Sons, i Coal Porters, ma sfortunatamente manca loro la seduzione della gioventù e allora continuerà a non filarseli nessuno. Molto più che probabilmente.

Lascia un commento

Archiviato in recensioni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.