Già nel 1988 fondare un giornale di musica era cosa da pazzi. Ci parve allora molto appropriato dedicare alcune pagine del primo numero a un elogio della follia. Io contribuii a quell’articolo a più mani diffondendomi estesamente su un artista di cui già mi era capitato di scrivere e che tornerò ad affrontare negli anni a più riprese: l’originale per antonomasia, l’alieno, il solo e unico Captain Beefheart.









E dai, gli spirit e il capitano uno dietro all’altro! ricordo ancora il pezzo, bellissimo e come al solito supercondivisibile. tropical hot night o come diavolo si chiama è il mio ideale per un ballo sudato su una spiaggia caraibica fatto di mescalina. Grande capitano, e in più ha il merito di spaventare il giusto i curiosi importuni. Usavo la Replica per buttare fuori di casa gli amici allopiati sui divani, ti pare che sia un disco inutile?
Non eri l’unico, non eri.
Ma poi, VMO, sostituisti per quello scopo “Trout Mask Replica” con “Cauldron” dei Fifty Foot Hose ? 😉
Scusate ma a me sembra evidente che la replica è uno scherzo improvvisato da un mattacchione che voleva farsi 4 risate e più di qualcuno l’ha preso troppo sul serio! Dei 28 brani che lo compongono non più di 4 hanno una (anche solo vaga) struttura musicale,e l’ho ascoltato tante volte.
Il paradosso sta proprio nell’aver fatto un disco apparentemente caotico ma in realtà elaborato e provato fin nei minimi dettagli. Paradossale come uno dei musicisti considerati più istintivi abbia realizzato un simile mostro compositivo, non so, quasi a voler dimostrare che nella follia si uniscono la matematica e il caos assoluto. Non voglio far arrabbiare Eddy, ma lo spirito di Zappa qui aleggia eccome…
A me pare che vi sia eccome la struttura musicale: che poi sia eterodossa è un altro discorso, ma basta sentire le versioni sul cofanettone faheyano per rendersene conto pienamente. Io lo spirito di Zappa, sinceramente, lo sento poco in un disco come questo (ma se devo dire la verità lo sento poco in tutta la musica del Capitano). Poi: è un disco che non mi pare un “unicum” per Capt. B., lo vedo molto legato ad altri suoi lavori, a quel capolavoro assoluto che è “Lick my decals off, baby” (forse la vetta assoluta, quella in cui la “Replica” viene, come dire, messa in pratica, “avviata”), ma anche a molte cose degli ultimi…
emme esse
Come tanti ho ascoltato Trout Mask Replica” dopo averne sentito parlare a lungo, per la fama di disco leggendario che si portava dietro, e ricordo di come mi avesse spiazzato non tanto per la “stranezza” quanto piuttosto per come mi si presentò all’ascolto, diverso rispetto a come me lo ero immaginato, “suonato” nella mente. Comunque parlo solo delle mie impressioni, non dico che sia un disco “zappiano”, e sicuramente non è in assoluto alieno nella discografia del Capitano, ma proprio nella struttura invece mi sembra un’ opera a sé. Zappa ha sempre dichiarato di non aver messo bocca durante la realizzazione, ma basterebbe solo il fatto di averlo prodotto, garantendo all’autore una libertà che nessun altro al mondo gli avrebbe mai concesso, per fargli un monumento.
Questo è proprio vero, in effetti!