Velvet Gallery (12)

Mi capita talvolta, rileggendomi dopo molti anni, di non trovarmi più granché d’accordo con me stesso. Non nel caso dei Miracle Workers, all’inizio un gruppo di sixties revival come tanti ma diversamente da tanti capaci di evolversi, fino ad approdare a una forma di moderno crossover che si conserva a oggi fresca e discretamente peculiare. Dire che dal vivo “spaccavano” è un eufemismo.

Miracle Workers 1

Miracle Workers 2

9 commenti

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9 risposte a “Velvet Gallery (12)

  1. Erano anni che cercavo un autorevole articolo sui Miracle Workers, peccato che i loro album siano introvabili, speriamo nelle ristampe. Grazie

  2. Già in un altro post su questo blog omaggiammo la potenza dei Miracle Workers…meno male che ancora qualcuno c’è a ricordarsi. Io sto preparando una rece sui The Bags (non quelli punk 77 però). Li ricordate?

  3. Francesco

    Visti dal vivo nel più improbabile dei luoghi, un teatrino gestito da salesiani a carrara che ovviamente non si aspettava di fover fronteggiare una sala piena di scatenati fans e un simile livello di attacco sonico. Se poi ci mettete una fumacera da arresto e l’immancabile tripudio di birre c’è solo da meravigliarsi che non lo abbiano interrotto prima di quanto fecero.
    rock’nroll primordiale.

    • Stessa cosa in quel teatro napoletano al Vomero dove li vidi io. Tutti in piedi sulle poltroncine a fumare e poi sotto al palco per la cover di evil woman dei sabbath. Perchè al tempo facevano suonare gruppi di rock and roll selvaggio in posti così borghesi resta un mistero. Forse i gestori che offrivano le sale non si rendevano conto del portato emotivo che le bands tiravano fuori, forse lo sapevano e non gliene fregava un cazzo perchè pensavano solo ai soldi o semplicemente perchè erano tempi meravigliosamente più selvaggi? Boh. Che bello però.

  4. Giovanni

    Spaccavano,spaccavano….Roma forse Piper, tardi 80. Uno dei concerti più divertenti che io ricordi.

  5. ricordo ancora abbastanza bene questo articolo…grandissimi Workers. forse senza forse la mia garage band degli ottanta preferita. Da pischello li vidi anch’io in quel di Pordenone sul finire di quel decennio lì, quando da band garage punk si stavano “evolvendo” e anticipando un sacco di musica che verrà da li a pochissimo… grandissimi davvero.

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