Velvet Gallery (13)

Ho amato tantissimo i 10,000 Maniacs, salvo poi – come accade a volte con gli amori di gioventù – smettere del tutto di frequentarli, all’improvviso. Sono anni che non tiro più fuori i loro dischi. Parecchi anni. Ogni tanto mi riprometto di recuperarli, ma poi non trovo mai il tempo. Il sospetto è che c’entri molto il timore di riascoltarli e scoprirli non più splendidi splendenti. Come attraverso le lenti rosa del ricordo.

10,000 Maniacs 1

10,000 Maniacs 2

10,000 Maniacs 3

8 commenti

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8 risposte a “Velvet Gallery (13)

  1. posilliposonica

    Non ho certezze,ma ho dei dubbi sull’origine del nome della band.
    Nell’articolo tu parli di un film sci-fi degli anni Cinquanta.Io credo che
    il loro nome sia un omaggio al film del 1964 “Two Thousand Maniacs !”
    un cult dell’horror (di serie “b”) americano, diretto da H.G. Lewis il padre
    dello splatter.
    p.s. il caso vuole che domani notte il canale 134 di Sky( Horror
    Channel) trasmetta il film in questione.

  2. Bellissimo articolo, piccolo appunto: Joe Boyd aveva lavorato con i Rem in Fables of the reconstruction, non in Lifes rich pageant.

    Per me e’ l’esatto opposto: all’epoca li avevo ignorati, poi mi ero preso The wishing chair in Cd, ed e’ solo negli ultimi anni che mi sono innamorato di Natalie Merchant, in particolare l’ultimo Leave your sleep in cui ci sono delle cose pazzesche. Per anni ho trovato regolarmente i Cd usati dei 10000 Maniacs lasciandoli li’ e adesso che li prenderei non li trovo più.

    Per cui ti lancio un’idea, anche per recuperare qualche recensione antica: scriverne un’altra col senno di poi, ovviamente se nel tempo il giudizio ha subito delle modifiche. Sente che il timore di cui parli nell’intro non sia insormontabile…

  3. Michael Rove

    “In my tribe” lo riascolto spesso. Non ha perso niente del tempo che fu. Un album da isola deserta, ora e domani.
    Ciao,
    Michael.

  4. paolo stradi

    La tua recensione di THE WISHING CHAIR sul n. 95 del Muccchio è la migliore, la più accorata e sentita che secondo me tu abbia mai scritto. Complimenti, anche perchè condivido tutto parola per parola.

  5. Un’altra cosa: che bell’accoppiata in queste pagine di Velvet! Di chi era il pezzo su Maria McKee? Ricordo male che sui Lone Justice avevi scritto sul Mucchio, e ti eri preso come tutti una sbandata per Maria? In questo caso io fui tra gli adepti, con il vinile d’epoca e l’indimenticabile apparizione a Modena prima degli U2 del Joshua tree tour (insieme a B.A.D. e Pretenders!). Poi l’ho completamente persa di vista e solo recentemente ho recuperato i begli album degli anni ’90 e anche un disgnitoso live di questi anni.

  6. Fabio Cerbone

    Non li ho mai amati particolarmente, forse perchè scoperti e vissuti di riflesso e non direttamente. Vedrò di rivisitarli, possiedo solo un loro best. Trovo invece ottima la carriera di Natalie Merchant come una delle muse folk più ispirate di questi anni: il suo esordio resta un disco perfetto ancora oggi, sospeso tra folk rock e pop, ma anche Motherland o il poco considerato disco di cover, The House of Carpenter’s Daughter. 😉

  7. ..al punto di far sospettare una liaison sentimentale con Michael Stipe.. che bei tempi cribbio, come eravamo innocenti..

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