Kevin Ayers (1944-2013)

Kevin Ayers

Mi è capitato naturalmente tante volte di citarlo (uno non passa tre decenni occupandosi di rock e restando indifferente a un artista così), ma in tutto questo tempo un’unica volta mi è capitato di scrivere specificamente di Kevin Ayers. Accadeva nell’autunno del 2007,  lui aveva appena interrotto un silenzio lungo quindici anni e con che razza di splendido album lo aveva fatto. Lo segnalavo su “Audio Review” e sì che potevo immaginarmi che “The Unfairground”non sarebbe stato l’inizio di una seconda giovinezza, bensì un addio. Unica consolazione: un saluto luminoso come luminoso era stato un principio di carriera (cinque LP di fila imperdibili) che regalò meraviglie, solo meraviglie, nient’altro che meraviglie, una via l’altra.

Kevin Ayers - The Unfairground

Non ho l’età giusta per potere dire di avere perso di vista Kevin Ayers. Quando cominciai ad ascoltare musica la sua stagione più felice si era conclusa, l’ispirazione stava andando a picco e non era comunque un momento propizio per immergersi, con il punk sugli scudi, in quella che era stata la scena di Canterbury. Pur’essa in inarrestabile declino. Poi però ho recuperato e a parte Robert Wyatt, suo compagno di avventure nei Soft Machine, è stato Ayers quello per cui ho perso la testa, arrivando anche a spendere cifre importanti per alcuni dei suoi primi album in proprio, che prima che le ristampe si facessero da pioggerella alluvione si stentava a rintracciare. Una gioia e un’emozione mettere le mani sul “Bananamour” apribile, con quella partita a dama dadaista giocata all’interno. Una delizia anche per il tatto la copertina in rilievo di “Confessions Of Dr. Dream”. Ho amato moltissimo Kevin Ayers e il suo pop-rock bucolico e circense e appena storto, quintessenzialmente britannico e nondimeno baciato dal sole del Mediterraneo e di quell’Estremo Oriente nel quale il Nostro da ragazzo dimorò a lungo. Lo amo ancora, ma continuo a trovare trascurabili i suoi secondi ’70, gli ’80, quel poco che ha combinato nei ’90. Così, a dispetto del chilometrico elenco di illustri ospiti che vi risparmio e che abbracciano quattro o cinque generazioni, ho messo su “The Unfairground”, sua prima raccolta di cose nuove da tre lustri in qua, senza attendermi nulla.

Non che come un miracolo fiorissero da capo melodie insidiose e ineffabili fra psichedelia e vaudeville. Fra Beatles spediti a Broadway e Kinks che spiegano agli XTC come si fa, mentre in sottofondo Randy Newman suona un blues.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.283, ottobre 2007.

4 commenti

Archiviato in archivi, coccodrilli

4 risposte a “Kevin Ayers (1944-2013)

  1. posilliposonica

    Un cantastorie di altri tempi Kevin Ayers.”Joy Of a Toy” rapisce,
    sul serio.
    p.s. la partita a dama…con Brian Auger ? Mio nonno e’ quello
    sullo sfondo…

    • Davvero ?! Quello fotografato sullo sfondo è tuo nonno ?
      Era un giocatore di scacchi ?

    • Giancarlo Turra

      mi sa che l’altro giocatore di Bananascaccih è il bassista Archie Leggatt, che accompagnava spesso Kevin all’epoca. Ma potrei sbagliarmi. E che (triste, ma bellissimo) venerdì ho passato, la scorsa settimana, ad ascoltarmi di fila i primi 4 dischi di Ayers…

  2. Franco

    Che dolore la partenza verso altri più piacevoli lidi di uno dei grandi eccentirici del pop, Kevin Ayers, fondatore dei primi soft machine e poi solista in una carriera lodevolmente pigra e indolente, caratterizzata da pochi dischi che intervallavano la sua esistenza passata a ibiza dove si era trasferito a fine anni 60 a prendere il sole e a devastarsi di erba.
    I primi quattro/cinque dischi solisti (da Joy of a Toy a The confessions of dr dream and other stories) contengono, a mio giudizio, alcune delle più intriganti gemme di pop inglese, incise da un geniale artigiano della melodia.
    Con il carattere che presumo avesse, sono certo che la terrà gli sarà lieve.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...