Blow Up n.180

Blow Up 180

È in edicola il numero 180 di “Blow Up”. Il mio contributo principale è un lungo articolo (sei pagine) sul classico dei classici di Van Morrison, “Astral Weeks”. Firmo inoltre recensioni degli ultimi album di Edwyn Collins, James Hunter Six e Wolf People, di recenti ristampe di Lee Fields e War e del box “alla carriera” di Duane Allman.

17 commenti

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17 risposte a “Blow Up n.180

  1. Al 4* Blow Up di fila lo si può dire: rivista ottima, copertine sempre fighissime!

  2. pierpaolo58

    dopo averne comprati 3 mi arrendo, sono troppo vecchio e poco elastico.
    le recensioni senza copertine e giudizi sintetici (meglio voti) le trovo troppo scomode da ricercare quando servono.
    continuerò ovviamente a seguirti su audioreview.
    saluti

    • at-tawra

      ok le recensioni senza copertine, ma giudizi sintetici su blow up proprio no, guarda.

    • Francesco

      @pierpaolo,
      anch’io ho comprato un paio di numeri e sono perplesso a dir poco sulle recensioni. Non riesco a focalizzarle (e sono inoltre una cifra spropositata, per me), ma come dici tu è un problema di età e tempo. La musica è una meraviglia unica, mi piace trovare e sentire cose nuove ma non ho più l’ossessione compulsiva ad arraffare di tutto di più. Non scarico nemmeno più i file, spilucco una cosa qua e una la, con la serena accettazione di perdermi tanta roba buona, tanto non ce la farei a digerirla per i motivi di cui sopra, tempo e età, che vuol dire altri impegni e altre priorità. Certo, ogni tanto arriva qualche bella novità segnalata dai miei sherpa musicali (il VM, Guglielmi, Bordone, Bertoncelli (ma ormai lui ha lo specchietto retrovisore, Babando e qualche straniero ) e allora si godicchia si godicchia, parafransando il principe de curtis, con Johnathan Wilson, i Fleet Foxes, gli Animal Collective, i sempre amati Flaming Lips, Heliocentrics e via dicendo), E poi una buona dieta di concerti, quella si che aiuta a sentirsi giovani!

    • Prima in quanto appassionato e solo in seconda istanza in quanto addetto ai lavori, io compro ancora diverse riviste musicali. Tutte (nessuna esclusa) vengono acquistate per gli articoli, non per le recensioni. Non dico SOLO per gli articoli, ma quasi.

      • Francesco

        Vero, anch’io l’ho sempre prese per gli articoli (e in questo Extra era il meglio del meglio), forse mi sono spiegato male ma le recensioni sono comunque anch’esse una parte pesante e importante del giornale e su Blow Up sono una valanga (il che per qualcuno può essere anche un bene).

  3. paolo stradi

    Ho sentito qualcosa del box di Skydog ed è un orgasmo. Il suo costo è però un vero salasso…Eddy è un acquisto imprescindibile?

    • Orgio

      Non ti sono bastati i due doppi usciti in passato? E sì che c’era parecchia roba anche là…

      • Francesco

        si rimesta nel torbido…a parte scherzi, sul box c’è anche roba veramente rara o comunque difficile da trovare ma rimane un lavoro da fan terminale, no doubt about it.
        Per la cronaca, se avessero inserito la jam con i Dead del 2 febbraio 1970 al Fillmore…..

    • Io l’ho trovato straordinario. Sfortunatamente, è straordinario – nel senso di fuori dall’ordinario – pure il prezzo. Non bastasse, è già anche di ardua reperibilità. Una follia.

  4. timelyangel

    E’ il secondo numero che compro e devo dire che mi piace…fra le varie cose, ho apprezzato quelle pagine su “Astral weeks”, trovo molto giusta l’idea dell’approfondimento di pietre miliari sulle quali magari si e’ anche gia’ disquisito a lungo…c’e’ sempre qualcosa da riscoprire e da analizzare sotto qualche nuovo punto di vista e poi puo’ essere un lavoro utilissimo per i lettori piu’ giovani (quale io purtroppo non sono).

  5. giuliano

    Maestro, l’ho acquistato oggi, pressoché solo per il tuo articolo morrisoniano. Bellissimo. Poi, con pazienza, si trova il filo rosso della soddisfazione informativo-estetica anche nelle restanti pagine di una rivista che ci metto un bel po’ a digerire e in cui mi districo inizialmente con difficoltà… Diciamo che Blow Up è un “grower”, you have to give it several spins… Ma alla fine i 6 euro sono ben spesi.

    Avevo intenzione anche acquistare Il Mucchio, per curiosità, per vedere che succede, per leggere l’editoriale… Non me la sono sentita neanche di cercarlo (non so neanche se è già uscito). Spiace sia finita così.

  6. La mia conversione riguardo all’ostico Blow Up funziona in questi termini: 148 pagine, la metà non capisco neanche cosa c’è scritto, l’altra metà sono articoli fantastici e più o meno un quinto delle recensioni che mi interessano e sono scritte alla grande. Fanno 74 pagine molto interessanti, 10 in più di quando Velvet ci faceva salire l’ormone per tutto il mese. Decisamente meglio delle 148 tra il tiepidino e il politically correct che non rimpiangerò. Categoria a parte quelle 148 pagine semestrali, simply untouchable.

  7. Stefano Piredda

    Mi piacerebbe che un ragazzino, facciamo un quattordicenne (l’età che avevo io quando ascoltai ASTRAL WEEKS per la prima volta e ne ebbi cambiata la vita), scoprisse ASTRAL WEEKS dopo aver letto quello che hai scritto tu su BLOW UP, Eddy.
    E sarò pure un tuo fan terminale, io, ma è una delle cose più belle che hai scritto.
    Davvero.

    (quando trovi il tempo, raccontaci un po’ di questa idea degli Ebook, please…)

    Ciau e grazie.

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