Velvet Gallery (25)

Dei tanti articoli pubblicati fra l’88 e il ’90 su “Velvet” questo, dedicato a George Clinton e alla complessa saga di Parliament e Funkadelic, è uno di quelli dei quali sono più orgoglioso. Per due ragioni. Una è che fu estremamente complicato metterlo assieme: era un’altra epoca e trovare notizie – e certi dischi – non era semplice. L’altra è che al tempo a scrivere di un artista così su una rivista rock quasi quasi si veniva guardati male. Si faceva la figura degli eretici. Da lì a un anno i Red Hot Chili Peppers sarebbero diventati le star che sappiamo.

One Nation Under A Groove - Il genio di George Clinton 1

One Nation Under A Groove - Il genio di George Clinton 2

One Nation Under A Groove - Il genio di George Clinton 3

One Nation Under A Groove - Il genio di George Clinton 4

One Nation Under A Groove - Il genio di George Clinton 5

8 commenti

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8 risposte a “Velvet Gallery (25)

  1. el murro

    Finalmente: avevo smarrito il Velvet in questione ed era un articolo che mi premeva rileggere (anche se la questione funkadelica venne poi ripresa in Blow Up e dall’ottimo Turra nel Mucchio Extra). Se è lecito chiedere: di cosa si occupava poi Bianchini in quelle stesse pagine (De Dominicis parlava dei Defunkt, se la memora non mi inganna)?

  2. Visionary

    Ricordo bene questo articolo, principalmente perché, all’epoca, di George Clinton (mea culpa, si intende) non avevo mai sentito parlare. Ma era tale il senso di appartenenza (e di fiducia) alla rivista e a chi ne faceva parte che, di lì a “relativamente” poco, 3 album dei Funkadelic ed 1 dei Parliament hanno trovato posto, con mia estrema soddisfazione, nella mia collezione. Ringraziarti ancora sarebbe superfluo, però grazie 🙂

  3. Orgio

    Grande articolo, complimenti e grazie di averlo rispolverato. Ho come l’impressione che tuttora si parli poco, e comunque meno del dovuto, dei Funkadelic.

  4. stefano campodonico

    Ricordo benissimo questo articolo! è grazie ad esso se mi sono appassionato alla musica nera.Grazie ancora Eddy!

  5. Francesco

    Anch’io ricordo bene quest’articolo, e Clinton/parliamnet/funkadelic erano già allora nella dieta sonora a causa di un amico bassista che mi rompeva le palle con questa robbaccia! C’ho messo anni prima di apprezzarla veramente (Maggot’s è stato, manco a dirlo la porta..) ma ora One Nation mi accompagna spesso sull’mp3 quando corro beato sul lungomare, attività poco rock ma, ah ragà, dopo anni troppo rock alla mia età cii si deve rimettere in sesto, o no?
    Ricordo anche li vidi dal vivo a fine 80 o inizio 90 e il concerto fu bello ma corto, per quel che ricordo.

  6. VIsti a Pistoia Blues nei metà ’90, credo. Non li conoscevo a quel tempo e rimasi folgorato da questo gigante nero vestito da sacerdote, con tanto di piume da sacerdote e passo solenne. Mi ricordo che apparve dopo che (non scherzo) una trentina di musicisti comparvero sul palco ad uno ad uno: inutile dire che il primo fu il bassista che, disgraziato, continuo per una mezzoretta con il solito giro di funk lento – l’ho ancora in testa quel giro! E poi Boom: dalla nebbia compare lui! Fu la prima volta che vidi il GROOVE prodotto da Afroamericani (bianchi sul palco = zero; forse i rodies!) Rimane ancora uno dei più bei concerti della mia vita. We wanted the funk and we Got it, George Clinton!

    http://dimaggiobaseballteam.wordpress.com/

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