Primal Scream – More Light (Ignition)

Primal Scream - More Light

D’accordo. Sono passati diciannove anni ormai ed è tempo infine ch’io faccia – come si suol dire – coming out. Pur consapevole di come ciò sia ancora vissuto da molti come una vergogna, un qualcosa che è difficile confidare persino ai propri amici più intimi e figurarsi ai propri famigliari. Ma non ce la faccio più a tenermelo dentro, devo sgravarmi da questo peso. Tutti devono sapere. Tutti. E non mi importa come verrò poi giudicato. So che ci sarà chi non mi rivolgerà più la parola, altri faranno finta di non conoscermi e chi mi insulterà, chi mi additerà al pubblico ludibrio, qualcuno potrebbe persino affrontarmi fisicamente e, insomma, provare a malmenarmi. Son pronto, non porgerò l’altra guancia e non si scambi per paura – quando invece è orgoglio – il tremore che si insinua nella mia voce mentre mi alzo in piedi e… no, non lo confesso, non è la parola giusta… lo rivendico: a me “Give Out But Don’t Give Up” dei Primal Scream è sempre piaciuto. Sempre. Da pazzi. Lo sto riascoltando, dopo qualche anno, nell’attimo stesso in cui scrivo queste righe e mi sembra più figo che mai. Io AMO “Give Out But Don’t Give Up”. E si fotta chi la pensa diversamente.

Aveva e ha una grande colpa il quarto album dei Primal Scream: quella di essere collocato in un punto sbagliato, illogico, in una discografia nella quale a una collezione di passabili imitazioni dei Byrds quale è “Sonic Flower Groove” ne andava dietro una di piuttosto scadenti degli Stooges (io ci trovo più loro degli MC5, ma è un opinione) come “Primal Scream” e da lì, con un salto quantico che mai ce ne sono stati di più quantici nella storia della popular music, si passava all’incontro fra psichedelia ed acid house di “Screamadelica”: un monumentale capolavoro, nonché uno degli ultimissimi album ad avere detto qualcosa di inaudito in materia di rock e da quello di anni ne sono trascorsi ventidue. La colpa di “Give Out But Don’t Give Up” era quella, arrivando dopo, di tornare a essere retromaniaco: modello principe i Rolling Stones, ma c’è pure un sacco di funkadelia lì dentro e non solo in spirito, vista la presenza in penna, carne e ossa di George Clinton. Avesse preceduto e non seguito “Screamadelica”, il mondo presumibilmente si sarebbe accorto di che razza di disco formidabile sia, per qualità sia di scrittura che di interpretazioni. Invece si notava solo che, dopo avere dato un futuro al rock, Bobby Gillespie e soci daccapo si rifugiavano nella sua mitologia e non gliela si perdonava. Tuttora pessima la sua fama, quando il tempo che scorre e tutto mette in prospettiva avrebbe dovuto fare intendere a ogni osservatore attento e un minimo perspicace come si sia in presenza di una band comunque grande, grandissima che in un singolo, fugace e irripetibile momento della sua storia seppe farsi trascendentale. Che è molto più di quanto si possa dire di altre band magari grandi e grandissime, ma innovative mai. Il tempo che scorre, e le successive uscite discografiche, avrebbero dovuto fare capire come “Give Out But Don’t Give Up” rappresenti un tratto fondante dell’identità Primal Scream almeno quanto “Screamadelica”. Tant’è che, dopo, ogni album ha scelto sostanzialmente uno dei modelli o ha provato a fonderli. Di questo nuovo “More Light” mi è piaciuto assai, per cominciare, che in esso i Primal Scream ci siano per intero, come non era accaduto né nello scadente “Beautiful Future”, che pencolava verso “Screamadelica”, né nel viceversa persuasivo “Riot City Blues”. Piccolo “London Calling” degli Scozzesi, ebbi a scriverne.

E poi e naturalmente di “More Light” mi hanno mandato in sollucchero le canzoni, a cominciare dalle due che lo incorniciano e sono quelle di cui più o meno tutti hanno detto male. Quando io trovo fantastica sia la collisione Stooges + Hawkwind + Roxy Music di 2013 che la ricreazione di Movin’ On Up (che a sua volta era una ricreazione di You Can’t Always Get What You Want) di It’s Alright, It’s OK. Altre vette di un lavoro che dura quasi settanta minuti e arrivi in fondo senza accorgertene: la fusione Paint It Black/Sympathy For The Devil con irruzione a un certo punto di un’orchestra fra Sun Ra e Duke Ellington di River Of Pain; il cyberfunk Culturecide; il pop languido e ammiccante che chissà che ci avrebbe fatto Amy Winehouse di Goodbye Johnny; la jam krautrock Turn Each Other Inside Out. Eccetera. Una prova eccellente di un’eccellente band di rock classico.

16 commenti

Archiviato in recensioni

16 risposte a “Primal Scream – More Light (Ignition)

  1. Enrico Rigolin

    “Io AMO “Give Out But Don’t Give Up”. E si fotta chi la pensa diversamente.”
    Sottoscrivo pienamente! Diamine!
    …e mi spingo oltre: non mi ha mai fatto impazzire Screamadelica. Anch’io il mio piccolo comin’ out.
    Saluti

  2. timelyangel

    ma guarda che non sei certo l’unico che ama quel disco! nel 1994 venne citato tra i migliori dischi dell’anno da piu’ o meno tutte le riviste di settore…poi ci sono le revisioni critiche che lasciano il tempo che trovano…tutto cio’ che e’ stonesiano (con intelligenza certo non come pedissequa scopiazzatura) non puo’ che essere eccellente!

  3. Riposto.
    Vado anch’io di coming out: mai impazzito per “Screamadelica”.

  4. stefano campodonico

    Io invece considero Screamadelica, insieme a Blue Lines dei Massive Attack, il migliore lp inglese dei ’90. Ma è quasi tutta la loro discografia a piacermi un sacco, dagli echi byrdsiani di Sonic Flower Groove alla techno feroce di Xtrmntr, passando per quel bellissimo Give Out But Don’t Give Up che sino a ieri pensavo piacesse solo a me!
    More Light non è da meno e in compagnia di My Bloody Valentine ed House Of Love forma un bel tris d’assi per questo 2013

    • Visionary

      Oh, menomale, allora non sono l’unico al quale Sonic Flower Groove piace da matti.
      Screamadelica ci ho messo un po’ (un bel po’…….) ad assimilarlo, all’inizio tendevo a considerarlo solo come il risultato di un’overdose di pasticche 🙂 ma col tempo ho finito con il riconoscerne bellezza e importanza.

  5. Venerato, io ti abbraccio e ti bacio… All’inizio mi feci condizionare dalla stampa che lo stroncò quasi unanime, e gli concessi solo una stitica copia in cassetta… Poi la cassetta girava più spesso di tanta roba cool che ci si sforzava di ascoltare… E nelle notti libere e selvagge di Radio Lodi, Rocks, Jailbird e Struttin’ suonavano una meraviglia…
    Io i Primal Scream li voglio tutti interi, perfino i remix dub e Beautiful future.
    Questo nuovo More light è stupendo, disco dell’anno so far, e ha fatto scendere dal podio il carissimo Give out but don’t give up, piazzandosi dietro Screamadelica e XTRMNTR.

    P.s. Oggi è più facile accorgersene: ma quanto eravamo teste di minchia negli anni ’90, a farci convincere da critici inglesi e italiani che ogni minuto dei nostri ascolti dovesse avere il suo bel certificato di coolness… Give out l’ho recuperato quasi subito; ma ci ho messo più di 10 anni a rendermi conto della grandezza dei Black Crowes, a recuperare i Counting Crows e i Jayhawks, a ricostruire il percorso di Jeff Tweedy dai primi Wilco indietro agli Uncle Tupelo, a scoprire Ryan Adams e i Whiskeytown, a rivalutare Steve Earle, Lucinda Williams…

  6. Anche a me “Give Out But Don’t Give Up” e mi fa piacere vedere che sia piaciuto a molti e non si trattasse di una mia deviazione di acritico amore per i PS. “More Light” non l’ho ancora sentito ma ne parlano tutti bene.

  7. umile discepolo

    “Give out but don’t give up” è il disco dei Primal Scream che più spesso mi capita di riascoltare e ad ogni passaggio mi pare sempre più bello. Ed è un piacere sapere che non sono l’unico a pensarla così. Su “More Light”, invece, che dire? Per intanto si può già candidare a disco dell’anno!

  8. Domino Joe

    Mah… anch’io amo “Give Out…” e non capisco perchè vada di moda parlarne male; e poi c’è Tom Dowd alla produzione, con Drakoulias ad aiutarlo e Jim Dickinson, i Memphis Horns, Clinton, la mafia dei Muscle Shoals…

  9. Demis

    Si, devo dire che nonostante non ami particolarmente i Primal Scream questo è proprio un bel disco, questo 2013 ormai giunto a metà strada promette bene, grazie maestro, hai avuto modo di ascoltare il nuovo dei SIGUR ROS e THESE NEW PURITANS? li volevo acquistare in vinile ma non prima di sapere la tua opinione, magari ci scappano anche le recensioni sul blog…..ciao.

  10. Gian Luigi Bona

    Avevo paura di essere l’unico ad avere amato Give Out But Don’t Give Up !!!

  11. Francesco

    Ammazate oh, qui a tutti piace GIve Out! Anche a me piace da matti, presi il doppio lp e poi pure il cd e delle recensioni me ne strafregai. Certo dopo quel capolavoro di Screamadelica all’inizio mi suono un po’ strano, ma la negritudine dei solchi alla fine, o meglio, quasi subito ebbe la meglio. Gran disco, a dispetto della critica inglese.

  12. a me piacciono tutti i loro dischi e concordo tantissimo sulle canzoni citate dell’ultimo

  13. Gian Luigi Bona

    Vorrei raccomandare a tutti (ma forse non è necessario…) di comperare l’edizione Deluxe di “More Light” perché oltre a un’altra versione di 2013 ci sono 5 pezzi molto belli.
    Oh, io ve l’ho detto…!

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