Simon & Garfunkel – Bridge Over Troubled Water (di gesti inconsulti ed eccezioni alle regole)

Simon And Garfunkel - Bridge Over Troubled Water

Non saprei dire con certezza l’anno. Poteva essere la primavera del 1982 e festeggiavo allora il congedo dall’esercito spendendo l’ultima paga da Ricordi, che a Torino si trovava in Via Lagrange e avevo preso a frequentare da una rarissima bigiata liceale, apprezzando assai il fatto che il reparto “offerte” fosse ben fornito. Oppure quella dell’anno dopo e in tal caso può darsi che furono i primi soldi tirati su scrivendo di musica – e non mi pareva vero – a venire investiti fra il resto nel mio primo album “da audiofilo”. Fosse la seconda che ho detto, la coincidenza temporale sarebbe inquietante perché indicherebbe che, con il CD fresco di commercializzazione, praticamente ancora un oggetto alieno, una grande catena già dava per finito il disco in vinile ed era un comportarsi di conseguenza la decisione di svendere le edizioni più prestigiose. Proprio così. Non mi sarebbe mai passato per la testa di buttar le mani fra un dato mucchietto di titoli se un cartello non mi avesse informato che il prezzo di alcuni di essi era pari a quello di un normale LP di stampa italiana, nemmeno di importazione. Non era purtroppo il caso dei favolosi “Original Master Recording” di Mobile Fidelity, ma degli “Half Speed Mastered” della CBS sì. Prontamente tiravo su “Bridge Over Troubled Water”. Qualche giorno dopo, preso dall’entusiasmo, sarei tornato e avrei compiuto il gesto più inconsulto della mia vita di musicofilo, portandomi a casa “Breakfast In America” dei Supertramp, il mio acquisto più imbarazzante di sempre e non vale a discolpa né che me ne sbarazzai entro pochissimo né (questa casomai è un’aggravante) che il terzo e ultimo degli “Half Speed Mastered” che comprai fu poi un “Born To Run” lasciato solo soletto da clienti che spazzolarono in men che non si dica lo scaffale.

Non ho più nemmeno quelle edizioni di Simon & Garfunkel e Springsteen e questo perché la prima fu sciupata da uno di quei famigerati liquidi antistatici che fottevano il vinile invece di salvaguardarlo e la seconda verrà cambiata con una stampa americana originale che, messa a confronto, mi parve identica all’ascolto, a parte che con l’impianto da due lire che avevo non è che si riuscisse a discriminare granché. “Bridge Over Troubled Water” però faceva la sua porca figura anche lì sopra, prima del fatale incidente, e ne avessi una copia intonsa in quella versione mi piacerebbe parecchio raffrontarlo con il Classic Records che da quando è stato messo in circolazione, nel 1999, è uno degli articoli più venduti della casa californiana e del suo distributore italiano, Sound And Music. Mi sono dovuto accontentare di farlo girare, quest’ultimo, alternandolo al compact che ho estratto dal box “The Columbia Studio Recordings 1964-1970” ed è stato un bell’incontro, equilibrato, risoltosi a favore del vinile per qualche sfumatura. Una superiore trasparenza nel complesso, qualche dettaglio che viene a evidenziarsi. Soprattutto, un filo di calore e naturalezza in più nelle voci e trattandosi di una delle più celebrate coppie di cantanti che si ricordino è l’elemento che ha pesato di più nel giudizio finale. Sempre partendo dall’assunto che stiamo parlando di un disco registrato come meglio non si sarebbe potuto nel 1970. Ora: molto spesso i dischi mitizzati dagli amanti dell’alta fedeltà sono, artisticamente parlando, delle immonde fetecchie e non faccio nomi perché, anche se non tengo famiglia, vorrei morire anziano e nel mio letto. Ora: molto spesso i campionissimi al botteghino di oggi sono i dischi che domani faticherete a regalare tanto sono invecchiati male e in ogni caso erano quasi tutti delle ciofeche già in partenza. Ma: “Bridge Over Troubled Water” è l’eccezione a entrambe le regole.

Chi avrebbe potuto immaginare, fra i milioni che lo acquistarono spedendolo al primo posto in classifica un po’ ovunque a partire da Stati Uniti e Gran Bretagna, che quella che era stata una bellissima storia d’amicizia, prima e oltre che un felice sebbene squilibrato sodalizio artistico, fosse all’epilogo? Sembrerà un suicidio commerciale da rivaleggiare con quello – contemporaneo – dei Beatles l’annuncio dello scioglimento e si sentiranno tantopiù traditi i fans guardando quella foto sul retro di copertina con Paul che, camminando, appoggia la testa sulla schiena di Art con gesto di tenerezza infantile. Posa da cartone animato e viene in mente che, ragazzini, la prima casa discografica aveva imposto loro, persuasa di avere fra le mani i nuovi Everly Brothers, un alias che doveva far ridere anche allora, Tom & Jerry. Ma che congedo fu! Il 33 giri più memorabile fra i cinque del duo, con una sola piccola caduta  con il folk andino alquanto kitsch di El condor pasa (pioniere di esperimenti world, Simon farà di meglio nella sua splendida carriera solistica) e per il resto un susseguirsi di gemme, si tratti di uno squassante rhythm’n’blues bianco come Keep The Customer Satisfied o dello scanzonato beat Why Don’t You Write Me, piuttosto che dell’elegiaca So Long, Frank Lloyd Wright o della ninna nanna Song For The Asking, o ancora del rock’n’roll Bye Bye Love che in un tripudio di applausi (mai capito se posticci o meno) salda i conti giusto con gli Everly. Le più abbaglianti in apertura di facciate, come si usava quando i dischi ne avevano due di facciate: il più bello spiritual laico che si sia mai sentito (Aretha lo capì subito e lo fece suo), che è la canzone che intitola l’album, e una delle massime epitomi del folk-rock, ossia The Boxer.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.258, giugno 2005.

27 commenti

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27 risposte a “Simon & Garfunkel – Bridge Over Troubled Water (di gesti inconsulti ed eccezioni alle regole)

  1. Rinnovo il mio outing di qualche tempo fa: Breakfast in America e’ un classico da isola deserta. Quando qualcuno userà argomenti più solidi del fastidio per il falsetto di Roger Hodgson per negare la qualità di questi grandi brani pop, potrei prendere in considerazione l’ipotesi di allontanarlo da Give out but don’t Give up e dagli altri circa 2.000 album della parte più pregiata della collezione.
    Anch’io ho la Half speed di Born to run ( una delle 4 copie che conservo, insieme al vinile italiano con la scritta in copertina Il fenomeno musicale dell’anno, al cd “ordinario” e alla 25th anniversary edition. (Yes, il 31/5 in Padua I was there)

  2. Che poi è proprio questa di “Bridge Over Troubled Water” la copertina in cui più li associo all’idea di “Tom & Jerry”.
    L’uno dietro l’altro, perfettamente in asse e con uno scarto di 20 cm circa.
    L’ho sempre considerato una sorta di Greatest Hits.
    Anzi, probabile che da ragazzo pensassi fosse tale.
    Un giorno, comunque, dovremo affrontare seriamente il discorso Supertramp.
    Ché certe melodie non son proprio da buttare via.

    • Nando, ti invito a cena come Pippocivati coi 5stelle dissidenti…

      Domandona al Venerato (and Everybody): trovandoti in stato di costrizione, cosa sceglieresti tra Breakfast e il Gold degli Abba?

      • Visionary

        Rispondo in quanto parte degli Everybody: io li darei via entrambi per accattarmi Rumours 😉
        Però nessuno dei 3 dischi sopracitati vale il disco oggetto della discussione, va detto anche questo.

      • Giancarlo Turra

        Abba Gold, tutta la vita.

      • E’ come chiedermi con chi preferirei andare a cena fra la Santanché e la Mussolini.

      • Gian Luigi Bona

        Il Gold degli Abba senza pensarci !!!

      • Anonimo

        Ok, mollo il colpo…
        Non senza aver notato con soddisfazione che il fronte dell’odio si e’ incrinato… E che il Venerato e’ maestro anche nella sottile arte dell’elusione delle Domandone Impossibili (ponendosene una ancora più impossibile…)

      • L’Anonima Supervagabonda sono sempre io…

      • Breakfast in America, perchè alcune delle canzoni migliori degli Abba (When I kissed the teacher,Dum dum diddle,Eagle,l’angosciante I’m a marionette,Take a chance on me,Disillusion e molte altre; tanto per capire cosa intendo) non sono in Abba Gold 🙂

      • Gian Luigi Bona

        Questo non lo sapevo. Grazie della dritta

      • Grazie del feedback Gian Luigi Bona.
        Tieni conto che magari a un altro quelle canzoni potrebbero non piacere affatto, ma secondo me sono imemeritatamente poco note.
        In Abba Gold, se non ricordo male, ci sono i singoli e i pezzi amati dal grande pubblico.
        I’m a marionette è la traccia di chiusura di ABBA-The Album
        ed è una bestia talmente inquietante da venire poi rifatta dai Ghost

      • Gian Luigi Bona

        È bello guardare alla musica senza il paraocchi
        …e ci dispiace per gli altri !!! (Come cantava Celentano !!!)

      • Sono contento che ti piaccia.
        Credo che il potenziale d’ansia di quella canzone si moltiplichi
        se mentre sta finendo fai partire questo pezzo degli Yello,
        che è uno dei brani più angosciosi che abbia mai ascoltato e sembra sviluppare il suo tema sugli accordi degli Abba. Se è casuale, è una delle coincidenze musicali più curiose che mi siano capitate

  3. chiesa massimo

    approfitto di questo post per fare outing: comprai anch’ io all’epoca breakfast in america (in cassetta) e al momento non mi resi conto del macroscopico errore…poi capii e per piu’ di 30 anni mi vergognai da morire con la paura che qualcuno lo scoprisse e mi sputtanasse…ora che ho letto che ci sei cascato anche tu mi sento meglio!

    • Michael Rove

      Comprai Breakfast pure io, in vinile, e non me ne sono mai pentito. Concordo con Andrea, per me è nell’olimpo del pop, come Rumours (di cui in questi giorni mi sto godendo il quadruplo celebrativo, con un terzo CD di outtakes fantastico). Difficile che un giudizio oggettivo, seppur formulato dal mio giornalista preferito, possa offuscare il ricordo dei molti, e parecchio goduriosi, ascolti.
      Una postilla su Paul Simon: è del 1941 e sul palco, visto l’anno scorso a Milano, è uno dei migliori in circolazione…
      Ciao,
      M.

  4. Doc strangelove

    Mi unisco ai dissidenti,Breakfast grandissimo disco pop. Saranno pure stati i “Genesis per canadesi” che è una definizione che mi ha sempre fatto spanciare dal ridere, ma le melodie le sapevano scrivere. Poi, se il falsetto irrita, capisco 🙂
    Certo, Rumors o Bridge stanno su un altro pianeta, ma “perché tanto odio?” (sarebbe una citazione, ma è roba da fumetti).
    Sempre enorme VMO

  5. Rusty

    Runours è il disco della mia adolescenza: lo adoro. Fra Abba e Supertramp nessun dubbio: tutta la vita gli Abba, foss’anche solo per quel capolavoro pop che è Dancin’ Queen.

  6. beppe

    dilettanti… il disco di cui mi vergogno di più è Frampton Comes Alive… altro che Supertramp
    beppe

  7. Francesco

    Cristo santo, nonostante all’epoca fossi in una età a rischio il Frampton efebico che occhieggiava sempre dagli scaffali della Standa me lo sono proprio perso. Che dite, lo scarico e mi rifaccio del tempo perduto? (comprarlo no, questo no davvero). Comunque, tanto per svelare gli altarini se con il vinile sono stato più attento tra il migliaio di concerti che mi sono sorbito nel corso degli anni ho anche un tragico…..Claudio Baglioni, ebbene si, andammo a vederlo a viareggio e neppure le canne (io è il mio amico, unici penso in tutto lo stadio) mitigarono lo strazio. Ora chiedetemi perché ci sono andato….

    • Giancarlo Turra

      Al campo sportivo, alla Bussoladomani o in pineta ? 😀

      • Francesco

        AH, un’altro reo confesso, comunque mi sembra che fosse allo stadio, o forse mi sbaglio con neil young periodo vocoder che mi sembra di ricordare fosse dell’82, nell’ambito della festa nazionale della DC! Baglioni sarà stato l’81-82-83? mi ricordo che provavo una certa vergogna e naturalemnte un’aria di superiorità rispetto al volgo….e si, la femme c’entrava eccome, anche se poi divergenze musical/politiche/stile di vita insanabili portarono ad una velocissima conclusione della storia.

      • Gian Luigi Bona

        Io ho visto persino Eros Ramazzotti causa fidanzata che se non l’accompagnavo io andava a sentirlo con un altro !!!
        Direi che non è andata male, sono 17 anni che siamo felicemente sposati !!!
        Certo, i gusti sono ancora parecchio diversi !!!

  8. giuliano

    Comes Alive? Io di Frampton comprai – e ancora l’ho – I’m in you. Una copia americana bucata, in svendita, con lo spillato promozionale del fan club: vi si reclamizzavano gli orologi griffati Frampton, le scarpe Frampton, le mutande Frampton…
    Zappa lo sbeffeggiò sanguinosamente con un pezzaccio chiamato, se non ricordo male, “I’ve been in you”.
    E dire che su quel discastro suonarono qua e là i Little Feat.
    Ho dato il mio contributo al kitsch degli anni ’70, no?

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