La ribollita

ribollita

Un mese e un giorno sono trascorsi dacché si mise in tavola la zuppa del casale e tutto tace. Un mese e un giorno sono trascorsi e il silenzio non potrebbe essere più assordante, in special modo se paragonato all’eccezionale  solerzia con la quale, il 28 dicembre 2011, la signora Daniela Federico attaccò le “righe postate questa mattina sulla sua pagina Facebook da Stefani, infondate in fatto e in diritto e con riferimento alle quali mi riservo sin d’ora ogni opportuna iniziativa”. Per la cronaca: erano le 12.29, non erano passate che ore. A questo giro sono trascorsi invece un mese e un giorno e nessuna replica è ancora pervenuta, nessuna risposta seria e dire che di risposte ne erano dovute eccome. Non tanto a chi la zuppa l’ha cucinata, e già le conosce, quanto ai lettori: sedotti e abbandonati. Un mese e un giorno sono trascorsi e il silenzio assorda, ma non stupisce. Fatto è che a quel post era impossibile controbattere, perché i numeri sono per l’appunto numeri e non opinioni e sotto tutti quei numeri c’è la firma della persona che avrebbe dovuto controbattere. Fatto è che ogni risposta non avrebbe potuto essere che una conferma e certe enormità ai lettori, quasi prima ancora che ai collaboratori (ex e attuali), non c’è modo di giustificarle. Si tratti dei 1.600 euro al mese allegramente dilapidati nel biennio 2009-2010 per mantenere autovetture a loro volta acquistate con soldi Stemax o dei quasi 2.000, sempre al mese, per “spese di trasferta, ristoranti e alberghi” messi a bilancio nel 2011. Si poteva per caso smentire che a tutt’oggi la Stemax paghi l’affitto di un ufficio di proprietà dei grandi duellanti Max Stefani e Daniela Federico? Certo che no, è la verità. Si poteva smentire che per quasi quattro anni abbia misteriosamente (ma uno scopo ci sarà ben stato…) tenuto aperto un ufficio di rappresentanza in un paesino di quattrocento anime e che quell’“ufficio” sia oggi casa Stefani? Carta canta e Google pure. Si poteva negare che la quota relativa ai soci di costo del lavoro sia sempre stata clamorosamente preponderante rispetto alla somma degli emolumenti di tutti quelli che al “Mucchio” (e a “Extra”) lavoravano davvero? Idem. E tutto il resto, che sarebbe pletorico reiterare qui, giacché potete sempre andare a rileggervelo. È valido oggi come un giorno e un mese fa, nessuno ha smentito e dire che il non smentire in questo caso valeva e vale come una confessione o poco meno.

Certo, meglio sarebbe stato allora un silenzio totale, a cominciare da chi, in data 24 gennaio 2013 (ore 8.59) sul forum ufficiale della rivista “Il Mucchio”, ventilava atti “di citazione con richieste risarcitorie che altro che il contributo per l’ordine dei giornalisti piemontese”, richieste naturalmente mai arrivate. E che più sobriamente e con l’eleganza che gli è propria a questo giro si è limitato a osservare (1° giugno, ore 20.09) che “premesso che il 90% delle cose che ha scritto sono cazzate e inesattezze (sul restante 10% credo si pronuncerà il direttore al più presto), mi fa strano che lo stesso cilia ste cose le tiri fuori oggi che è fuori (dai coglioni)”. Frase degna – questa sì – di querela, ma va da sé che non spreco tempo e soldi dietro a chi premette e crede quando poi, alla sua apparizione alla ribalta ventidue minuti dopo, la Direttora sparge sciocchezze e fumo che bastano gli interventi del primo utente che passa da lì a smascherare e spazzar via. Invece di sciogliere i quesiti di cui sopra, la Federico – per dire – si attacca al fatto che il sottoscritto abbia sempre parlato di cifre lorde tranne che per quanto atteneva i di lui emolumenti, per i quali (si noti bene!) ha precisato che si trattava di netto. Amministratrice della Stemax sin dall’aprile 1997 e a tutt’oggi, si permette di affermare che 900 euro pagati a chi state leggendo costavano alla cooperativa 1.400 e non è né una cazzata né un’inesattezza, bensì una falsità vera e propria, visto che, tolto un breve periodo durante il quale i collaboratori vennero inquadrati come lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato, si è sempre trattato di cessione di diritto d’autore. Ergo: i famosi 900 netti a Stemax costavano di lordo 1.058,82. E d’accordo che le bugie hanno le gambe corte ma qui (invece di spiegare i 166.113 euro spesi per automezzi solo dal 2004 al 2011) se ne mette nero su bianco una che di arti inferiori è completamente sprovvista. Ciarla, ciarla, la Direttora, e non dice nulla. Racconta che “nei bilanci l’autore del post dovrebbe aver trovato anche 120 mila messi nella cooperativa da me e da Stefani ma questo dev’essergli sfuggito o non faceva gioco” e, casualmente, dimentica di aggiungere che quei soldi i benefattori se li sono poi in massima parte ripresi. Chissà, magari non faceva gioco. Ciarla, come ciarlano giusto per dare aria ai denti quelli/quelle che “i bilanci sono sempre stati certificati”, come se non si sapesse che i revisori dei conti si limitano a controllare che le somme siano giuste, la forma corretta, che si preoccupano di verificare quanto è stato speso e non (perché non è compito loro) come. Ciarla, ma  poi improvvisamente si tace, desolantemente afasica, e lascia che siano i sempre più imbarazzati e imbarazzanti sottoposti (quei due o tre ancora disponibili a farlo) a provare a difendere l’indifendibile. D’altro canto: persino di fronte a un magistrato ci si può avvalere della facoltà di non rispondere, figurarsi dinnanzi al tribunale degli ex-collaboratori pervicacemente presi in giro per anni, figurarsi di fronte ai lettori, in tanta parte ormai ex pure loro. Solo che nell’ultimo caso se non rispondi non ci sarà principe del foro che tenga, la condanna è certa.

Un mese e un giorno sono trascorsi allora anche dacché, proprio in questo blog, scrissi che “del come l’amico Macse venne accompagnato nella primavera 2011 alla porta del giornale fondato da lui medesimo nel 1977, con un accordo di liquidazione in 117 comode rate, vi racconterò un’altra volta, o forse no”. Aggiungevo “magari non ce ne sarà più bisogno” e, con ogni evidenza, peccavo di ottimismo, siccome cose stanno accadendo dietro le quinte (bellissime cose) e però sfortunatamente nessuna si è al momento appalesata, nessuna si è mostrata risolutiva per apporre alla buon’ora la parola “Fine” in calce a una storia che volentieri mi sarei risparmiato. Sono stanco, stomacato, ed essendo stanco e stomacato non starò a redigere con i crismi retorici del caso l’ultimo capitolo di questo romanzetto (forse criminale) da due soldi (ma anche qualcuno in più, via). Senza tornare a raccontare ciò che da più parti, e dunque da più punti di vista, è stato raccontato riguardo alle dimissioni o alla cacciata che dir si voglia dalla Stemax e dal “Mucchio” di Max Stefani nella primavera 2011 (lasciatemelo dire: Rashomon un’altra cosa), mi limiterò a calare sul tavolo le cifre, fiducioso che altro non serva. E le cifre dicono che il signor Stefani veniva “licenziato” non troppo sgarbatamente, mettendogli in mano un accordo che garantiva complessivamente a lui e alla moglie € 4.212 netti al mese dall’aprile 2011 a tutto il dicembre 2020, per un totale di € 492.804 e stiamo sempre parlando di netto e, signori miei, qui non è cessione di diritto d’autore, qui ben altri sono gli oneri fiscali, come di sicuro non mancherà di spiegarci la signora Federico, sempre puntigliosa riguardo a certi dettagli. Visto che c’è, spieghi anche la bizzarria di quella che è chiaramente una liquidazione che viene però mascherata da improbabilissimo (perlomeno a quelle cifre, perlomeno con una simile durata) quasi decennale contratto di “consulenza”, oltretutto duplice giacché uno, di consulenza “editoriale”, lo firma Max Stefani e contestualmente un secondo “di marketing” viene sottoscritto dalla di lui consorte.

Insomma… Se dobbiamo prendere per buono quanto l’autore dichiara in Wild Thing (pag.271), quando afferma che il suo stipendio ammontava a euro 3.500 mensili netti (uguale a quello della Federico, sostiene sempre lui), al “licenziato” vengono garantiti 712 euro al mese in più, per 117 mesi. Stefani costerebbe di stipendio alla Stemax più da consulente che da direttore (si risparmia sui benefit ma solo in parte, visto che l’accordo comprende una Renault New Scenic da 27.996 euro con bollo e assicurazione pagati fino all’estinzione del leasing), non fosse che nel dicembre di quello stesso anno la Presidenza del Consiglio dei Ministri dà una robusta sforbiciata ai fondi per la stampa e l’ex-direttore perde la testa. Dimentico di avere firmato un accordo (in questo a mio avviso l’irregolarità dell’intera faccenda) subordinato all’ottenimento da parte della Stemax dei contributi all’editoria previsti dalla legge 7 agosto 1990, non avendo forse letto (e sarebbe proprio da lui) dove dice che “nell’eventualità in cui per qualsiasi ragione i richiamati contributi all’editoria fossero diminuiti in percentuale superiore al 5% rispetto all’importo percepito dalla Stemax nel 2010 (con riferimento all’anno 2009) l’emolumento e il benefit spettanti al signor Stefani saranno automaticamente ridotti in proporzione”, dà di matto in pubblico. Viola la clausola di riservatezza. Così agendo, invalida il contratto. Alla Stemax possono stappare bottiglie e levare alti al cielo i calici. Se lo sono tolto “dai coglioni” (cit.) con quei nove anni di anticipo ed è un signor risparmio. Oggi credo però che prevalga il rimpianto per quelle nove rate pagate e per un’automobile che piacerebbe potere monetizzare. Sono svariate decine di migliaia di euro che farebbero assai comodo, non li si fosse regalati (ci si chieda il perché) a chi nulla avrebbe dovuto avere in mano per pretenderli e ottenerli.

32 commenti

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32 risposte a “La ribollita

  1. massimo chiesa

    ma la ribollita e’ rock?

  2. Debaser83

    Vista la stagione, io avrei fatto una panzanella!

  3. Gian Luigi Bona

    Che vomito ! Basta contributi statali ai giornali, mi sa che Grillo ha ragione.

    • No, ferma. I contributi statali ai giornali sono in certi casi secondo me corretti, il problema è che ci vorrebbe qualcuno super partes che controllasse come vengono impiegati, o non se ne viene più fuori. Complimenti ancora Eddy per la pazienza, veramente. Io credo che ne avrei avuto le balle piene già da parecchio tempo.

  4. filippo

    è sempre un piacere leggerti, anche se la storia è “stancante e stomachevole”

  5. fran cost

    ….«Il mio errore è stato dare le chiavi del potere in mano a Daniela Federico. Anche secondo me sono state fatte cose poco chiare, ma io non avevo voce in capitolo e appena ho cominciato a protestare sono stato messo alla porta».
    Si, si proprio così, messo alla porta con una carrettata di migliaia di euro però.
    Pena e schifo come se piovesse!

  6. massimo chiesa

    pero’ il macse un po’ carocciolo…d’altra parte e’ stato il fondatore della selvaggia mandria che ha diretto con scomoda e irriverente lungimiranza per oltre 30 anni…nonostante la sua liquidazione sia svampata ha creato una nuova rivista rigorosamente rock e qualche pesciolno riesce ancora a pescarlo….nelle stesse acque il titanic selvaggio affonda mentre il pescatore prenota l’ultima scialuppa insieme a vignola e damir, novello di caprio, restera’ fino alla fine sulla nave

  7. massimo chiesa

    mi auguro solo una cosa: quel che e’ stato e’ stato ma ora contributi statali NON NE DEVONO PIU’ arrivare al mucchio!!!!
    un po’ di dignita’ come il sib!

    • Ne avanzano ancora un anno, quelli relativi al 2012 e che dovrebbero venire liquidati a fine dicembre 2013. Dovesse scattare un’inchiesta, quest’ultimo pagamento verrebbe automaticamente sospeso.

  8. Un dubbio.
    Violando la clausola di riservatezza, e quindi invalidando il contratto, è stata interrotta sia la “rata” mensile versata a Stefani che quella versata alla moglie?
    Il dubbio mi viene perché la divisione era stata fatta proprio per evitare possibili inculate di questo tipo.
    Lo dice lo stesso macse:
    “Per accettare il licenziamento senza far casino, uscire da socio, non fare una causa di lavoro (problematica per la Stemax), non scrivere di musica per due anni, mettere la mia firma sotto una trentina di verbali di assemblee a cui non avevo mai partecipato ma in cui figurava un mio sgorbio, invitare (sigh) i lettori a dare una possibilità ai miei ex
    collaboratori nell’ultimo “intro” di aprile (quando li avrei volentieri voluti morti) ottenni in cambio uno stipendio per 10 anni per vaghe quanto inesistenti collaborazioni esterne. La cifra era la stessa che già percepivo, ma la divisi a metà con mia moglie per non rischiare
    che uno dei due rimanesse col culo per terra.” (WT, pag 302)

    • Stefani fece fare due contratti nell’evenienza di una sua prematura dipartita, così che appunto la moglie non restasse senza nulla. Che uomo innamorato e previdente, eh? Ma i due contratti – che lui stesso dichiara farlocchi, grazie per il memento – erano collegati l’uno all’altro e (macchinone a parte) identici. Saltando quello di Macse è contestualmente zompato quello della consorte.
      In ogni caso… O mente in quel passaggio riguardo alla cifra che percepiva in precedenza o mente a pagina 271, quando dichiara che si intascava 3500 eurelli netti al mese. La seconda che ho detto? 🙂

  9. nandodevitis

    Ora è chiaro.
    Nel virgolettato vergato da Pescatore (credo) non c’era questa parte.

  10. nandodevitis

    Certo, una mia supposizione supportata dalle parole dell’interessato.
    “Il contratto venne firmato alla presenza degli avvocati, Valerio Soave per me e Gabriele Pescatore per lei (Daniela Federico), il che mi faceva anche ridere perchè con Pescatore ho sempre parlato solo di sesso e ora me lo ritrovavo dall’altra parte.” (WT, pag 302)

    • 🙂 Stefani dovrebbe essere contento di avere lettori così attenti. Io – confesso – ho prevalentemente lavorato di Ctrl + F, ché leggersi quella roba scritta col culo è per stomaci davvero forti e il mio evidentemente non lo è. Comunque sì, il passaggio che citi lo avevo ben presente.
      In ogni caso: Wild Thing non è la Bibbia, eh? Ed è cosa che ho tenuto sempre ben presente, checché possa pensarne qualche avvocato che mi sa che sta smarrendo un po’ di lucidità.

  11. Pino

    “con Pescatore ho sempre parlato solo di sesso e ora me lo ritrovavo dall’altra parte”

    LOL

    • Giancarlo Turra

      la dice molto lunga su ambedue i figuri, eh ?

      • Mork

        Vabbè, mo non è che se uno parla di sesso è un losco figuro a prescindere. O forse sì? D’altronde, voi collaboratori dovevate pur interfacciarvi in qualche modo col personaggio, no?

  12. Eddy, non penserai che abbia speso 45 euro per WT!.
    Comunque, mi son pure chiesto se quel ritrovarmelo “dall’altra parte” non fosse stato usato, visto che si parlava di sesso, con sottile sarcasmo.
    Troppo per Stefani?

  13. massimo chiesa

    non e’ cosi’ sottile!

  14. timelyangel

    tutti primi piatti…dopo l’ottima e abbondante zuppa del casale, adesso ci facciamo la ribollita…ma alla frutta quando ci arriviamo eddy???

  15. Anonimo

    va fatto un esposto/denuncia alla procura della repubblica, il resto è telenovela….per Stefani e Federico ci vuole il tintinnar di manette

    • Si sta lavorando a quello e si sta lavorando a livelli anche superiori. Dormano preoccupate, quelle due stupende persone. Oppure no, oppure continuino a sottovalutarmi, ché per me è molto meglio.

  16. Anonimo

    cazzo, ma allora c’e’ spazio anche per l’olio di ricino!!

  17. Anonimo

    Posso sbagliare ma Valerio Soave è laureato in legge ma non è un avvocato.

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