Velvet Gallery (34)

Trent’anni – qualcuno di meno in realtà, giacché si parte dai Remains, e quindi dal 1964, e l’articolo è del ’91 – di rock a Boston compressi in due paginette. Toccava prodursi in simili esercizi di economia quando le riviste di musica non contavano che 64 pagine. Con (fra gli altri)  Buffalo Tom, Cars, Del Fuegos, Galaxie 500, Lemonheads, Modern Lovers, Pixies, Throwing Muses, Ultimate Spinach…

Trent'anni di rock a Boston 1

Trent'anni di rock a Boston 2

14 commenti

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14 risposte a “Velvet Gallery (34)

  1. Patrizio

    Boccio i Buffalo Tom, metto al primo posto i Galaxie 500

  2. Orgio

    Sarò il solito, ma direi che il più bel disco giuntoci da Boston è “Toys In The Attic”; al massimo “Rocks”.

    • Ecco, domandami perché non misi in lista gli Aerosmith. Domandamelo! Ecco… e che ne so perché non misi gli Aerosmith? Posso supporre, a distanza di oltre vent’anni, che fu perché ne avevo appena scritto in una panoramica (già ripresa su VMO) sul cosiddetto funk-metal, ma mi sembra lo stesso assurdo, un’assenza non spiegabile né giustificabile. Dopo di che, se ci mettiamo a fare le classifiche non ci sono santi: medaglia d’oro i Pixies. E per quanto io adori gli Aerosmith dei primi tre o quattro album non c’è gara nemmeno per la canzone regina. Non ci sono “Walk This Way” o “Toys In The Attic” che tengano.

      • Orgio

        Azzardo: forse perché erano troppo “ovvi”, troppo famosi? La lista è composta di realtà indipendenti o comunque meno note (a parte i Cars e, in misura minore, i Modern Lovers), e l’inclusione di un nome così grosso avrebbe stonato, probabilmente.
        Ad ogni modo l’esclusione dei Toxic Twins non è necessariamente un male: più spazio per scoprire altre realtà, alcune molto interessanti (anzi, grazie di aver rispolverato Bullet Lavolta e Del Fuegos! Non li conoscevo e adesso mi piacciono molto).

  3. Buffalo Tom su tutti, invece. Soprattutto “Let me come over” e “Birdbrain”. Dei grandissimi Anastasia Screamed invece il migliore è “MOONTIME”, disco veramente bello e conosciuto da nessuno, più o meno.

  4. Spezzo anch’io una lancia per i dimenticatissimi Buffalo Tom. Il songwriting di Bill Janovitz meriterebbe maggior considerazione. E il loro suono e’ un po’ un “in medio stat virtus” degli anni ’90.

  5. Visionary

    Mi unisco al “giù le mani” dai Buffalo Tom, e mi accodo alle lodi per gli Anastasia Screamed (e Scarce, già che ci siamo). E degli immensi Neats ne vogliamo parlare? 🙂
    Comunque che “scena” pazzesca: Pixies, Galaxie 500, Throwing Muses, Del Fuegos, Lemonheads…… quanta manna!

    • Stefano Piredda

      Dei Neats c’è chi (io, per esempio) si ricorda della recensione sul Mucchio di CRASH AT CRUSH firmata dal VM.
      Se ne ricorda perché poi comprò il disco e ne consumò i solchi…
      Dei Neats bello anche l’omonimo del 1983 su Ace of Hearts.
      Quello al tempo lo recensì (e me lo fece comprare) Guglielmi.
      Trent’anni fa, diobono.

  6. Stefano Piredda

    Grandiosi Anastasia Screamed!!!
    Una meraviglia delle meraviglie, per me, BOSTON MASS. dei Del Fuegos.
    E vabbé, porca vacca: e i Real Kids?

    (e da culto assoluto Cowboy Mouth)

  7. Giancarlo Turra

    Se il biografo ricorda bene, quello fu il primo articolo scritto dal VMO utlizzando il computer…

  8. Giancarlo Turra

    Oppps… 😀

  9. Francesco

    I treat her right non venivano da boston? se si mi dispace che manchino, me li ricordo con un paio di bei dischi

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