Velvet Gallery (37)

Riascoltato per caso (sull’auto di un amico, in piena notte tornando a casa dopo un concerto) un paio di settimane fa e a distanza di diversi anni dall’ultima volta che mi era capitato di fargli fare un giro, il secondo Lenny Kravitz – “Mama Said”, anno di straordinaria grazia 1991 – mi è parso persino più bello di quanto non fosse nel ricordo. Singolare paradosso che un citazionista come Kravitz abbia finito con il tempo non solo per venire eletto a classico – in forza di una scrittura che per un paio di album fu del tutto all’altezza degli evidenti modelli – ma per parere moderno: in fondo, faceva già nel ’91 ciò che oggi fan tutti. Sfortunatamente, i più, senza nemmeno avvicinarne la classe, il gusto, se vogliamo l’inventiva.

Lenny Kravitz 1

Lenny Kravitz 2

Lenny Kravitz 3

20 commenti

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20 risposte a “Velvet Gallery (37)

  1. Forse persino più bello del primo. Il terzo vivacchia. Da quello dopo passa alla cassa.

  2. Gian Luigi Bona

    Molto bello il secondo. Talmente bello che mi chiedo come sia riuscito a fare certe fetecchie in seguito.

  3. Anonimo

    Gran disco!! Ascoltato e riascoltato per anni.
    E’ vero, anno di straordinaria grazia: Achtung baby – U2;
    Out of time – R.E.M.; Red Hot Chili Peppers – Blood Sugar Sex Magic; Nirvana- Nevermind; Pearl Jam – Ten; Massive Attack – Blue Lines

  4. Orgio

    Mi sa che era meglio lasciarlo nel suo limbo a farsela con la congerie apparentemente avvenente dello show biz. Personaggio inutile da ogni punto di vista, musicale e “ideologico”.

    • Sbagli clamorosamente. I primi due album sono straordinari. Stra-or-di-na-ri. E’ tutto il resto a esser noia.

      • Orgio

        Mah. Ha una voce irritante, le sue canzoni sono copincolla di stralci di brani altrui (peccato veniale nel XXI secolo, quando coniugare originalità e piacevolezza è praticamente impossibile, mortale negli anni ’90, era di costanti rivolgimenti e fermenti inquieti), quando deve carezzare si limita a fare moine, quando deve mordere abbaia e basta. Per di più rappresenta mirabilmente la parte più deteriore dello show business (mirabilmente sintetizzata, per quanto mi riguarda, in “Life At The Top” dei Bad English); ce n’è abbastanza per lasciarlo al suo destino.

      • Come buttare via le prime cose dei Guns N’Roses perché POI si sono coperti di ridicolo. Uguale.

  5. Orgio

    In realtà i Guns ‘n’ Roses che si sono coperti di ridicolo non hanno nemmeno più una formazione riconducibile alla banda originaria, ma solo un detentore dei diritti sul nome attorniato da gregari prezzolati. Inoltre, ho l’impressione che almeno loro, nel 1987, non copiassero nessuno, ma esprimessero efficacemente, sia nella forma musicale sia nei contenuti sia negli atteggiamenti (per quanto poco condivisibili), il contesto socio-culturale che li aveva originati; cosa che a Lenny Kravitz, impegnato nel taglia-e-cuci musicale e a scimmiottare proclami hippyeschi (salvo poi calare la maschera di ennesimo sgomitatore per il posto al sole delle classifiche), non è MAI riuscita. Mi pare un paragone forzato, insomma.

    • Cioè… no, dai… i Guns N’Roses come modello di originalità mi pare un po’ troppo. E detto da uno che le loro prime cose ovviamente le ha e le apprezza pure.
      Comunque abbiamo accertato che Lenny Kravitz ti sta sull’anima e va bene così, no problem.

      • Orgio

        Ma infatti, we agree to disagree tranquillamente.
        Sui Guns ‘n’ Roses: modello di originalità no, ma punto di arrivo dell’evoluzione di un certo modo di intendere il rock, che parte dagli Stones e passa per Led Zeppelin, Queen e Aerosmith, sì. Sono stati l’ultima band di “rockstar” in senso classico, e questo loro status è risaltato ancora di più proprio per quello che accadeva intorno a loro.
        Lenny Kravitz tutto ciò non l’ha mai incarnato; ammesso che abbia incarnato qualcosa nell’economia del rock.

  6. Francesco

    Orgio, te l’ha già detto il VM, l’originalità dei Gunners la senti solo tu e quanto al loro status di ultima band di rockstar che dire, boh, per me non è su quello che si valuta la musica. quanto a Kravitz avevo in cassetta i primi due dischi ma non li sento ormai da secoli e neppure li ricordo bene, mi sembrava troppo derivativo, ma allora anche i RHCP allora sugli scudi mi suonavano un po’ come i Funkadelic, per cui…vedrò di dargli un’ascolto, magari è come un barolo dimenticato in cantina

    • Orgio

      Sai com’è, io ho piacere di pensare con la mia testa; evidentemente ciò non è un valore condiviso. Ad ogni modo, il lettore attento saprà cogliere il significato proprio delle parole poco sopra scritte: non originali, ma che non copiavano nessuno. E il lettore attento saprà che c’è differenza tra le due.

      • Francesco

        Non copiavano nessuno? mah, penserai con la tua testa ma senti anche con le tue orecchie nel senso di solo ed esclusivamente tue, perchè chiunque qui intorno qualche scopiazzatura la sente eccome. E lasciamo poi perdere il look, pure quello derivativo. Qualche cosa piace anche a me, non voglio certo polemizzare, ma li ritengo sopravvalutati, e neanche di poco. E ti dirò di più, uno dei pochi concerti dove me ne sono andato prima della fine perchè non ne potevo più è stato quello di slash. E per mandarmi via ce ne vuole, eh. comunque de gustibus

      • Discussione fuori fuoco, secondo me: il giudizio del Venerato e’ evidentemente sulla qualità di scrittura e di realizzazione delle canzoni di quei 2 album. Davvero dei gioielli che nel tempo hanno aumentato il loro valore. Anch’io sono un cultore dell’Annus Mirabilis 1991, et de gustibus, et cetera, et cetera, but: sinceramente, il mio Disco dell’Anno ai tempi (Lifes’n’perspectives… degli Urban Dance Squad) l’ho riascoltato molto meno di Mama Said. Quello rimane un discone con tutto il meglio del concetto di crossover, ma se si parla di canzoni il Derivativo si mangia molti degli Innovativi…

      • Romano

        Orgio ho notato che sei tra i pochi,non solo in questo blog ma in generale nelle tante discussioni su internet, in grado di pensare con il proprio cervello senza copiare le opinioni di qualche critico ed è un punto a tuo favore.

    • Gian Luigi Bona

      Punto di vista interessante e condivisibile.
      In effetti Lenny Kravitz è estremamente derivativo.
      Stevie Wonder, Curtis Mayfield e chi più ne ha più ne metta.
      Anche qualche pezzo alla Lennon si può trovare in Kravitz.

      • Orgio

        Francesco: mi sa che sei tu che senti (solo) con le tue orecchie senza guardare né il calendario né l’ambiente circostante. Sappiamo che i gusti sono gusti et de hoc non est disputandum, però l’importanza storica è un’altra cosa. Sulla derivatività, è ovvio che influenze profonde di quanto avvenuto in precedenza siano rinvenibili nel sound dei Guns ‘n’ Roses (che, va da sé, sono esclusivamente quelli 1987-1991, a essere generosi -1993), ma si tratta di rielaborazione e riadattamento alle circostanze spazio-temporali (la Hollywood degli anni 80 non sarà mica come la Swingin’ London o come la Boston degli anni 70!), non di derivatività. Il concerto di Slash non fa testo, perché Slash era solo uno degli ingredienti di quella irripetibile alchimia; da solo vale poco o nulla.
        Romano: grazie. Questo è per me un complimento particolarmente piacevole, visto che mi diletto di critica musicale sulle pagine di Classix Metal, e raramente di Classix. Ma devo a Eddy l’ispirazione per questo tentativo, sia pure in campi distanti dal suo.
        Gian Luigi: quale punto di vista è condivisibile? Senz’altro che Lenny Kravitz è derivativo. Molto derivativo.

        Comunque siamo ben oltre l’originario discorso; a chi piace Lenny Kravitz continuerà ad ascoltarlo in barba all’antipatia che suscita ad altri, tra i quali mi annovero. Ciao a tutti.

      • Gian Luigi Bona

        Ero d’accordo sul fatto che un buon disco derivativo è meglio di certi apparentemente innovativi. Ma non sono più tanto sicuro…
        Di certo Lenny Kravitz dopo i primi due dischi è stata una delusione dopo l’altra fino a diventare veramente indisponente.

  7. Plankg

    1991 :
    Slint – Spiderland
    Fugazi – Steady diet of nothing
    My Bloody Valentine – Loveless
    Talk Talk – Laughing Stock
    Primus – Sailing the Seas of Cheese

  8. E anche Screamedelica (Primal Scream), Badmotorfinger (Soundgarden), Every good boy deserves fudge (Mudhoney), Yerself is steam (Mercury Rev), Recurring (Spacemen 3), Life ‘n’ perspective of a genuine crossover (Urban Dance Squad), Leisure (Blur). Così, giusto per tirarne fuori ancora…

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