Blow Up n.186

Blow Up 186

È in edicola il numero 186 di “Blow Up”.  Ho contribuito principalmente con un lungo articolo (otto pagine,  incluso un ricordo personale di Mick Farren di Riccardo Bertoncelli) dedicato alla saga Deviants/Pink Fairies.  Ho inoltre firmato recensioni e/o segnalazioni degli ultimi album di Matt Elliott, Galapaghost e Barrence Whitfield & The Savages e di recenti ristampe di Hank Ballard, Bo Diddley, Elvis Presley, Wanda Jackson, Jeannie C. Riley, Gary Moore e Thin Lizzy.

9 commenti

Archiviato in riviste

9 risposte a “Blow Up n.186

  1. Demis

    questo numero mi tira parecchio con il folk rock capitolino, solo una curiosità, che cosa ne pensa il VM de “Il muro del canto”? è uscito il nuovo album e apprezzerei molto una opinione del maestro, grazie.

    • Pollice decisamente in su per “L’ammazzasette”. Il nuovo non l’ho ancora ascoltato.

      • Demis

        Concordo per il pollice in su, non ho ancora comprato il nuovo blow up, (lo compro di sicuro) ho visto che ti sei occupato del nuovo Matt Elliott, ti posso chiedere che cosa ne pensi di questo artista, del suo nuovo disco e qual’è secondo te il vertice della sua discografia? grazie mille.

  2. Stefano Piredda

    Mi piace un sacco, Maestro, che tu non ti faccia mai sfuggire una ristampa dei Thin Lizzy.
    Un abbraccio.

  3. giuliano

    Nel tuo notevole articolo su Mick Farren e i Deviants Clive Maldoon muore nel 1976: forse è il 1967, o sbaglio?
    Nel pezzo correlato poi Bertoncelli parla del “mirabile fold out della Decca” relativamente a “Disposable”, che comprò a caro prezzo a Londra nei primi ’70, quando il disco era diventato già raro e costoso. Credo che abbia fatto confusione con “Ptoof”. In ogni ogni caso non credo che la Decca abbia mai stampato alcunché dei Deviants. Chiedo conferme.

    • giuliano

      Mi correggo sulla Decca: ha curato la ristampa di “Ptoof”.

      • La prima e ovviamente molto rara tiratura era su Impressario. La Decca entrava in gioco molto colpita dal fatto che un album ordinabile solo per corrispondenza avesse venduto quelle ottomila copie.

    • Sbagli. Dopo essere brevemente transitato per i Social Deviants il nostro uomo era nei Bodast con Steve Howe nel 1968 e avrebbe poi pubblicato due album su Purple Records, “Curtiss Maldoon” nel ’71 da metà dell’omonimo duo e “Maldoon” nel ’73. “Sepheryn”, che Madonna trasformerà in “Ray Of Light”, è contenuta nel primo.

      • giuliano

        Sì, era anche spiegato nel prosieguo del pezzo. Ho fatto confusione. E comunque questo collegamento tra Deviants e Madonna è davvero lisergico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...