Suzanne Vega – Tales From The Realm Of The Queen Of Pentacles (Amanuensis Productions)

Suzanne Vega - Tales From The Realm Of The Queen Of Pentacles

Non hanno certo avuto a patire crisi di astinenza, ultimamente, i cultori di più stretta osservanza di Suzanne Vega: i ben quattro volumi pubblicati a cavallo fra il 2010 e il 2012 della collana “Close-Up” (rivisitazioni in chiave rigorosamente acustica di una parte cospicua del non foltissimo catalogo precedente) dovrebbero avere provveduto a saziarne ogni voglia. Per il resto del mondo “Tales From The Realm Of The Queen Of Pentacles” è l’album che infine interrompe un lungo silenzio, essendo trascorsi sette anni dacché questa artista quintessenzialmente newyorkese in tutto fuorché nei natali dava alle stampe una collezione di canzoni inedite. Non converrà però lamentarsene: magari ce ne fosse di più di gente così, che apre bocca solo quando sente di avere qualcosa di importante da dire. Magari ce ne fosse di più di gente che applica a sé un sì rigoroso controllo di qualità: uscirebbe un ventesimo dei dischi che escono – forse! – e vivremmo tutti meglio. “Tales From…” è appena l’ottavo lavoro in studio di Suzanne in qualcosa come ventinove anni. Dei sette precedenti non ne butti uno. Poteva deludere uno tanto atteso?

Per essere una che si muove nel solco di una ben precisa tradizione di cantautorato non soltanto tipicamente newyorkese ma tipicamente del Village, be’, non si può certo dire che alla signora sia mai difettata la varietà d’accenti. Sin dal formidabile uno-due – l’omonimo debutto dell’85, “Solitude Standing” dell’87 – che ne lanciava la carriera (spalancando nel contempo le porte dell’industria a tante altre ragazze di talento, da Tracy Chapman a Michelle Shocked) mai un suo album si è limitato a ricalcare il predecessore, ciascuno ha offerto almeno un piccolo scarto, un cambio di passo o di atmosfere. A maggior ragione lo si attendeva da quello che più si è fatto desiderare e che è il primo a raggiungere i negozi dopo che la serie di cui sopra ha apposto, in un racconto trentennale, un ideale “punto e a capo”. Ebbene: “Tales From The Realm Of The Queen Of Pentacles” stupisce scegliendo di non stupire, offrendo un repertorio di Suzanne Vega in qualche modo ciascuna già sentita. Una delusione, allora? Assolutamente no. Conquista egualmente da subito e più lo frequenti più ti incanta. In forza di una penna ispiratissima, di arrangiamenti di rara efficacia, di una voce che avvince come non mai, limpidezza che a oggi lo scorrere del tempo (non lo diresti dalle foto, ma il cinquantacinquesimo compleanno incombe) non ha minimamente offuscato. Giova anche la maneggevolezza dell’assieme: dieci canzoni, trentasei minuti e quaranta secondi. Molte candidabili a future antologie, da un’iniziale Crack In The Wall ricamata su scansione marziale di dolcezze ineffabili e accensioni quietamente stordenti alla ballata Horizon (There Is A Road), che suggella illuminandosi d’immenso quando avanza al proscenio la tromba di Alison Balsom. Amo in particolare il riffeggiare di I Never Wear White, il folkeggiare di Portrait Of The Knight Of Wands, il funkeggiare pigro di Laying On Hands. Più di tutto, una Don’t Uncork What You Can’t Contain che nel suo arabeggiare rimanda ai Page & Plant di “No Quarter”. Nel mentre campiona 5o Cent!

 

2 commenti

Archiviato in recensioni

2 risposte a “Suzanne Vega – Tales From The Realm Of The Queen Of Pentacles (Amanuensis Productions)

  1. Gian Luigi Bona

    A parte il fatto che è già nella mia lista degli acquisti vorrei sottolineare una cosa. La durata breve di questo disco mi fa venire in mente quanti lavori sarebbero bellissimi se l’autore non avesse ceduto alla possibilità di avere il minutaggio maggiore che offre il CD.

    • Francesco

      mai affermazione fu più vera! sembra che il cd debba x forza essere riempito sino all’orlo altrimneti è una fregatura, con il risultato che tutti, ma proprio tutti escono particamente con quelli che erano una volta doppi album! una follia, ecco perchè ho ripreso a tutto spiano a comprare solo vinile

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