The Cure 1978-1996 (6): Japanese Whispers

Japanese Whispers

Let’s Go To Bed. The Dream. Just One Kiss. The Upstairs Room. The Walk. Speak My Language. Lament. The Lovecats.

Fiction, dicembre 1983 – Produttori: Steve Nye, Chris Parry, Robert Smith e Phil Thornalley.

Ogni Elvis Presley ha il suo Colonnello Parker, si dice nel musicbiz. Se si ammette che ciò a grandi linee risponde al vero, mettersi a tracciare paralleli fra il manager del fu re del rock’n’roll e Messer Chris Parry è fin troppo facile: l’uno e l’altro hanno allungato la propria ombra sull’intera carriera dei loro protetti e l’uno e l’altro hanno fatto delle loro scoperte, se non l’unico, il principale degli interessi della loro esistenza. Fatte le debite proporzioni, l’uno e l’altro hanno lucrato enormi fortune sul talento altrui (e a questo punto si potrebbero aggiungere maligne considerazioni sulla pinguedine di The King e la tendenza all’obesità di Mr. The Cure: fatto). Annotato ciò, bisogna però subito aggiungere che Parry non ha mai avuto i comportamenti pirateschi del Colonnello e che un affetto genuino è sempre sembrato legarlo a Robert Smith, anche nei momenti (e ce ne sono stati diversi) di maggiore frizione fra i due.

Il padre padrone della Fiction ha preso più di una cantonata riguardo ai Cure: si ricordi la discutibile scaletta che predispose per il loro album d’esordio e si aggiunga che la sua valutazione di pregi e difetti dei dischi del complesso è sovente stata singolare. Basti dire che a tutto il 1987 (chissà se avrà cambiato parere in seguito…) considerava “Faith” il capolavoro della banda Smith e “Pornography” il suo LP peggiore! Ma in due momenti cruciali Chris Parry è stato fondamentale non solo per le fortune ma per la sopravvivenza stessa dei Cure. La prima volta fu quando, nell’estate del 1978, fu l’unico responsabile di un ufficio artistico di una grande casa discografica a prestare un orecchio attento al nastro dimostrativo inciso dai Cure dopo il loro divorzio dalla Hansa. Non è azzardato supporre che, in mancanza di qualsivoglia riscontro da parte dei discografici che aveva contattato, il gruppo si sarebbe sciolto e la storia del rock degli ultimi vent’anni sarebbe stata orbata di un capitolo importante. La seconda volta fu quando, all’indomani della burrascosa separazione della coppia Gallup/Smith, persuase quest’ultimo – in tutt’altre faccende affaccendato: vacanze per troppo tempo rimandate, sedute di incisione e lunghi tour con Siouxsie e la preparazione dell’album dei Glove (il bislacco progetto da lui allestito insieme con Severin dei Banshees) – a far sopravvivere comunque, nell’attesa che prendesse forma un nuovo organico, il nome Cure. Di più: lo persuase che dagli abissi di disperazione di “Pornography” i Cure dovevano emergere nella maniera più spiazzante possibile.

Prodotto dallo stesso Parry e pubblicato nel novembre del 1982, il 45 giri Let’s Go To Bed/Just One Kiss fu il risultato di queste pressioni. Leggera ma piacevole, caratterizzata da un basso funky e da un ritornello ruffiano, Let’s Go To Bed fece a pezzi l’immagine di complesso gotico dei Cure e li ricondusse alla freschezza pop degli esordi. Just One Kiss – che Smith, che ha sempre dichiarato di detestare Let’s Go To Bed (salvo poi introdurla, a dieci anni dall’uscita, nelle scalette dei concerti), avrebbe preferito come lato A – è canzone al pari gradevole, dai sentori indefinibilmente esotici, ma meno epidermica. Benissimo fece Parry a insistere perché fosse Let’s Go To Bed il brano principe del 45 giri.

Che sotto sotto Smith fosse convinto della bontà delle argomentazioni del manager è dimostrato dai quatto pezzi che i Cure, ridotti al duo Smith/Tolhurst con il secondo che si divideva fra tastiere e batteria, registrarono nel maggio 1983 (e che videro la luce su un mix due mesi dopo) con Steve Nye, già produttore dei Japan, in cabina di regia. Soprattutto dalla canzone regina, The Walk, formidabile funky-pop sintetico che batte gli stessi danzerini sentieri di Let’s Go To Bed. The Upstairs Room è una variazione sul tema quasi altrettanto ispirata e così The Dream. Altra faccenda è Lament, che già dal titolo si richiama (ironicamente?) alle atmosfere di “Faith” e “Pornography” e potrebbe essere un residuo dell’uno o dell’altro di quei due LP.

Ma il capolavoro di questi nuovi Cure – che nel frattempo avevano trovato per strada un bassista nella persona di Phil Thornalley e un batterista (Tolhurst sarà d’ora in avanti il tastierista) in Andy Anderson, già con gli Hawkwind e con i Brilliant – fu The Love Cats, irresistibile canzonetta finto jazz (“jazz da cartoni animati” la definirà Robert Smith) messa su nastro in agosto in quel di Parigi e pubblicata a 45 giri in ottobre. Pure il suo retro, Speak My Language, swinga che è un piacere ed è davvero difficile riconoscere nell’autore colui che solo un anno e mezzo prima si era aggirato fra i labirinti da incubo di “Pornography”.

Un filmato promozionale (autore Tim Pope, che da Let’s Go To Bed in avanti ha diretto tutti i video del gruppo) esilarante quanto la canzone stessa contribuì a fare di The Love Cats l’hit tanto atteso da Parry.

In prossimità del Natale del 1983, “Japanese Whispers” radunò i pezzi usciti a 45 giri nel corso dei dodici mesi precedenti. Poche settimane dopo Smith, Tolhurst e Anderson cominciarono a lavorare al quinto “vero” album dei Cure. La buona accoglienza riservata dal pubblico a brani totalmente fuori dal canone stabilito dai primi quattro LP aveva aperto prospettive intriganti.

Pubblicato per la prima volta, in forma diversa, in Avventure immaginarie, Giunti, 1996.

Lascia un commento

Archiviato in archivi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...