Emozioni da poco (37): The Cars

Il rock più pop e il pop più wave che abbiano mai frequentato le zone altissime delle classifiche USA e non soltanto di quelle. Con pieno merito, perché saranno anche state solo canzonette, ma brillanti e sofisticate come di rado se ne sono sentite. In qualunque epoca.

Cheap Thrills 19

24 commenti

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24 risposte a “Emozioni da poco (37): The Cars

  1. Il pop più wave ok, ma il rock più pop che abbia mai frequentato le zone altissime delle classifiche USA mi pare altro: Toto. Journey. Foreigner. Persino Bryan Adams. I Cars sono là, ma dietro; di poco, ma dietro.
    Questa precisazione solo perché hai usato un superlativo assoluto, tutto qua.

  2. Caro Maestro, che bella quella pagina, mi sono ricordato di quando l’avevo letta nel Velvet. E che gran disco era ‘Heartbeat City’..
    Saluti.

  3. Stefano

    grandissimi cars ! Musicisti pop nel senso più nobile del termine, effettivamente. Per curiosià eddy, ma che ne pensi dei nomi fatti da orgio ? solitamente i gruppi AOR vengono sempre snobbati da tutti

    • marktherock

      il VM non so, ma io i primi due Toto (solo quelli, eh?…) li ho sempre fatti resistere ai violenti autodafè e ai roghi multipli del prepuberale post-punk che abitava in me a cavallo di fine settanta-inizi ottanta. E oggi non mi vergogno a dire che Georgy Porgy è un capolavoro di mellifluo funk bianco dal groove nerissimo, impreziosito dalla splendida voce nerissima di Cheryl Lynn

      • argiasbolenfi

        “Artisti correlati” ai Cars su Google Play: Boston, Foreigner, REO Speedwagon, Men At Work … 🙂

    • Curioso quanto scrive argiasbolenfi a proposito delle correlazioni offerte da Google+…
      Mi permetto di alimentare la discussione rimandando al più recente post sul mio blog, che potete leggere cliccando sul mio nome. Non per narcisismo, ma perché lo spazio angusto dei commenti in questa sede non consente di svolgere compiutamente argomentazioni che meritano, invece, di essere un po’ più estese.
      Sarei curioso di conoscere le opinioni dei lettori di questo blog, che, come Eddy ha osservato a più riprese, sono persone preparate e cortesi.
      Un saluto a tutti

      • Eccellente articolo. Eccellente davvero. Dirigessi un giornale di musica lo pubblicherei subito. Subitissimo. Ciò premesso… I Cars hanno vendite certificate intorno ai ventisette milioni di copie, parlando SOLO di album e SOLO di Stati Uniti. Avranno forse venduto meno dei nomi che citi (non so, non sono andato a controllare) ma qualcosina hanno venduto. E questo è il punto numero due. Il punto numero uno è che non vorrei nemmeno regalato uno solo dei venti titoli che segnali come discografia minima AOR. Perché io detesto l’AOR con ogni fibra, con ogni molecola del mio essere. Lo detesto oggi come dieci o venti anni fa e non parliamo di quanto lo odiassi nella sua epoca aurea.
        E chiedermi una ragionata analisi critica del genere perché di mestiere faccio il critico non ha nessun senso, a meno di non volersi e di non volermi particolarmente male. Non sono obbligato a scrivere di tutto né a cercare di farmi piacere (o quantomeno a cercare di capire) tutto. Quindi mi tengo i Sonic Youth, i Replacements e i Bauhaus e scanso come una malattia di quelle brutte i Foreigner, i Chicago (tolto l’eccellente debutto) e i Kansas. Altri faranno magari esattamente l’opposto e va benissimo così. La vita è troppo breve per sciuparne un solo minuto ascoltando musica che ti provoca un senso fisico di repulsione.

        PS – Scrivi clamorosamente bene. Meglio della quasi totalità dei nomi con i quali ho diviso tamburini in oltre trent’anni.

      • giuliano

        L’articolo di Orgio è bello, davvero bello, ma le conclusioni mi appaiono un po’ bislacche. Di giornalisti musicali e di riviste che si occupano di AOR ce ne sono, in realtà. Ecco, lasciamo che siano loro ad occuparsene, lasciamo che ad occuparsene siano i milioni di ascoltatori che hanno in casa un disco dei Foreigner o dei Journey. A me pare più che sufficiente, senza che a parlarne criticamente debbano scomodarsi anche quelli di Mojo o di Uncut. Certo, le riviste che mettono in copertina, ancora oggi, i Def Leppard sono meno influenti, mediamente, di quelle che non ne parlano. Ma non è colpa di nessuno. Non è colpa di nessuno se il “Classic Rock” italiano non occuperà una parte centrale nella storia dell’editoria musicale italiana (sarebbe più facile se, non me ne vogliano, si impegnassero a scrivere un po’ meglio).
        La questione, poi, è più semplice di quanto non appaia. I Survivor non hanno mai fatto un disco come “Fisherman’s Blues”, i Foreigner non hanno mai fatto un disco come “Daydream’s nation”, i Kansas non hanno mai fatto un disco come “In The Flat Field”. Potremmo discutere per anni sulla soggettività delle valutazioni, ma nessuno mi convincerà mai che il Tofu è più saporito del pecorino stagionato.

  4. Giancarlo Turra

    Dio mio ! Dio mio ! Dio mio ! (citaz.)

  5. Giuliano,
    come intendi bene, la questione potrebbe essere totalmente ribaltata, senza pregiudizio per le conclusioni ultime (ed, anzi, col conforto dei dati di vendita): i Waterboys non hanno mai fatto un disco come “When Seconds Count”, i Sonic Youth non hanno mai fatto un disco come “Double Vision”, i Bauhaus non hanno mai fatto un disco come “Masque”.
    Qui siamo ancora nell’ambito dei gusti soggettivi, per definizioni intangibili dalla disputa. Non così, invece, per la collocazione stilistica dei Cars e per la loro qualificazione nella lista dei best-selling in terra statunitense.
    E nemmeno è una questione di riviste “di area” o meno, ma di mera onestà intellettuale: se uno – specialmente un critico – vuole credibilmente sminuire, o confutare, i meriti dell’AOR deve addurre motivazioni più estese di “non mi piace” o simili. Poi può scegliere di farlo o meno, ma dalla scelta derivano, con ogni evidenza, conseguenze.

    • A me non interessa “sminuire, o confutare”. Non scrivo di AOR per la stessa ragione per cui non scrivo di musica lirica o di folk andino o dei Dream Theater. Non mi piace e non mi interessa. Punto. Non mi sembra difficilissimo da capire.

    • Francesco

      e meno male che i waterboys non hanno mai fatto un disco come When Seconds Count o i SY come Double Vision, altrimenti sarebbero nell’esecrabile lista del AOR? un saluto

  6. el murro

    vivi complimenti per l’articolo, Orgio. Segnalo però il lapsus (perché di quello credo si tratti, la tua competenza mi sembra fuori discussione) dell’attribuzione del ruolo di tastierista nei Cars a Orr, quando questo spettava invece a Greg Hawkes (Orr nei Cars era bassista e occasionale cantante, oltre che sporadico autore).

  7. el murro

    errata corrige a quanto scritto sopra: Orr nei Cars è coautore in un unico brano (o poco più), troppo poco per fare giurisprudenza

  8. Eddy:
    Sono parole che non mi sarei mai aspettato, totalmente spiazzanti. Grazie.
    Quanto al fatto che non ti interessi, va benissimo, e infatti nessuno ti chiede di farlo. Il mio era solo un tentativo di spiegare perché la critica “ufficiale” italiana, di cui tu sei indubitabilmente uno degli esponenti più riveriti e in vista, ce l’abbia tanto con l’AOR, e tutto ciò prendendo a pretesto la tua affermazione sui Cars, che, come là è spiegato, non trovo condivisibile. È un’analisi con conseguente ipotesi sulle cause delle sue conclusioni, null’altro. Il tutto non è stato fatto a fini provocatori, se da questi escludiamo ciò che in inglese si definisce “thought-provoking”, quindi spero che tu, e nessun altro, se la sia presa.
    Giancarlo:
    Grazie dei complimenti. In effetti è vero, è un lapsus calami. Ho provveduto a correggere, grazie della segnalazione.
    El murro:
    Grazie della precisazione, che ho provveduto ad inserire nell’articolo. Resta ciò che già tu hai osservato: essere coautore di un unico brano nella carriera di un gruppo equivale, sostanzialmente, a non avere scritto nulla per quel gruppo. Tant’è che Orr ha sentito il bisogno di pubblicare un album solista.

  9. Giancarlo Turra

    Volevo solo puntualizzare che nelle mani giuste, il Tofu, è cibo gustosissimo. Ma NON prendetela come una metafora nel contesto specifico, eh 🙂

    • Giuliano

      Non lo metto in dubbio, Giancarlo. La cosa buffa e’ che uno dei dischi elencati da Orgio in realta’ ho scoperto di averlo. Leftoverture, per la precisione. All’epoca, tanti anni fa, mi piacque pure. L’avevo completamente rimosso.

  10. Giancarlo Turra

    Ma no… 🙂 !! Oggi mi sono sparato un’insalata fredda d’orzo e “Starsailor” assieme. E sono ancora qui 😀

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