Anniversary (per Suzanne Vega)

Suzanne Vega

Buon compleanno a Suzanne Vega, di cui tutti ricordano due, tre, quattro canzoni ma pochi che fu lei, a metà anni ’80, ad aprire le porte a una nuova generazione di cantautrici. La celebro recuperando le recensioni (scritte per la solita rubrica di “Audio Review”) delle ristampe in vinile per audiofili di due suoi album. Dell’ultimo (una faccenda di pochi mesi fa) parlavo qui.

Suzanne Vega - Suzanne Vega

Suzanne Vega (1985)

Parrò magari incontentabile e però come non essere esigenti con chi ti chiede quasi quaranta euro per un album in vinile stampato adesso? Oltre a questa edizione per audiofili fresca di acquisizione, ne ho in casa una tedesca acquistata all’epoca (1985) e per la prima volta mi imbatto in un’uscita di Speakers Corner iconograficamente infedele all’originale. Che aveva il retro di copertina rovesciato (ma questo non sarebbe stato che un curioso dettaglio) e, quel che più conta, riportava sulla busta interna i testi, in inglese, tradotti poi in francese, tedesco e italiano in quattro pagine a parte e questo naturalmente non lo si sarebbe preteso. Ma le liriche in originale sì: perdìo! Siccome stiamo parlando di un disco di una cantautrice – di più: di colei che a metà ’80 rilanciava da sola la figura della cantautrice – e le parole vi giocano un ruolo decisivo. Sono ad esempio le parole a chiarire, come giustamente nota William Ruhlmann, che per quanto musicalmente possa essere prossima a Joni Mitchell (qui Freeze Tag è un’esempio eclatante, ma il grande hit Marlene On The Wall lo è un niente di meno) Suzanne Vega in realtà discendeva da Janis Ian e Leonard Cohen. L’altro grave difetto di questa stampa deriva bizzarramente da quello che dovrebbe essere un pregio: fotografando con accuratezza la registrazione finisce per sottolinearne i difetti, tipici di tante, troppe produzioni del periodo. È che le atmosfere sono asettiche, i suoni tirati a lucido fino a risultare innaturali, la batteria troppo secca e avanti. È un LP che pare registrato in una metaforica cella frigorifera quando questa musica, di natali principalmente folk, domanderebbe – esigerebbe – calore. Ma di questo non si può fare una colpa a Speakers Corner.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.298, febbraio 2009.

Suzanne Vega - Beauty & Crime

Beauty & Crime (2007)

Anche chi c’era dei primi due LP di Suzanne Vega, l’omonimo esordio dell’85 e “Solitude Standing” dell’87, rammenta senz’altro la bellezza ma difficilmente l’importanza. È che prima di quegli album erano dieci anni almeno che un certo folk, urbano e cantautorale, non aveva più alcuna rilevanza commerciale e valga questo a clamorosa conferma di ciò: che, pur godendo già di un’ottima fama nel circuito live della Grande Mela, Suzanne veniva respinta per tre anni di fila da una casa discografica dopo l’altra e addirittura due volte, prima che ci si persuadesse a darle una possibilità, dalla stessa A&M. Felicemente sorpresa già dalle duecentomila copie vendute dal debutto e mandata in fibrillazione dall’abbondante milione, fra Stati Uniti e Gran Bretagna, totalizzato dal seguito,  che oltretutto spediva anche un singolo, Luka, al numero tre nella graduatoria USA. Non lo si ricorda più, ma era Suzanne Vega ad aprire la strada a Tracy Chapman e Sinead O’Connor, Michelle Shocked e Edie Brickell e di conseguenza a tutte le cantautrici che hanno furoreggiato da allora. Lei non si è più ripetuta su quei numeri ma la non folta discografia è per un verso uniformemente pregiata e per un altro fitta di svolte infrequenti in un ambito che tende ad autoperpetuarsi.

Pubblicato lo scorso anno e appena la sua seconda uscita maggiore nel corrente decennio, primo lavoro per la Blue Note (basta la parola a esimermi da qualunque commento su come suoni questa stupenda stampa), “Beauty & Crime” è un lavoro insieme sofisticato e di fruzione in più frangenti istantanea: in una Zephir & I che cita il Lou Reed di Vicious così come in una ballata trapunta d’archi quale New York Is A Woman, o nell’elegiaco valzer Anniversary. Suzanne Vega si è ben conservata e non mi riferisco a una beltà clamorosa per una quasi cinquantenne.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.289, aprile 2008.

1 Commento

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Una risposta a “Anniversary (per Suzanne Vega)

  1. E’ da un po’ che non lo faccio e mi sembra una buona occasione per pubblicare un ringraziamento. Per la recensione dell’ultimo album che mi ha fatto riascoltare dopo tanti anni questa grande cantautrice che merita di essere riscoperta e riascoltata attentamente.

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