Here Today, Gone Gone Gone Gone Tomorrow

E così ieri ci ha lasciati anche l’ultimo dei Ramones originali, Thomas Erdélyi, detto Tommy, il batterista, che i Ramones li aveva lasciati a inizio 1978 perché stanco di tour e deluso dalle vendite modeste. Senza in realtà lasciarla mai davvero quella famiglia disfunzionale, visto che rimaneva per produrre il quarto album e all’altezza dell’ottavo tornerà (gli dobbiamo anche le regie di “Tim” dei Replacements e “Neurotica” dei Red Kross) a sedersi dietro il mixer. Adesso sì.

Così raccontavo una ristampa di “It’s Alive” a un pubblico che presumibilmente i Ramones li ha sempre detestati.

Ramones - It's Alive

Si può essere inetti e geniali? Sì, se si suona rock’n’roll, e mai band ne ha dato dimostrazione più eclatante dei Ramones, gli iniziatori del punk essendosi formati nel 1974 e del punk avendo pure inventato il look. Metà del quale in realtà era un omaggio un po’ agli anni ’50 (i giubbotti di pelle) e un po’ ai ’60 (le chiome a caschetto). Non era l’unico debito con il passato di un complesso che non faceva che prendere il rock pre-Beatles, il pop alla Phil Spector e il surf, centrifugare il tutto e rispararlo fuori a cento all’ora e ridotto ai fondamentali: due accordi, una melodia, un coro. Per scelta… uh… filosofica, ma anche per via di una padronanza degli strumenti a dir poco approssimativa. Ciò nonostante e proprio per questo: il gruppo più esilarante che si ricordi. E ascoltando questo fenomenale (ventotto canzoni, ventotto classici) doppio fresco di ristampa (cinquanta euro: fa quasi uno al minuto) mi scappa da ridere pure perché ne sto segnalando l’uscita a un pubblico sostanzialmente di audiofili. Registrato al Rainbow di Londra il 31 dicembre 1977 in uno degli ultimi spettacoli con la formazione originale, ufficialmente, e considerato uno dei migliori live di sempre: solo molto dopo si verrà a sapere che dal vivo c’è giusto la batteria e tutto il resto venne reinciso in studio. L’assenza di errori vistosi avrebbe dovuto insospettire.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.304, ottobre 2009.

12 commenti

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12 risposte a “Here Today, Gone Gone Gone Gone Tomorrow

  1. Incredibile destino quello dei Ramones. Una strage, praticamente.

  2. che la morte di uno dei tanti cialtroni del r’n’r abbia messo in ombra quella di un grande musicista e uomo notevole come charlie haden non mi stupisce trovandoci in queste lande sciagurate. Mi rammarica che succeda anche in questo blog.

    • Mi sembra un commento veramente fuori luogo, che offende in un colpo la memoria di due persone e in special modo quella di Charlie Haden. Se Tommy Ramone non era altro che “uno dei tanti cialtroni del r’n’r” rivendico io pure l’appartenenza alla medesima categoria.

      • marktherock

        posso rivendicare anch’io l’iscrizione al medesimo club di cialtroni? orgogliosamente.

      • Sulle tue/ vostre appartenenze non discuto. Che con quel post abbia offeso la memoria di Charlie Haden quando invece ne vorrei con forza una adeguata commemorazione, mi dispiace, ma non lo capisco. Aveste fatto un giro in rete a leggere gli stentati e penosi pezzulli che gli sono stati dedicati, capireste forse la mia indignazione.

      • E in tutto questo Tommy Ramone, che ha avuto il torto di morire lo stesso giorno, cosa c’entra?

      • Mettiamola così. L’undici c.m. è morto un musicista piuttosto bravo nel suo strumento. Non solo per codesto motivo, partecipò a e diresse alcune fra le registrazioni più innovative e provocatorie della storia della musica. Nella sua lunga carriera suonò veramente con tutti, al di là dei confini di generi e stili. Questo tizio era anche un libertario, di sinistra, terzomondista e sostenitore delle rivoluzioni popolari, al punto di suonare una canzone dedicata ad un rivoluzionario comunista durante un tour in una paese controllato da una dittatura e per questo essere arrestato, espulso e perseguito anche dal suo paese di origine. Non dimentichiamo che in gioventù ebbe anche problemi con sostanze varie e fu uno spirito inquieto per buona parte della sua vita. Insomma un vero punk, uno degli ultimi. Charlie Haden.

      • giuliano

        Nessuno, però, mi pare abbia minimamente messo in dubbio la statura di Charlie Haden. Più significativo quello che ha fatto per il progresso dell’umanità con sua Liberation Music Orchestra di tutto quello che hanno detto o fatto i Ramones in tutta la vita: non c’è dubbio.
        Continuo però a non capire la relazione con Tommy Ramone. Il blog di Eddy, peraltro, si occupa pressoché quasi esclusivamente di rock. Comunque, se ciò è servito a ricordare una grandissima figura come quella di Haden, anche questa piccola polemica ha avuto magari un senso, al netto delle parole su TR, davvero ingenerose.

  3. Giancarlo Turra

    Caro Serbelloni Mazzanti, Signori Cialtroni si nasce. E meno male.

  4. Giancarlo Turra

    Mi permetto di aggiungere che ricavo piacere – di diversa tipologia, è chiaro, ma non meno intenso – ad ascoltarmi la Liberation Music Orchestra e “Leave Home”. O Paul Bley e i Suicide, i Soft Cell e i Can, Miles Davis e gli 808 State, o…

    Tra le tante cose che il VMO mi/ci ha insegnato negli anni, l’apertura mentale in fatto di gusti musicali è, per come la vedo io, il più importante e solido.

  5. Visti i commenti, spero quindi di non morire lo stesso giorno di Gigi D’Alessio, perché oscurerebbe la mia memoria… 😀

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