Emozioni da poco (39): Traffic

Dal numero di “Velvet” datato novembre 1990, ultima tappa di questo viaggio duplicemente a ritroso. Forse da quel giornale e dai primi cinque anni (’83-’88) di “Mucchio Selvaggio” recupererò ancora qualcosa e forse no. Nel secondo caso, non avrei potuto immaginare un congedo migliore, per me, dall’epoca del mio apprendistato. Adoravo allora i Traffic e li adoro tuttora.

Cheap Thrills 21

4 commenti

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4 risposte a “Emozioni da poco (39): Traffic

  1. Bellissimo articolo, ma che fine hanno fatto The Low Spark of High-Heeled Boys (forse il momento più alto dopo John Barleycorn) e lo splendido live Welcome To The Canteen (terzo ed ultimo rientro in formazione dell’ispiratissimo Dave Mason)? Una cosa è certa, i Traffic portarono una ventata di freschezza musicale senza precedenti. Tra le altre cose, album come The Low Spark of High-Heeled Boys ed il più jazzato shoot out at the fantasy factory fanno fuori, in un baleno, molti album dell’epoca progressive – pur non rientrando (del tutto) in questa.

  2. husker

    Un gruppo straordinario e, come si suol dire, seminale (enorme, tanto per fare un esempio, l’influenza sul Paul Weller solista) su cui mi sembra che sia sceso un incomprensibile disinteresse critico. John Barleycorn è un capolavoro assoluto di quel periodo, ma secondo me andrebbe parecchio rivalutato anche il melting pot del periodo sucessivo

  3. Fuori tempo come spesso mi accade, vorrei parlarti di Welcome to the Canteen.
    Non so perché ma quel live per me è la più bella sintesi delle qualità dei Traffic, forse la più ricca e la migliore fusione delle doti di tutti i componenti anche passeggeri di quel gruppo. Forse non è giusto chiamarli neppure Traffic perché è qualcosa di più, una strarodinaria esplosione del mondo Traffic. Winwood non fa mai mancare il suo estro esuberante e Dave Mason forse non suonerà più così, in una straordinaria tra loro confusione di stili, con Capaldi e Gordon che esprimono una stradordinaria e peculiare energia, ben affiancati dalle perussioni di Kwaku Baah e dallo straordinario basso di Grech, insieme a Wood che arricchisce le musiche di straordinarie, peculiari atmosfere,
    Che ne pensi Eddy?

    • Non esistono commenti fuori tempo in un blog in cui ormai si recensiscono i dischi mediamente un tre mesi dopo l’uscita. 😉
      Penso che sono d’accordo con te, oggi, praticamente in tutto.

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