Povera Mama Cass (Dream A Little Dream Of Me)

Mama Cass Elliot - Dream A Little Dream Of Me

Povera Mama Cass. Nei Mamas & The Papas non era quella che scriveva i pezzi, firmati quasi tutti da John Phillips, né colei per cui sbavavano i fans, in estasi per la bellissima moglie di John, Michelle. Lei era quella simpatica e brutta, giunonica per usare un’espressione politicamente corretta. Eppure naturalmente predisposta allo stardom e difatti l’unica a sopravvivere artisticamente e commercialmente allo scioglimento del gruppo. A esplicitare in maniera clamorosa che lei con il suo corpo non aveva problemi, forse ce li aveva il resto del mondo, sui manifesti pubblicitari per quello che fu, nel 1968, il debutto solistico e che aveva lo stesso titolo di questa raccolta, si faceva immortalare nuda, il corpaccione adagiato su un tappeto di fiori. Però qualche complesso doveva in fondo averlo se era una dieta troppo radicale a portarla alla morte per infarto nel 1974, non ancora trentatreenne. Povera Mama Cass, che doveva pure subire l’ingiuria postuma di una storiella apocrifa a lungo circolata che la voleva soffocata da un panino, l’ingorda. Povera Mama Cass, talento sprecato, come “Dream A Little Dream Of Me” abbondantemente certifica, con un catalogo assolutamente non all’altezza di una voce sublime sempre in bilico fra esuberanza e vulnerabilità: folk-pop inondato d’archi, svenevoli ballate country, bubblegum, sinatrismi d’accatto. Povera Mama Cass.

Pubblicato per la prima volta su “Il Mucchio”, n.611, giugno 2005. Di Mama Cass Elliot ricorreva ieri il quarantesimo anniversario della prematura scomparsa.

1 Commento

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Una risposta a “Povera Mama Cass (Dream A Little Dream Of Me)

  1. Hai ragione: povera Mama Cass. Ma oggettivamente la gloria dei Mamas & Papas (gloria, poi: una canzone immortale; un’altra, “Monday Monday”, ricordata con affetto da molti; il resto smarrito nei meandri della stagione più feconda del rock) ha altre radici. Brava ma nulla più.
    Poveretta, in ogni caso; e si dimostra che lo show biz non cambia mai, che ci si scaldi al sole dell’Estate dell’Amore o che si commentino brani di Justin Bieber su un host di video: l’apparenza è sostanza. Purtroppo.

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