The Cure 1978-1996 (14): Entreat

Entreat

Pictures Of You. Closedown. Last Dance. Fascination Street. Prayers For Rain. Disintegration. Homesick. Untitled.

Fiction, marzo 1991 – Registrato dal vivo alla Wembley Arena di Londra nel luglio del 1989 – Tecnico del suono: Smudger – Produttori: Bryan “Chuck” New e Robert Smith.

All’indomani della pubblicazione di “Disintegration”, orfani per la prima volta in quattordici anni di Lol Tolhurst (la cui esclusione da momentanea si farà, da lì a fine anno, definitiva), i Cure attraversarono l’Europa da un capo all’altro, riscuotendo ovunque (suonarono per la prima volta anche oltre Cortina) un enorme successo. L’atmosfera di depressione che aveva dominato le sedute d’incisione di “Disintegration” si era dissolta e nella banda Smith il morale era alto. Il “Prayer Tour” si concluse in luglio con tre affollatissimi concerti alla Wembley Arena che il biografo ufficiale del gruppo Steve Sutherland considera “forse i migliori in assoluto, soprattutto l’ultimo, della storia dei Cure”. Queste date vennero registrate e nel marzo del 1990 stazioni radio e giornalisti amici si videro recapitare un CD solo promozionale che era una sorta di versione live di “Disintegration”, con otto dei dodici brani di quell’album in scaletta, esattamente nello stesso ordine del disco in studio. Come era facilmente prevedibile da lì a poco cominciarono a circolare, vendute a caro prezzo nonostante nel frattempo sei titoli su otto avessero trovato una stampa ufficiale su mix e mini-CD, edizioni pirata di quel compact. Per metterle fuori mercato, a un anno esatto dalla sua prima uscita “Entreat” venne distribuito commercialmente.

Il secondo LP dal vivo dei Cure può dunque essere considerato una specie di incidente di percorso. Non è un brutto disco: è ben prodotto, ottimamente suonato e le canzoni che mette in fila sono di buona stoffa, ma il fatto che provengano tutte dallo stesso lavoro in studio è un grosso handicap. Un altro punto a sfavore è che le versioni dal vivo non differiscono, se non per quasi indistinguibili sfumature, da quelle già note e dunque quanto ci si ritrova in mano è “Disintegration” meno quattro brani, più gli applausi e il vociare del pubblico.

Difficile parlare male di “Entreat”. Impossibile non considerarlo un’opera superflua se non per chi dei Cure vuole avere tutto, ma proprio tutto.

Pubblicato per la prima volta, in forma diversa, in Avventure immaginarie, Giunti, 1996.

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