Meglio del viagra? George Benson In An Erotic Mood

George Benson - Erotic Moods

Che razza di personaggio pazzesco Paul Winley, uno che a raccontarne la vita si stenta a credere a quello che si sta dicendo: autore di canzoni doo wop per i Clovers del fratello Harold e rhythm’n’blues per Ruth Brown e Big Joe Turner, collaboratore di Ahmet Ertegun alla Atlantic e quindi discografico in proprio alla testa di un’etichetta battezzata con il suo stesso nome per la quale usciva una delle prime raccolte di rock’n’roll e incidevano gruppi vocali di primissimo livello e successo quali Paragons, Jesters, gli stessi Clovers. Già non sarebbe male, dovendo aggiungere come gustoso dettaglio il matrimonio con Ann, donna di pari talento con una penna in mano e davanti uno spartito da riempire. L’incredibile arriva ora: messa fuori gioco nei primi ’60 dai mutati gusti musicali, la casa discografica dei due inseparabili coniugi riemerge intorno al giro di boa dei ’70 pubblicando discorsi di Malcolm X, ballabili e soprattutto rap. Una faccenda di famiglia nell’ultimo caso, visto che le prime rapper in assoluto sono… Tanya e Paulette, figlie di Paul e Ann. L’uomo che aveva dato alle stampe una delle prime raccolte di rock’n’roll è lo stesso che nel 1979 firma la prima collezione (la collana “Super Disco Brake’s” arriverà a contare sei volumi) di break: impossibile sopravvalutarne l’impatto sulla nascente cultura hip hop.

Che razza di chitarrista pazzesco George Benson, uno dei pochi con nelle corde sia lo swing che l’errebì e il funk, a suo agio con il pop così come a fianco di Miles Davis. Pure un eccellente cantante, un po’ Donny Hathaway e un po’ Stevie Wonder, ed era quello che lo rendeva ricco ma lo fregava quando nel ’76 This Masquerade, sorprendendo lui per primo, diventava una hit da Top 10. Sarebbero seguite schifezze inenarrabili quali Give Me The Night e se il suo conto in banca ne beneficiava assai la reputazione ne sarebbe rimasta rovinata per sempre. Per sempre?

Tempo di revisionismo, brothers and sisters, e non si potrebbe immaginare scusa migliore per dare il via al processo di questo “Erotic Moods”, che vedeva la luce (soffusa) nel 1978 ma contiene incisioni che risalgono anche a due anni prima, tutta farina del sacco di Paul e Ann Winley a livello di scrittura ma con il titolare autentico mattatore per quanto attiene alle esecuzioni. A parte che il lettore più attempato potrà, acquistandolo, risparmiare notevolmente da lì in poi sul viagra, è uno di quegli album capaci di regalare un sorriso e far battere il piedino a chiunque. Si va da una title track gustosamente santaniana al blues sferzante di Fed Up e a quello languidissimo di Sweet Taste Of Love passando per i groove mostruosi di Loose Joints e Overture Erotic. Ad arricchire a dismisura non l’interprete bensì gli autori sarà la traccia numero cinque su sei, Smokin Cheeba-Cheeba, non subito ma nell’89, quando Tone-Loc la campionerà estesamente con esiti multimilionari.

Pubblicato per la prima volta su “Il Mucchio”, n.659, giugno 2009.

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