The Cure 1978-1996 (17): Paris

Paris

The Figurehead. One Hundred Years. At Night. Play For Today. Apart. In Your House. Lovesong. Catch. A Letter To Elise. Dressing Up. Charlotte Sometimes. Close To Me.

Fiction, ottobre 1993 (album doppio; la versione su CD è singola) – Registrato dal vivo allo Zenith di Parigi nell’ottobre del 1992 – Tecnici del suono: Ray Mascarenasi e Mark Robinson – Produttori: Bryan “Chuck” New e Robert Smith.

Tanto “Show” è vivace, tanto “Paris” è introverso e se non li si direbbe mai dischi di gruppi diversi è solamente perché la voce di Robert Smith è caratteristica e caratterizzante quasi quanto quella di un Michael Stipe. Se c’è quella voce sono i Cure, punto (lo sa bene Parry, che non a caso – ricorderete – si preoccupò che sul 33 giri dei Glove non fosse Smith a cantare). L’ombrosità di “Paris” dopo l’estroversione di “Show” deriva senz’altro anche da due fattori accessori: il fatto che fu registrato in autunno, mentre il suo predecessore immortala una notte di inizio estate, e che venne posto su nastro in un paese che adora i Cure nel loro insieme ma ne ama soprattutto il versante gotico. È però in primo luogo una scelta consapevole e studiata fin nei dettagli, come l’articolarsi della scaletta dimostra eloquentemente.

Si parte con due brani da “Pornography” e si torna poi persino più indietro nel tempo pescando per ben tre volte – At Night, Play For Today e In Your House – nell’ancora più antico “Seventeen Seconds”. L’estratto di “Wish”, Apart, che viene inserito a separare i primi due dall’ultimo è non a caso, fra i dodici episodi che compongono quell’album, il più ripiegato su se stesso, quello che maggiormente ricorda i trascorsi dark della banda Smith. E l’altra canzone proveniente da “Wish” è la romanticissima A Letter To Elise. Se si aggiunge che anche delle scintillanti Catch (da “Kiss Me Kiss Me Kiss Me”) e Close To Me (da “The Head On The Door”), l’una e l’altra 45 giri di successo, vengono offerte versioni particolarmente sobrie, sarà chiaro che se “Show” era fatto su misura per relegare il passato gotico dei Cure nei ricordi “Paris” lo riattualizza, individuando lo scuro filo che percorre tutta la storia del complesso intrecciandosi con la sua trama fondamentalmente pop.

Discograficamente “Paris” costituisce l’addio al gruppo di Porl Thompson, che nel 1995 si unirà a Robert Plant e Jimmy Page, e Boris Williams. È un addio in tono un po’ minore.

Pubblicato per la prima volta, in forma diversa, in Avventure immaginarie, Giunti, 1996.

2 commenti

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2 risposte a “The Cure 1978-1996 (17): Paris

  1. È il primo disco dei Cure che ho comprato, un’atmosfera favolosa, notturna e scintillante. Cosa ne pensi del bootleg semiufficiale Entreat?

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