Don’t Stop ’Til You Get Enough (quando Michael Jackson era invincibile)

Avendo fatto il 25 giugno del 2009 la tristissima fine che sapete, l’uomo di “Thriller” (per chi non lo sapesse: l’album più venduto di tutti i tempi) non compie oggi cinquantasei anni. Quando le prime pagine dei giornali erano ancora piene di articoli su una morte controversa se possibile anche più di una vita con tante ombre, mi venne chiesto di scegliere un disco per ricordare l’artista Michael Jackson. Non esitai mezzo secondo. Il mio voto andò a “Off The Wall”.

Michael Jackson - Off The Wall

Sulla copertina di “Off The Wall” – che nel comune ricordare è il suo esordio da solista quando ben quattro LP lo avevano preceduto: però in fondo ha ragione il comune ricordare – Michael Jackson dimostra esattamente i ventun’anni da compiere che aveva ed è nero (incredibile) e sorridente (ancora più incredibile). Ha un’aria guascona, la faccia di chi sa che non potrà che vincere e ignora che proprio il susseguirsi dei trionfi gli negherà ogni possibilità di una vita normale. Non sapendolo, si gode una duplice indipendenza: dai Jackson 5 se non dalla famiglia e da quella Motown che se l’è cresciuto orgogliosa e tiranna quanto il padre Joe. Alla prima uscita su Epic il ragazzino più vecchio del mondo (già quindicennale la carriera) fa saltare il banco come nemmeno il più ottimista dei discografici avrebbe pronosticato: quattro singoli nei Top 10 USA, due al numero uno e record di vendite che “Thriller” polverizzerà, ma per intanto sono dei signori record. Meritati? Assolutamente sì.

“Off The Wall” non è il capolavoro (troppo altalenante la qualità) che si dice che sia. Ci va però vicino e a portarlo lì sono guarda caso i tre brani su dieci firmati dal titolare e tutti sistemati su quella che in origine era la prima facciata: in due – Don’t Stop ’Til You Get Enough e Get On The Floor – si rasentano apici di funkitudine mai raggiunti da mortale che non si chiamasse James Brown. Piace notare che non occorre consultare i crediti per attribuire I Can’t Help It a Stevie Wonder e al maggiore. Dispiace dovere viceversa rilevare che Girlfriend è il Paul McCartney più formulaico di cui si abbia memoria. Il resto è quasi tutta disco allo stato – al tempo – dell’arte. Con “Thriller” Jackson andrà definitivamente a collocarsi nell’universo del pop e resterà dunque questo il suo più grande contributo alla storia della black.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.303, settembre 2009.

2 commenti

Archiviato in anniversari, archivi

2 risposte a “Don’t Stop ’Til You Get Enough (quando Michael Jackson era invincibile)

  1. Favoloso riempi-pista per ogni età ed epoca. Impossibile stare fermi!

  2. marktherock

    ed infatti per me fu un vero colpo al cuore vedere nella lista dei 1000 dischi della Giunti far bella mostra di sè “Thriller” e non questo, al punto che dovetti quasi pensare non esistessero più i Venerati Maestri di una volta…;)) si scherza, in realtà capisco perfettamente le ragioni dell’inserimento di quel tale blockbuster, ma sostengo che “Off the Wall” sia veramente un capolavoro, che avrebbe quasi attinto la perfezione se mondato da quei due orrori da coma diabetico che sono “Girlfriend” e soprattutto “She’s out of my life”. E Rod temperton sapeva il fatto suo almeno quanto Quincy Jones

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...