Malavitosi, latin soul e la nascita della salsa: la leggenda della Fania Records

El Barrio - Gangsters, Latin Soul & The Birth Of Salsa

Come è proprio delle leggende, su alcune date degli inizi di questa vicenda c’è incertezza o come minimo approssimazione. È più o meno assodato ad esempio che fu nel 1964, ma esattamente quando non si sa, che una consolidata celebrità della musica latino-americana, il polistrumentista dominicano (flautista, principalmente) Johnny Pacheco, e uno sconosciuto avvocato newyorkese, Jerry Masucci (“a little man with big cojones”, secondo la fulminante definizione di James Maycock), univano le forze per fondare un’etichetta discografica che battezzavano Fania. Nata per consentire al primo di pubblicare in libertà in un momento in cui le multinazionali erano in tutt’altre faccende affaccendate, sarebbe diventata il marchio leader di uno dei settori più floridi dell’industria nei primi ’70. Ma non è sicuro se fu nel ’68 o nel ’69 (e dire che dall’evento furono tratti due live) che, con un concerto in un club minore della Grande Mela, il Red Garter, faceva la sua prima apparizione alla ribalta la big band di stelle della casa, Fania All-Stars, assemblata con il modesto intento di ottimizzarne le iniziative promozionali. Un altro è allora il giorno inciso a cubitali lettere d’oro negli annali di una musica che è riduttivo definire salsa e basta (lo si fa per intendersi), quando in essa confluivano con le tradizioni cubana (principalmente) e poi messicana tanto jazz e una non meno robusta dose di soul e funky ed errebì, e rock non solo nell’accezione santaniana del termine, e un mucchio di Africa. È il 26 agosto 1971. In quella sera bollente non soltanto sotto il profilo meteorologico in quattromila si accalcavano in una sala per concerti, il Cheetah, abilitata ad accoglierne al massimo la metà per lo spettacolo con cui Fania All-Stars diventavano un gruppo vero e proprio, seppure dalla formazione sempre “aperta”. E che gruppo! Il più cruciale che la musica latina abbia mai conosciuto. Non c’è nessuno che in quell’ambito abbia rappresentato qualcosa che non sia in qualche modo o momento passato per le sue fila, da membro ufficiale, da ospite in un disco, in un tour o semplicemente in una delle interminabili jam che ne hanno fatto un Mito persino più delle tante canzoni assurte all’Olimpo dei classici. Come si annotava lo scorso mese, per dare un’idea del boom vissuto dalla salsa nei primi ’70 basti annotare che da lì a tre anni in quarantamila si ritroveranno allo Yankee Stadium per applaudire Fania All-Stars, e ballare fino allo sfinimento, e addirittura in ottantamila in un altro stadio ma africano, quello di Kinshasa, epocale concerto a contorno dell’epocale match di pugilato fra Muhammad Ali e George Foreman immortalato nel film Live In Afrika. Avevano già provveduto rispettivamente Our Latin Film e Salsa – The Film a fermare su pellicola gli altri due concerti di cui sopra.

Campioni di vendite al loro tempo in modi e quantità di cui le classifiche non diedero mai adeguatamente conto, come spesso capita a musiche che godono di grandissima popolarità ma in segmenti commerciali specifici e per così dire “etnici” (un buon parallelo può essere fatto con l’incredibile mercato che ha da noi certa musica napoletana, senza che di ciò si trovi traccia nelle graduatorie ufficiali di vendita), i dischi della Fania erano diventati nel tempo una sempre più esosa faccenda per collezionisti, soprattutto dj. Questo fintanto che qualche anno fa la benemerita (sorge però qualche perplessità sulla legalità di tali ristampe) Vampisoul non ha preso a rieditarli in sempre più massicci quantitativi. Ora che la stessa Fania, rediviva, ha messo mano al mostruoso catalogo l’appassionato avrà da scialare più di quando doveva rivolgersi ai mercanti di rarità, con però la consolazione di potere comprare cinque, sette, dieci con i soldi con cui prima poteva acquistare uno o due, al massimo. Fantastica una prima emissione in cui spicca, per quanto riguarda le All-Stars, il secondo dei due succitati “Live At The Red Garter”. Ma sono una festa non meno grande, per orecchie incantate dalla raffinatezza di melodie dall’immediatezza ingannevole e piedi che se ne vanno per conto loro sui binari di grooves invincibili, una memorabile, omonima collaborazione fra lo stesso Pacheco e la diva massima della canzone cubana Celia Cruz e “Acid” del percussionista Ray Barretto, “Riot!” del pianista Joe Bataan e l’esplosivo “Bang! Bang! Push Push Push” del maestro di boogaloo Joe Cuba, l’ammiccantissimo “Ali Baba” del timbalista Louie Ramirez e un incantevole “Black Out” in cui Monguito Santamaria, pianista esimio, dà eclatante dimostrazione del fatto che in famiglia non tutto il talento apparteneva al patriarca (Mongo: ça va sans dire). Un’avvertenza: è roba che può dare assuefazione, una volta che la si è assaggiata e ci si è arresi alla sua ipnotica danzabilità, ma che a un orecchio non avezzo potrebbe pure parere un’indistinta e respingente massa di suoni da un altro pianeta. Vale come assaggio ideale per capire se la ricetta può piacere la raccolta “El Barrio”. Sottotitolo: “Gangsters, Latin Soul & The Birth Of Salsa”.

Pubblicato per la prima volta su “Il Mucchio”, n.626, settembre 2006.

2 commenti

Archiviato in archivi

2 risposte a “Malavitosi, latin soul e la nascita della salsa: la leggenda della Fania Records

  1. Mimmo Monopoli

    Eddy grazie,come sempre per il prezioso suggerimento,infatti,dopo aver letto il tuo articolo,ho cercato la raccolta che segnalavi e l’ho trovata e acquistata su Amazon; e proprio su Amazon ho visto il box Philadelphia International dedicato al Philly Sound e pertanto voglio chiederti il tuo giudizio compèlessivo su quel “suono”,sulle produzioni del trio Gamble,Huff,Bell e quindi se vale la pena di acquistarlo.Grazie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...