Lenny Kravitz – Strut (Roxie)

Lenny Kravitz - Strut

Ci si abitua a tutto, alle cose belle, a quelle brutte, a considerare di default Lenny Kravitz il fantasma del grande artista che fu. Uno che a cavallo fra ’80 e ’90 incastonò un capolavoro quale “Mama Said” fra il già eccellente “Let Love Rule” e l’ancora pregevole “Are You Gonna Go My Way”. Uno che non diceva nulla di nuovo e nondimeno lo diceva splendidamente, firmando canzoni egualmente ispirate a Curtis Mayfield e John Lennon, a Sly Stone come a Jimi Hendrix ed erano canzoni che al loro meglio quasi eguagliavano il meglio di cotanti maestri. E poi basta. Nel preciso momento in cui da star si faceva superstar (non dico che le due cose siano consequenziali, ma il sospetto c’è) l’artista newyorkese da epigono di classe si trasformava in macchietta, nel mediocre “Circus”, nell’imbarazzante e vendutissimo “5”. Senza mai riprendersi e anzi sempre più una parodia di un certo tipo di musicista rock. Uno che quando esce un suo album (e da inizio millennio ne aveva pubblicati a oggi altri quattro) un mezzo ascolto glielo dai per dovere, ma già a metà della prima canzone sai che tutte le altre ti sembrerà di averle già sentite e che faticherai ad arrivare al fondo.

Però “Strut” parte insolitamente bene, al netto del fastidio che dà (madonna che arroganza) che il pezzo si chiami Sex. Perdonabile, a fronte di un funk di questa efficacia. E tiene fino alla fine, a una cover piacevole quanto superflua del classico dei Miracles Ooo Baby Baby, riparando a ogni eccesso di ruffianeria (il rockaccio fra Oasis e Black Crowes Dirty White Boots, il Lennon più “cheap” evocato da Happy Birthday) con una zampata di classe (graffia più di tutte una I’m A Believer irresistibilmente al bivio fra soul e power pop). Ci si potrebbe azzardare a parlare di rinascita e chi mai se lo sarebbe aspettato.

6 commenti

Archiviato in recensioni

6 risposte a “Lenny Kravitz – Strut (Roxie)

  1. Roberto

    Circus era bellissimo! Quelli dopo in effetti delle grosse merde.
    Dal vivo ha sempre meritato però.

  2. Meno male, lo avevo dato per perso oramai !

  3. Mork

    Uno con quegli addominali non può essere un bravo musicista! 😀

  4. Massimo

    La parabola artistica di Lenny Kravitz mi ricorda un pò quella di Ben Harper, un altro pieno di talento che, a differenza del primo, pur realizzando lavori mediocri, si è mantenuto ad un livello perlomeno dignitoso.

    • Francesco

      Non direi, molto meno mainstream Ben Harper che, in ogni caso, parecchi dischi più che mediocri li ha fatti. Non ne saprei definirne alcuno un capolavoro assoluto, ma specialmente con gli innocent era un bel sentire e vedere, specialmente dal vivo.

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