L’orrore! L’orrore! I “Quadri di un’esposizione” secondo EL&P

Non proprio agli albori ma comunque nei primi tempi di quella splendida avventura (per chi ci si impegnò; per la proprietà era un “asset”) che fu “Extra” decidemmo, tanto per divertirci un po’, di compilare una lista dei cento peggiori dischi della storia del rock. Naturalmente pretesi di scrivere io, fra le altre, la scheda di quel singolo album che ci ispirò all’impresa.

Emerson, Lake & Palmer - Pictures At An Exhibition

Che gli Emerson, Lake & Palmer non potessero non figurare in questa lista e in una posizione di tutto riguardo era assolutamente scontato, visto che si può dire che siano stati loro a ispirarci alla dissennata avventura. Il difficile è venuto dopo, quando si è trattato di eleggere un unico titolo a rappresentarli, dacché il direttore non voleva purtroppo derogare alla regola “un solo disco per gruppo o solista” e non si poteva dunque inserirli in ogni fascia, come sarebbe stato giusto e doveroso. Fatto è che tredici dei quattordici album che compongono la loro discografia (la ballata Lucky Man salva il primo e omonimo) potevano legittimamente aspirare a essere indicati fra i venti supremi orrori della storia del rock. Tutti e tredici insieme. Ma bisognava sceglierne uno e la sapete una cosa? Questi tristi figuri hanno fatto ben di peggio di “Pictures At An Exhibition”, con apici inenarrabili in un triplo live insopportabile fin da un chilometrico titolo (“Welcome Back My Friends To The Show That Never Ends, Ladies & Gentlemen… Emerson, Lake & Palmer”) che suonava e suona come una minaccia assai più che una promessa e nei due volumi di “Works”, che con formidabile tempismo vedevano la luce nel 1977, l’anno del punk, e causavano la bancarotta del trio quando decideva di portarli in tour con un’orchestra. Decisione salutata da frizzi e lazzi e arene semideserte, quelle stesse che nella prima metà dei ’70 i tre avevano colmato in ogni ordine di posti con uno spettacolo circense (durante il quale quel fineur di Emerson era uso accoltellare le sue tastiere, o farle esplodere) in cui fra fumi e laser dispensavano la loro greve lettura di spartiti in prevalenza di autori classici.

È perché indicò la paludosa strada che abbiamo optato per “Pictures At An Exhibition”. È perché amiamo particolarmente gli originali Quadri di un’esposizione di Musorgskij e Lo schiaccianoci di Ciaikovskij ed Emerson, Lake & Palmer ci hanno a lungo reso impossibile gustarceli.

Pubblicato per la prima volta su “Extra”, n.9, primavera 2003.

6 commenti

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6 risposte a “L’orrore! L’orrore! I “Quadri di un’esposizione” secondo EL&P

  1. StefanoS

    Quel numero di Extra! (che custodisco gelosamente in una cassetta di sicurezza di una banca svizzera assieme al 45 giri di Ramaya e uno di Nanu Galderisi che celebrava lo scudetto del Verona del 1985) è tra i migliori di sempre!

  2. giorKo

    Proprio ieri ho consigliato al mio amico Max il blog di Eddy. Lui è un fan appassionato di EL&P, Yes, Genesis, etc.
    Penserà che gli ho teso un agguato! Max, se un giorno mai dovessi leggere queste righe, ti giuro che non ne sapevo niente. Per quanto riguarda il mitico numero di Extra ricordo ancora le risate a crepapelle provocate dalla lettura di quelle fantastiche e cattivissime recensioni.

  3. giorKo

    Le ho rilette tutte. 100 recensioni, 100 piccoli capolavori impregnati di ironia e orgogliosa scelta di campo. Mentre lo facevo montava però sempre più un dubbio: oggi quante di quelle mostruosità musicali sarebbero stroncate così brutalmente? A mio parere ben poche! Il mainstream in questi ultimi anni ha vinto, stravinto, e anche le riviste e i blog e i siti più battaglieri possono ben poco per rendere questo strapotere meno disturbante.

  4. Francesco

    concordo con gli amici che hanno già scritto sopra, quel numero di extra fu un vero spasso. la stroncatura dei bee gees epica, ma il podio sempre e comunque va agli elp, che solo a scriverne il nome mi viene l’orticaria. peggio degli yes, il che è tutto dire, almeno dalle mie parti

  5. Antonio

    ….ihihihi!sono tra i miei preferiti di sempre…e Pictures at an exhibition il mio preferito della loro discografia!…com’è bello volersi bene nelle diversità!:)

    • Fabio

      Gli Emerson sono stati grandi fino a “Works”:
      ” Love Beach e “Black Moon” cioè gli ultimi due non li ho comprati,come
      le ultime Raccolte. L’epoca era finita .Anche “Come Taste The Band” dei
      Deep Purple non lo comprai e i Deep a Tokio e non solo, sono stati
      molto in gamba.
      Questione di gusti, siamo in accordo ma non si può paragonare
      gli Emerson a Mussorgsky o addiritura a Tchaikovsky autore di sinfonie
      memorabili che hanno fatto la storia della musica classica occidentale.
      Io adoro la musica classica (ne ho più di trecento nastri registrati con un
      buon Nakamichi andato in panne e un centinaio di LP), eppure ho tutta
      la tetralogia di Wagner ma (a parte qualche pezzo) non la sopporto.
      Richard a mio parere è’ troppo prolisso, per non parlare del “Rienzi”;
      della quale Hitler era innamorato e Mussolini la fece mettere in scena a
      Roma durante la visita del Dittatore tedesco. Una barba superiore alle
      5 ore se non vado errato . Concludendo ben vengano i “Quadri ” di
      Mussorgsky ai quali si sono ispirati gli E.L.& P. per la loro versione stile
      moderno o progressive che è molto bella, se guardiamo la differenza
      di epoca e Strumenti: un esempio il moog.
      Oltretutto hanno avuto il merito di far conoscere maggiormente il compositore russo (autore di “Senza Sole”, una sorta di lied russi che
      consiglio), preda dell’alcool fino a morirne, senza il quale forse
      sarebbe stato un musicista maggiore. Vedi i grandi musicisti moderni
      come Hendrix, Morrison etc. etc. uccisi dalle sostanze stupefacenti
      allo zenith della loro carriera. Fabioo ‘961 30/04/2018

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