The Pop Group – Citizen Zombie (Freaks R Us)

The Pop Group - Citizen Zombie

Ancora disturbante per quanto è adrenalinico, si può a malapena evocare oggi in che misura risultò inaudito nel 1979 l’urticante industrial-ska di She’s Beyond Good And Evil, debutto a 45 giri del – mai nome così bugiardo! – Pop Group, da Bristol. Così, qualche mese dopo, la parimenti vetriolica declamazione punk-funk di We Are All Prostitutes. E quelli erano i singoli! Ben più alieni risultarono i due LP – “Y” e “For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder”: caotiche per quanto in una loro strana maniera danzabili collisioni di punk e free jazz, noise e dub – realizzati dal complesso prima di una diaspora che dava vita a Rip Rig & Panic, Maximum Joy, Pigbag. Optava invece per la carriera solistica Mark Stewart e al confronto dei suoi primi dischi (“Learning To Cope With Cowardice”, ma soprattutto l’estremissimo “As The Veneer Of Democracy Starts To Fade”) i lavori della casa madre sembreranno pop sul serio. Così come appariranno un po’ più potabili che nel ricordo quando li si ritirerà fuori nel 2010, alla notizia del tutto inattesa che Stewart aveva rimesso insieme la band per alcuni concerti. Un paio dei quali in Italia e chi scrive fu testimone, dapprima scettico e poi ammirato, di uno. E adesso un album nuovo.

Che ci si possa interrogare sul senso del riesumare tre decenni e mezzo dopo ciò che fu avanguardia ma da allora è entrato nel canone della popular music, ci sta. Che “Citizen Zombie” non aggiunga nulla di indispensabile alla vicenda dei Bristoliani è innegabile. Ma a prenderlo in sé e per sé è un buon disco, che non prova a rifare i predecessori, optando piuttosto per un arrotondamento degli spigoli e un’organizzazione più lineare del sound. Ci scappa persino un pezzo – S.O.P.H.I.A., molto Talking Heads – che potrebbe essere una piccola hit.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.361, marzo 2015.

1 Commento

Archiviato in archivi, recensioni

Una risposta a “The Pop Group – Citizen Zombie (Freaks R Us)

  1. DaDa

    Si è parlato sempre troppo poco di mark Stewart, secondo me. Ha influenzato moltissimi musicisti (in primis Trent Reznor) e con i Maffia ha prodotto dei dischi seminali, rimanendo sempre coerente con la sua arte e producendo hit strepitosi. Ricordiamo che la versione del Citizen Zombie è presente sul terzo disco degli Audioactive ed è superiore a quella presente su questo disco.

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