Quando un uomo amava una donna (Percy Sledge, 25 novembre 1941-14 aprile 2015)

Percy Sledge - It Tears Me Up

Nessuno dei nomi che si incontrano in questo volume è legato a un singolo brano quanto Percy Sledge a When A Man Loves A Woman: non solo con ogni probabilità il lento più suonato di sempre (e anche uno dei più fraintesi siccome è l’impulso ad amare puntualmente la persona sbagliata a occuparne il centro; dolente anziché celebratorio il sentimento, come dovrebbe far capire l’organo funereo), ma anche il primo esempio di soul meridionale ad andare al numero uno tanto nella classifica R&B che in quella generalista. Accadeva nel maggio 1966 e di rado esordio è stato tanto fortunato, condannando però nel contempo il suo titolare a venire sempre guardato come un uomo da una sola canzone. Ingiustizia cui il nostro eroe si è peraltro adattato con buona grazia, cogliendo dalla situazione tutto il buono che si poteva, lucrando su revival immancabili in  ogni decennio (negli ’80 grazie a uno spot pubblicitario di una marca di jeans, nei ’90 in forza di una pedestre cover di Michael Bolton e di un film omonimo) e tenendo in piedi una fitta attività concertistica.

Chi volesse avere la bontà di mettersi in casa l’antologia su Rhino “It Tears Me Up” avrà belle sorprese. Scoprirà, per dire, che se Sledge non si è fatto scrupolo di tentare più di una volta di replicare la fortunata formula di When A Man… (la ballata Out Of Left Field un chiaro esempio), è stato altresì fra gli interpreti più validi rintracciabili al crocevia fra country e soul: certificazione più eclatante quella Warm And Tender Love che diede un seguito al primo e più grande successo dell’artista. Che la sua Try A Little Tenderness vale a momenti quella di Otis e la sua Love Me Tender appena un’infinitesimale frazione meno di quella di Elvis. Che Drown In My Own Tears regge il confronto con Ray Charles. Che con la sua batteria ticchettante, l’organo liturgico, i fiati che sono sassate, le chitarre che svisano e funkeggiano, la traccia omonima è una dimostrazione da manuale di soul del profondo Sud (Percy Sledge è nativo dell’Alabama) valida quanto qualunque altra possa venirvi in mente. In una produzione rada che annovera una decina scarsa di LP in tre decenni e mezzo, non si rintracciano titoli che valgano più di una buona raccolta. Bella curiosità che quello per cui le enciclopedie spendono le annotazioni più positive sia “Blue Night”, un’uscita francese del 1994 a tutt’oggi l’ultima dell’immarcescibile Percy.

Pubblicato per la prima volta in Soul e Rhythm & Blues – I classici, Giunti, 2004.

1 Commento

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Una risposta a “Quando un uomo amava una donna (Percy Sledge, 25 novembre 1941-14 aprile 2015)

  1. E la stringi forte al cuore, e non ti fidi di nessuno, neanche dell’amico più caro che hai. La canzone, in questo caso.
    Ciao Percy.

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