Torna a Sorrenti (quello di “Aria”)

Uno dei miei album italiani preferiti di sempre… mi correggo… uno dei miei album preferiti di sempre usciva un 8 di giugno.

Alan Sorrenti - Aria

A conoscere solo la produzione successiva, quella che gli diede nei tardi ’70 un successo italiano ed europeo da milioni di copie con canzoncine come Figli delle stelle e Tu sei l’unica donna per me, c’è il rischio di non credere alle proprie orecchie ascoltando i primi due 33 giri di Alan Sorrenti, usciti a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro nel biennio prolifico e fatato ’72-’73, questo “Aria” e il successivo, appena meno felice, “Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto”. Non dovettero del resto credere alle loro orecchie nemmeno i primi estimatori dell’artista partenopeo, quando lo sentirono gorgheggiare motivetti dance dopo avere toccato con ardita voce empirei sconosciuti prima e dopo di allora a chiunque altro in Italia, gli stessi frequentati da Tim Buckley fra “Goodbye & Hello” e “Starsailor”.

“Aria” è album di una bellezza abbacinante: in una prima facciata, tutta occupata dal brano omonimo, più sperimentale e trafitta al cuore dal violino di Jean-Luc Ponty come in una seconda di più immediato incanto, a partire dal leggiadro folk-pop (“Io ti aspettavo mentre fuori pioveva/e la mia stanza era piena di silenzio per te”) di Vorrei incontrarti, portato in auge presso le ultime generazioni dall’intensa lettura dei La Crus. E proseguendo con l’onirica La mia mente e gli ondeggiamenti psichedelici di Un fiume tranquillo.

Pubblicato per la prma volta su “Extra”, n.8, inverno 2003.

2 commenti

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2 risposte a “Torna a Sorrenti (quello di “Aria”)

  1. Sono assolutamente d’accordo Venerato sul valore del primissimo Alan Sorrenti.
    Sarebbe bello continuare a riscoprire quelle gemme dimenticate che l’Italia ha prodotto come hai già fatto in passato.

  2. alfonso

    Nella mia collezione di dischi solo due album italiani hanno trovato posto nella libreria principale, in piena vista. Questo e Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto. E fu proprio questa recensione su Extra a farmi scoprire la vita precedente Alan Sorrenti

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