The Who – Live At Shea Stadium 1982 (Eagle)

The Who - Live At Shea Stadium

Nell’ostinazione a voler tenere in vita una sigla che avrebbe dovuto essere ritirata dopo la scomparsa di Keith Moon nel settembre ’78, gli Who scaveranno ben altri abissi (alzi la mano chi nel 2006 semplicemente si è accorto di “Endless Wire”; e poi chi ce l’ha fatta ad ascoltarlo) e nondimeno nella loro storia il 1982 resta un annus horribilis. Dando un pronto seguito al già modesto “Face Dances” esce il pessimo “It’s Hard” e del fatto che la parabola artistica del gruppo sia al capolinea i superstiti Pete Townshend, Roger Daltrey e John Entwistle sono a tal punto consci che il tour che lo promuove viene annunciato come “di addio” (e tale in effetti resterà fino all’89). E tuttavia: forse perché vogliosi di chiudere con stile, forse perché sfidati dalla presenza come spalla in alcune date americane dei rampanti Clash, almeno qualche sera i ragazzi (avendo il ricordo di come venissero considerati dei dinosauri oggi impressiona vederli in realtà ancora così giovani) tornano quelli dei tempi belli. In particolare, mito vuole che ciò accada nelle due notti (12 e 13 ottobre) in cui si esibiscono a New York. Curioso che quella seconda di cui si ha adesso un’integrale testimonianza in video sia la stessa dalla quale pure i Clash trarranno – postumo – un live, ma in CD. Stravincono i Clash, sia chiaro.

Il difetto di queste due ore di spettacolo sta nel manico, in una scaletta con qualche cover divertente quanto inutile nei bis e troppi brani tratti da “It’s Hard” a fronte di almeno un paio di assenze clamorose (The Kids Are Alright! My Generation!!!) sul fronte dei classici conclamati. Resta nondimeno un bel concerto, energico, con Townshend in particolare in gran forma e non solo alla chitarra ma pure quando si prende la ribalta da cantante.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.365, luglio 2015.

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2 commenti

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2 risposte a “The Who – Live At Shea Stadium 1982 (Eagle)

  1. Mi scoccia dirlo perché sono stato un grande fan del gruppo ma l’ultimo disco veramente bello è Quadrophenia del 1973. Direi che sono sopravvissuti ben oltre la data di scadenza solo grazie al loro passato e al valore dei loro concerti.
    Sinceramente “Endless Wire” l’ho comprato ma non mi piace proprio!
    A mio parere Pete Townshend avrebbe dovuto continuare la sua carriera solista che aveva un suo perché e un suo percome mentre questa sfilza di tour d’addio del gruppo a mio parere ha superato il ridicolo.
    Probabilmente sono io che faccio il difficile e anche loro avranno il mutuo da pagare però io la penso così.

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