Il blues regale di B.B. King

B.B. King - Live At The Regal

Dicono che al titolare questo disco non piaccia poi molto e che nutra più considerazione per diversi altri articoli del suo copioso catalogo: e non potrebbe esserci conferma più eclatante del fatto che di rado un artista è un buon giudice di se stesso. Dicono che Eric Clapton spesso ascolti “Live At The Regal” prima di salire a sua volta su un palco e viene in mente quella vecchia battuta di Woody Allen che, rimproverato di credersi Dio, replicava che “a qualcuno dovrò pure ispirarmi”. Dicono che questo sia il più bell’album di blues registrato in concerto di sempre e fra quanti lo dicono ci siamo pure noi. Se non ci credete, prego, accomodatevi, e poi vedete un po’ se riuscirete a offrirci un’alternativa.

L’anno è il 1964, è una sera di fine novembre e l’allora trentanovenne Riley B. King da lungi non li conta più i successi di una carriera cominciata discograficamente nel 1949 e che non sarebbe peregrino pensare abbia già toccato apici al massimo eguagliabili. È una platea nella sua stragrande maggioranza di afroamericani quella che gremisce uno dei più noti teatri di Chicago e, con il soul che va prendendo il sopravvento nel gusto dei neri, pronosticare che da lì in poi si andrà in discesa non parrebbe un azzardo. Chi può immaginare che quell’omone nelle cui braccia l’amata Lucille (la sua sei corde elettrica) pare piccina piccina sarà a breve adottato dalla gente del rock? Che commercialmente i suoi tardi anni ’60 saranno più felici della prima metà del decennio, gli anni ’70 più dei tardi ’60, gli ’80 più dei ’70, i ’90 più degli ’80 e che sarà datato 2000 il suo album più venduto di sempre, “Riding With The King”, raccolta di duetti proprio con Clapton per quarantatré settimane nella classifica di “Billboard” e doppio platino negli USA. Che però artisticamente lo zenit resti “At The Regal” è fuori discussione. Il suo unico difetto è di non durare che trentacinque minuti, quando se ne vorrebbero ore e ore di questa musica sofisticata e viscerale, tenera come una serenata e affilata come un rasoio, gli ottoni in rincorsa su una ritmica trapestante e a sormontare il tutto quella voce, quella chitarra.

Pubblicato per la prima volta in Rock – 1000 dischi fondamentali, Giunti, 2012. B.B. King avrebbe compiuto oggi novant’anni. Non ce l’ha fatta per tanto così.

2 commenti

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2 risposte a “Il blues regale di B.B. King

  1. Esiste una versione remastered ? La mi edizione (su CD) ha un suono abbastanza scarso

  2. Francesco

    la mia in vinile no! a parte scherzi a memoria non mi viene in mentre altro live di blues che abbia questa intensità, forse qualcosa di albert king o di buddy guy. In ogni caso rimane un apice della lunga carriera di BB, forse il più alto. In ogni caso il disco da avere asolutamente, assieme ad una bella raccolta Ace dei suoi anni migliori.
    ciao
    PS rimane uno dei più bei live di sempre anche al di la dei puri confini del blues

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