Una rockstar in cucina (per Anthony Bourdain, 25/6/1956-8/6/2018)

Cucinare è il nuovo rock’n’roll? A leggere Kitchen Confidential, autobiografia che nulla cela (e se qualcosa è stato nascosto non voglio saperne nulla) di Anthony Bourdain, leggendario chef newyorkese a proprio agio con la scrittura come con i fornelli, si direbbe proprio di sì, e non solo perché l’autore è uso cucinare con una colonna sonora a base di “Dead Boys, Richard Hell & The Voidoids, Heartbreakers, Ramones, Television e così via”. Fatto è che Bourdain ha avuto una vita spericolata da autentica rockstar del mangiare bene, con tanto di drogati eccessi e cadute in personali inferni dai quali lo hanno salvato giusto la forza redentrice di una nuova sfida culinaria, l’orgoglio del proprio sapere, la voglia di imparare ancora. Fatto è che il mondo tracimante testosterone di cui il nostro uomo descrive le quinte (che sono poi in realtà, naturalmente, il vero palcoscenico) vive della stessa maschia e alquanto infantile volgarità di cui si – ahem – nutre tanto rock. “Se ti offendi facilmente per degli insulti diretti sulle tue origini, le circostanze della tua nascita, la tua sessualità, il tuo aspetto, la possibilità che i tuoi genitori si siano accoppiati con degli animali, allora il mondo della ristorazione professionale non fa per te”, ammonisce Bourdain.

È uno dei tanti consigli dispensati in quasi trecento scorrevolissime pagine, molti dei quali applicabili soltanto alla situazione statunitense, parecchio diversa da quella italiana, ma altrettanti di universale utilità. Pochi si metteranno in testa di fare lo chef dopo avere letto questo libro. Più probabile che alcuni che vagheggiavano di farlo ci ripensino, scoraggiati dalla durezza dell’ambiente che descrive. Ma per fortuna di noi golosi, di noi che possiamo capire l’epifania di Bourdain dinnanzi alla prima ostrica succhiata da bambino (meglio di qualunque altra prima volta: “prima passera, primo spinello, primo giorno alle superiori, primo libro pubblicato”), qualcuno andrà avanti.

(Anthony Bourdain – Kitchen Confidential, Feltrinelli, pp.297)

Pubblicato per la prima volta sul sito dinamotorino.it, dicembre 2002.

1 Commento

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Una risposta a “Una rockstar in cucina (per Anthony Bourdain, 25/6/1956-8/6/2018)

  1. andrea K. bonomo

    Accidenti, Bourdain! Che tu possa riposare in pace, adesso. I Ramones, metà delle New York Dolls, brandelli degli Heartbreakers erano già dall’ altra parte ad aspettarti…

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