The Sick Rose – Someplace Better (Area Pirata)

Ma davvero sono passati sette anni dacché i Sick Rose pubblicavano il predecessore di “Someplace Better”? D’altra parte quello si chiamava “No Need For Speed” ed era titolo che alludeva non al passo medio delle undici tracce ivi incluse, bensì al fatto che quel disco a sua volta si fosse fatto attendere un lustro. E – d’altra parte 2 – che devi fare se, essendo nato in un posto dove il rock’n’roll è sempre stato faccenda più minoritaria della sinistra radicale, non hai mai avuto la possibilità di farne, oltre che uno stile di vita, un modo di guadagnarsela la vita? Te la guadagni altrimenti e la musica si fa hobby da coltivare quando si riesce a inventarsene il tempo. Nei loro verdi anni – fra metà ’80 e inizio ’90 – i ragazzi furono dapprima una delle band più esplosive, a livello mondiale, del Sixties revival e poi un al pari eccelso esempio di rock non meno dinamitardo ma più devoto ai Flamin’ Groovies o agli MC5 che non al garage-punk alla “Nuggets”. Tornavano in pista, dopo qualcosa più che una pausa di riflessione, solo nel 2006 con “Blastin’ Out”, loro quinto album in studio raccolte escluse, e da allora la parola d’ordine è “power pop”.

Dopo due lavori prodotti da Dom Mariani (Stems, DM3, Datura) per questo nuovo il gruppo del cantante Luca Re e del chitarrista Diego Mese si è affidato a Ken Stringfellow (Posies, Big Star, R.E.M.) e di nuovo si è rivelata una scelta felice. D’altra parte 3: aveva del gran bel materiale da tirare a lucido costui. Nove pezzi di scintillante pop-rock in egual misura orecchiabile ed energico, in scia a eroi più o meno di culto (Shoes, 20/20) o di successo (Raspberries, Knack), e in coda un inatteso ritorno alle origini, con una Nobody di travolgente innodia e il vorticoso quasi-surf della traccia che suggella e battezza.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.398, maggio 2018.

2 commenti

Archiviato in archivi, recensioni

2 risposte a “The Sick Rose – Someplace Better (Area Pirata)

  1. Oliviero Marchesi

    Grandissimi! Uno dei gruppi sixties-punk-garage-ecc.ecc. migliori del mondo e di SEMPRE! P. S. E’ stato questo disco a farti tornare in mente i Raspberries, eh, Eddy? 🙂

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