Kamasi Washington – Heaven & Earth (Young Turks)

Torni in sé il lettore che, notato quel “3 CD”, si è infuriato per avere comprato (allo stesso prezzo!) un’edizione solo doppia del secondo o terzo album (vale come tale “Harmony Of Difference”, con i suoi 31’54”?) del sassofonista californiano. Estratti i due dischetti regolari – “Earth” è in realtà il primo, “Heaven” il secondo – soppesi la confezione e ne coglierà la stranezza. Si armi di un taglierino e, con quanta più cautela possibile, proceda a estrarne il terzo compact. Che ha anch’esso un titolo, “The Choice”, e sommando cinque tracce – tre originali, una cover di Carole King, una dei dimenticati Five Stairsteps – alle altre sedici e 38’40” ai precedenti 144’32” fa sì che il nuovo magnum opus di Kamasi Washington sfondi quel muro delle tre ore soltanto (si fa per dire!) avvicinato da “The Epic”. Per quanto stavolta il nostro uomo avrebbe fatto meglio a contenersi: il terzo disco (quinto in un’edizione in vinile che ricorre al medesimo escamotage) poco aggiunge e anzi qualcosa sottrae agli altri, eccedendo in languori e levigatezze. Sebbene si resti a livelli alti.

Va da sé: l’inedito trucco del disco nascosto (altro che “hidden tracks”!) consoliderà nei dubbiosi il pregiudizio rispetto all’artista che ha fatto innamorare del jazz platee, come quella indie rock, a tutt’altro aduse. Continueranno a dire che non inventa nulla e che la scena odierna propone strumentisti e autori di maggior spessore, non cogliendo che è l’ecumenismo a fare immenso un artista capace di coniugare Brasile e funk, Caraibi e West Coast, gospel ed errebì moderno. Nel cui vocabolario hard bop rima con hip hop. A un crocevia fra Coltrane, il Davis e l’Hancock elettrici, Sun Ra ed ecco, ogni tanto si gradirebbe un pizzico in più della sana follia dell’ultimo. Ma non sarebbe più Kamasi.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.401, settembre 2018.

3 commenti

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3 risposte a “Kamasi Washington – Heaven & Earth (Young Turks)

  1. andrea K. bonomo

    Grande musicista e conoscitore della musica afro tutta, a volte eccessivo, quasi rococò: difetto da enciclopedista?

  2. Feliciano Casanova de Marco

    Caro Eddy, ti ringrazio, non sarei mai riuscito a trovare il terzo CD nascosto nella confezione di “Heaven And Heart”. Dapprima la cosa mi aveva fatto irritare, ma ora mi sento più che altro divertito. W la musica.

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