Pere Ubu – The Long Goodbye (Cherry Red)

Sesto dei romanzi con protagonista il detective più celebre del noir in letteratura, Philip Marlowe, The Long Goodbye veniva pubblicato da Raymond Chandler nel 1953. L’autore lo concepiva in circostanze drammatiche, mentre la moglie stava morendo, ossessionato da pensieri suicidi e preda della dipendenza da alcol. Consapevole che l’opera segnava un triplice addio: al personaggio, alla scrittura, alla vita stessa. E difatti da lì alla scomparsa nel 1959, settantenne, non firmerà che qualche articolo.

Fosca e strascicata, la seconda delle dieci tracce del diciassettesimo lavoro in studio dei Pere Ubu si chiama proprio Marlowe, casomai non si fosse colto l’omaggio a Chandler esplicitato nel titolo (laddove la copertina richiama non meno chiaramente Edward Hopper). E a sentir David Thomas, leader e unico punto fermo nell’ultraquarantennale vicenda della band di Cleveland (incidentalmente: nato nell’anno in cui veniva pubblicato il volume di cui sopra), questo è l’album con cui la sua creatura si congeda. Pur ricordando che già nel giurassico 1982 sciolse il gruppo, salvo ripensarci e resuscitarlo nell’87, stavolta gli si può credere: ha una certa età, la salute pare traballante, chiudendo qui può solo essere orgoglioso di un lascito fra i più rilevanti nella storia di un art-rock dalle radici punk ma dall’attitudine (molto a suo modo) progressiva. Per la sigla la possibile uscita di scena è forse la cosa migliore da “St. Arkansas” (lontano 2002). Disco che, pur vedendo i sintetizzatori prevalere nettamente sulle chitarre, riassume in sé un sound inconfondibile per quanto con antecedenti in Captain Beefheart e in certo krautrock. I 9’25” dall’ansiogeno al favolistico di The Road Ahead addirittura si segnalano fra le pagine più memorabili di un catalogo di rara consistenza.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.412, settembre 2019.

1 Commento

Archiviato in archivi, recensioni

Una risposta a “Pere Ubu – The Long Goodbye (Cherry Red)

  1. Enrico Z

    Ciao Eddy,
    secondo te, a parte la formidabile accoppiata iniziale “THE MODERN DANCE” e ” DUB HOUSING”, c’è qualcosa altro che si avvicina a quei livelli?
    Grazie.

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