Archivi del mese: dicembre 2020

Ci siamo quasi

Il primo volume di Extraordinaire (nonché secondo della EncicloCilia – copyright Stefano “Bizarre” Quario) è al momento in seconde bozze. Pagine 270, € 23. Stay tuned.

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Memorabilia (8)

Trentatré concerti (in ordine alfabetico; non riuscirei mai a ricostruire quello cronologico) cui ho assistito al Big Club fra il 1985 e i primi anni ’90. Sono andato a memoria. Per certo mi sarò dimenticato di qualcuno di clamoroso.

Babes In Toyland, Carmel, Nick Cave & The Bad Seeds, CCCP Fedeli Alla Linea, Cheb Khaled, Church, Julian Cope, Cowboy Junkies, Cramps, Willy De Ville, Echo & The Bunnymen, Fleshtones, Gang, Go-Betweens, Green On Red, Gun Club, Hüsker Dü, Jesus And Mary Chain, Long Ryders, Loop, Youssou N’Dour, Nomads, Not Moving, Ozric Tentacles, Pankow, Rain Parade, Jonathan Richman, Sonic Youth, 10,000 Maniacs, That Petrol Emotion, Thin White Rope, Alan Vega, Wall Of Voodoo

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Will Butler – Generations (Merge)

Dice il maggiore dei Butler, Win, che il lockdown si è rivelato propizio per gli Arcade Fire per concentrarsi sulla scrittura del successore di “Everything Now”. Speriamo venga meglio di quello che era il secondo e più grave inciampo in una vicenda artistica principiata con tre album clamorosi: uno più bello dell’altro e fra i non molti che possano essere detti “epocali” nel rock di questi primi due decenni di secolo. Dice il minore dei Butler, Will, che ha fatto appena in tempo a ultimare le registrazioni di questa che è la sua seconda uscita da solista (terza con un live) prima che il lockdown si mettesse di mezzo. Andava solo più mixato il disco. Dire che fosse atteso… be’, anche no. Il succinto predecessore del 2015, “Policy”, aveva regalato una manciata di canzoni convincenti se prese una per una ma che sommate non riuscivano a fare, per l’eccessiva varietà di stili, un album.

Nessuna aspettativa pesava dunque sul successore e che sorpresa che catturi fin dal primo ascolto. Di più cospicuo minutaggio (tre quarti d’ora contro mezz’ora scarsa) e non meno eclettico dell’esordio, con tuttavia stavolta come un filo invisibile a legare in qualche miracoloso modo brani che sulla carta non potrebbero/dovrebbero stare nel medesimo programma come, per limitarsi a citare gli ultimi tre, una Promised molto Peter Gabriel, una Not Gonna Die che potrebbe arrivare dai Queen migliori e una Fine che rimanda a Randy Newman. Da non credersi. Eppure… Però il meglio sta prima e fra il meglio due dei pezzi più travolgenti dell’anno: sfido chiunque a resistere alla collisione fra synth-punk e power pop di Bethlehem e al ritmo scandito da un batter di mani e all’esultante coralità di Surrender. Sicuro di avere ancora bisogno degli Arcade Fire, Will?

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.424, ottobre 2020.

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Blow Up n.271

È in edicola il nuovo numero di “Blow Up”, come ogni dicembre particolarmente ricco con le sue 196 pagine che al solito includono anche le playlist di fine anno. Ho dato un piccolo quanto sentito apporto recensendo un libro molto ma molto peculiare. Per un contributo quelle venti volte più cospicuo vi toccherà attendere gennaio. Oh, tanto ne avete da leggere nel frattempo…

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