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No Need To Argue (per davvero)

Un mese fa ho dovuto scrivere dell’ultimo (noioso) Eminem. Lì, in un brano chiamato In Your Head, è presente un campionamento di Zombie e lì è cascato l’asino. L’ho citato. Così facendo ho inavvertitamente sciupato quello che sarebbe stato se no un miracoloso percorso netto: ventisette anni (tanto sono andati avanti i Cranberries) non solo senza mai recensirli (che già sarebbe stata una performance rimarchevole, visto che in ventisette anni di recensioni ne ho scritte alcune migliaia) ma addirittura senza mai nominarli. Mai. Come testimonia il mio archivio digitale, inaugurato per curiosa coincidenza proprio nel 1991, per oltre un quarto di secolo ho vissuto nello stesso mondo in cui vivevano loro senza che le nostre strade si incrociassero una singola volta. A momenti da non crederci, visto il mestiere che faccio, visto che stiamo parlando di un gruppo che ha venduto quei quaranta milioni di album. Al sottoscritto, non uno. A casa mia ci saranno un 18.000 dischi e nemmeno una canzone dei Cranberries. La banale verità è che non hanno mai voluto dire nulla per me. Ovviamente non mi piacevano, ma nemmeno li detestavo. Serena indifferenza. Così sono rimasto un po’ spiazzato, ieri sera, vedendo la mia home di Facebook riempirsi di messaggi non di circostanza per la scomparsa di Dolores O’Riordan. Scoprendo che ha voluto dire tanto anche per miei coetanei, o per gente appena più giovane di me.

E la morale di questa storia qual è? Boh. Che sono solo uno snob del cazzo, probabilmente.

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And so this is Xmas

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25 dicembre 2017 · 08:31

Quando i Kraftwerk diventarono i Kraftwerk

Cogliendo l’occasione dei loro imminenti spettacoli italiani, sono stato invitato da Emiliano Colasanti a dire la mia sui due album grazie ai quali i Kraftwerk passarono di categoria, da oscuro gruppo sconosciuto fuori dai confini patri a Beatles di un nuovo pop elettronico. O all’incirca. Quindi oggi VMO lo trovate qui.

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Say it loud di nuovo

Oggi alle 18.30 sarò alla libreria Bodoni (qui a Torino, in via Carlo Alberto 41) per parlare del mio volumetto su James Brown pubblicato per Vololibero. In ottima compagnia, visto che con me ci saranno Carlo Bordone e Antonio Baciocchi, per dire dei loro libri su Curtis Mayfield e Ray Charles, e Graziano Uliani e Edoardo Fassio, freschi autori di un omaggio a Solomon Burke. Tutta roba buona, tutta roba uscita sempre per la casa editrice di cui sopra. Ah… Presenta e coordina Maurizio Blatto e già solo questa, secondo me, è una ragione per esserci.

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Stasera a Piacenza (da quelle parti)

Saremo in tre – io e gli amici Carlo Bordone e Antonio Baciocchi – a scambiarci storie e opinioni su tre giganti del soul: James Brown, Curtis Mayfield e Ray Charles. L’appuntamento è al Melville Caffè Letterario in Via Dante Alighieri, a San Nicolò. Alle 21.

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Venerato Maestro in tour

Segnalo agli amici marchigiani appassionati di black music che il Venerato Maestro si appresta a calare nella loro bella regione.

Questa serà sarò a Filottrano alla Trattoria Gallo Rosso, ospite dello chef Andrea Tantucci, per raccontare il capolavoro di Sly & The Family Stone “There’s A Riot Goin’ On”. Inizio intorno alle ore 21.30, libagioni permettendo.

Domani sarò invece a San Ginesio (presso Giardini del Colle Ascarano), a fare due chiacchiere insieme a Massimo del Papa riguardo al mio ultimo libro, James Brown – Nero e fiero!.  Si comincia alle 18.

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Di altri Scritti nell’Anima – Oggi, al Salone del Libro

Per chi vuole e può, l’appuntamento è oggi al Salone del Libro di Torino alle 14.30 (stand Archimede, pad 2 – H142-J141).  Ci saremo io e gli amici Carlo Bordone e Antonio Bacciocchi e si faranno quattro chiacchiere riguardo ai volumi che abbiamo curato nella collana di Vololibero Soul Books. Argomenti: James Brown, Curtis Mayfield e Ray Charles. Maestro di Cerimonie un signore che due cose di musica nera le sa: Cosimo Ammendolia.

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