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Audio Review n.420

È in edicola dalla scorsa settimana il nuovo “Audio Review”. Per problematiche legate alla situazione eccezionale che stiamo vivendo è stato necessario anticipare il numero estivo, quello tradizionalmente datato luglio/agosto, e dunque questo reca la dicitura maggio/giugno. Come puntualizza nell’editoriale il direttore Mauro Neri non cambia tuttavia nulla riguardo al totale dei fascicoli della rivista che usciranno nel corrente anno. Il numero 421, fuori verso fine giugno, sarà datato luglio e quello dopo ancora, fuori a fine luglio, agosto.

Ciò doverosamente premesso, passo a dire del mio apporto, che a questo giro si è concretizzato in recensioni dei nuovi album di Badge And Talkalot, Brendan Benson, Cowboy Jukies, Baxter Dury, Joe Ely, Frazey Ford, Public Practice, Lee Ranaldo & Raül Refree, Smoke Fairies, Sorry, Soul Asylum, Yves Tumor, M. Ward, Warlocks e Waxahatchee, più una colonna dedicata a un vecchio classico di Janis Ian. Nella rubrica del vinile ho scritto diffusamente di Dr. John e più in breve dell’Art Farmer Quartet.

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Audio Review n.419

E anche questo mese, nonostante tutto, “Audio Review” ha raggiunto le edicole (che dove abito io sono aperte senza eccezione alcuna e così spero sia anche dalle vostre parti). Ho contribuito a questo numero recensendo gli ultimi album di A Girl Called Eddy, Arbouretum, Body Count, Lowell Brams & Sufjan Stevens, Caribou, CocoRosie, Julian Cope, Four Tet, Ezra Furman, Grimes, Luke Haines & Peter Buck, Lanterns On The Lake, Morrissey, Porridge Radio, Swamp Dogg, Thundercat e U.S. Girls. Nella rubrica dedicata al vinile ho scritto in lungo di Carly Simon e più in breve di Ry Cooder.

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Blow Up n.263

Se siete stati saggi e avete approfittato dell’offerta che reclamizzavo qui, il numero di “Blow Up” di aprile dovrebbe già essere nella vostra buca delle lettere e con esso il diciottesimo volume della collana “Director’s Cut”, Captain Beefheart – Avventure nel Vlietnam, di Riccardo Bertoncelli. In caso contrario avete ora un’ottima scusa per prendere una (breve) boccata d’aria e raggiungere la più vicina edicola, dovete troverete senz’altro la rivista e, con un po’ di fortuna, anche il libro. Mi raccomando: quando uscite non dimenticate di portare con voi l’autocertificazione in cui dichiarate che state lasciando il vostro domicilio momentaneamente per procurarvi beni di consumo essenziali.

Nelle solite 148 pagine si perde un po’, ma anche questo mese ho offerto un piccolo contributo, recensendo due gran bei libri.

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Wire – Mind Hive (Pink Flag)

Non ci si crede. No, davvero. Per quanto gli Wire ci abbiano abituato bene in questa terza vita che ha segnato il secolo nuovo con la loro sequenza di album più lunga di sempre: con questo otto quando fra il ’77 e il ’79 ne pubblicarono tre e fra l’87 e il ’91 sei. Certo non si possono lamentare di una stampa che ha incensato ogni uscita, né di un pubblico che li segue con affetto e spesso fa registrare il “tutto esaurito” ai concerti. Miracoloso che non solo abbiano conservato la dirompente freschezza dei lontanissimi esordi ma che sul serio dopo “43 years of not looking back” (per dirla con il titolo, allora gli anni erano quaranta, che pubblicizzò uscita e tour del precedente “Silver/Lead”) il loro sguardo seguiti a essere lucido, attento al presente, ancora e persino volto al futuro. Colin Newman, Graham Lewis e Robert Grey (sessantacinque, sessantasei e sessantotto anni; l’altro fondatore, il settantatreenne Bruce Gilbert, da tempo non è più della compagnia ma ancora pubblica dischi, l’ultimo nel 2018) mai fanno revival di se stessi e dire che potrebbero permetterselo.

Non ci si crede. No, davvero. Che sul serio “Mind Hive” possa risultare, come da comunicato stampa, “the most masterful 35 minutes of post-punk you will hear this year” e invece probabilmente sarà così. Lo certificano subito la voce declamante su melodia arabeggiante e ritmica dallo squadrato allo sferzante di Be Like Them e fino alla conclusiva, molto più rilassata Mind Humming è un susseguirsi di “oh” e ah” di meraviglia. In particolare per l’ultravoxiana Cactused, per una Off The Beach spiazzantemente pop, per il variegato tour de force (7’54”) Hung. Soprattutto per Unrepentant: dimostrazione da manuale del perché gli Wire a un certo punto furono definiti “i Pink Floyd della new wave”.

Pubblicato per la prima volta su “Audio Review”, n.417, febbraio 2020.

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Audio Review n.418

È in edicola da alcuni giorni il numero 418 di “Audio Review”. Contiene mie recensioni degli album nuovi di Marc Almond, Bombay Bicycle Club, Bonny Light Horseman, Basia Bulat, Deacon Blue, Dining Rooms, Drive-By Truckers, Brigitte Fontaine, Heliocentrics, Maria McKee, Orb, Andy Shauf e Torres e di un cofanetto di Sam Cooke. Nella rubrica del vinile ho scritto in lungo di Neneh Cherry e più in breve dei Doobie Brothers.

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Abbonamento speciale a “Blow Up” per supplire alla carenza di edicole aperte

Ricevo e doverosamente rilancio, da Stefano Isidoro Bianchi, editore e direttore di “Blow Up”.

Un saluto ai nostri lettori, amici, clienti, simpatizzanti… Sono Stefano I. Bianchi di Blow Up e vi scrivo per proporvi un abbonamento molto particolare, un abbonamento speciale valido solo per i tre mesi di Aprile, Maggio e Giugno 2020, pensato per venire incontro a chi normalmente non ama fare abbonamenti ma in questo periodo, a causa della quarantena a cui siamo tutti sottoposti per l’epidemia del coronavirus COVID-19, teme di avere difficoltà a trovare edicole aperte in cui acquistare il giornale o comunque non vuole rischiare, dato che con la chiusura forzata di agenzie e negozi ci saranno inevitabilmente dei disagi, mentre le Poste invece continueranno a funzionare.

Abbonandovi a questo abbonamento breve riceverete i tre numeri del giornale + il Director’s Cut di aprile, che come sempre è allegato al numero del mese, dopodiché l’augurio è che tutto torni come prima e che nessuno abbia più necessità di abbonamenti speciali come questo.

Però fate attenzione: chi si abbona adesso, vale a dire entro il 20 marzo 2020, riceverà il numero di aprile e quelli seguenti con la spedizione normale per gli abbonati che avviene tramite il servizio postale Premium Press, che garantisce l’arrivo in due-tre giorni, ed è comunque ‘coperto’ dalla nostra assistenza per qualunque disagio.
Altrimenti, chi vede in ritardo questo annuncio e si abbona DOPO il 20 marzo 2020 sappia che riceverà comunque solo ed esclusivamente i tre numeri di aprile, maggio e giugno 2020 perché questo abbonamento speciale è valido solo per questi tre mesi e non per altri. Ciò significa che se vi abbonate il 10 aprile vi spediamo subito il numero di aprile come piego di libri (che è molto più lento del Premium Press) e poi i due seguenti con Premium Press.

Questo il link che vi porta direttamente alla pagina dell’abbonamento:
https://www.blowupmagazine.com/…/abbonamento-italia-beat-th…

Se non siete iscritti dovete prima iscrivervi (bastano pochi secondi) e poi fare l’ordine, al termine del quale pagherete con PayPal (il percorso che porta alla pagina dell’abbonamento “Beat The Virus!” è: Homepage-abbonamenti-abbonamento italia “Beat The Virus!”)

Per qualunque ulteriore informazione inviate un’e-mail a: contatti@blowupmagazine.com

Un saluto a tutti… e che passi alla svelta questo caos…

Stefano I. Bianchi

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Blow Up n.262

È in edicola il numero di marzo di “Blow Up”. Ho offerto un piccolo ma sentito contributo recensendo due libri che mi sono piaciuti. Molto.

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