Iggy & The Stooges – Ready To Die (Fat Possum)

Iggy And The Stooges - Ready To Die

Mettiamola così: per Iggy era impossibile sprofondare oltre quel “Après” con il quale, giusto un anno fa di questi tempi, la sua quarantacinquennale carriera toccava un nadir che si auspica senza repliche. E anche per gli Stooges non era facile migliorare – cioè peggiorare – il record negativo stabilito nel 2007 da “The Weirdness”, il famigerato quarto album in studio, a trentaquattro anni da “Raw Power”. Lavoro di una inutilità assoluta, patetico e quasi offensivo nella sua certosina ricreazione di un suono sfortunatamente al servizio di canzoni che di spettacolare non avevano che l’inconsistenza. Essendosi toccato il fondo, non si poteva far altro che provare a risalire. “Ready To Die” ci riesce quel tanto che basta a giustificare la propria esistenza.

Spiace dirlo: sembrerebbe proprio che la differenza fra questo nuovo album e l’ormai remoto predecessore la faccia la presenza in luogo di Ron Asheton, venuto a mancare nel frattempo, di James Williamson. C’entra niente uno stile chitarristico che non è che si distingua così tanto da quello dello sfortunato predecessore. A marcare un dislivello qualitativo piuttosto vistoso sono una produzione, proprio di Williamson, vivaddio più scorticata di quella di nitidezza chirurgica di Steve Albini e soprattutto una penna che non sarà più ispirata come quattro decenni fa ma trattiene, fra un manierismo e l’altro, echi di vita vera, di coinvolgimento e a tratti divertimento genuini. Passando sopra all’attacco roboante di una Burn che fa il verso a Sonic Reducer (che è come dire che i maestri si mettono a copiare gli allievi), a inoltrarsi nel resto dello smilzo programma se ne ricava qualche momento piacevole. Tipo gli errebì al fulmicotone, con il sax di Steve MacKay a strepitare, Sex And Money e DD’s. Tipo una Gun piuttosto pop in questo contesto e una traccia omonima di tamarra, esplosiva possenza. Quando però i soli due brani che davvero colpiscono sono i due meno “Stooges” di tutti, addirittura acustici: una languida, confidenziale Unfriendly World; una strascicata, commossa The Departed. Sistemate, se “Ready To Die” deciderete di procurarvelo (perché comunque la collezione ha da essere completa) in vinile, a chiudere le due facciate (il CD prosegue con una bonus). Non ho ascoltato altro, qui, degno di dividere una scaletta con i classici che sapete.

1 Commento

Archiviato in recensioni

Una risposta a “Iggy & The Stooges – Ready To Die (Fat Possum)

  1. Giancarlo Turra

    Continuo a pensare che il volto di Iggy sia oggi un anticipo di quello di Jennifer Aniston tra 25 anni, se postulassimo l’assenza di Photoshop e della più raffinata chirurgia plastica.

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